Gran Premi
Domenica a san Siro: Il Giubileo
Di spalla a un gustosissimo Primi Passi, (leggete la preview su DerbyWinner, ndr) nell’ultimo appuntamento stagionale a San Siro, andrà in scena la seconda edizione del Giubileo versione pattern, sul miglio allungato per i tre anni ed oltre.
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Primi Passi: il pronostico!
Finalmente è arrivata. La corsa che aspettiamo sempre con impazienza, sia per iniziare a dare i primi verdetti sui due anni nostrani, sia perché il più delle volte dal Primi Passi escono cavalli, indubbiamente precoci, in grado di farsi valere all’estero.
Solo dall’edizione 2013, sono usciti il vincitore Arpinati, che si è poi piazzato in gruppo 1 (Gran Criterium) in ottobre su terreno contrario e poi è stato venduto all’estero, monetizzando bene il suo indubbio valore. Non solo, è uscita pure la forte Omaticaya che dopo il secondo posto milanese ha deciso di fare una puntata all’estero nel Papin, dove è arrivata seconda, battuta solo dalla migliore femmina di due anni in Francia, Vorda e che come vi abbiamo raccontato nel post ieri prenderà parte al Ris-Orangis di gruppo 3 di sabato a Deauville.
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Omaticaya per sognare e la domenica francese
Il coraggio di provarci, la voglia di misurarsi all’estero, il cuore e la grinta di una cavalla che finora, fatte eccezioni per l’Aloisi dello scorso anno e del fattaccio della gabbia aperta in ritardo nel Carlo Chiesa, non ha mai sbagliato un colpo.
La grintosa Omaticaya, dopo lo splendido posto d’onore colto nel Papin a due anni, torna a varcare le Alpi per tentare il colpaccio francese, stavolta a Deauville, dove sabato pomeriggio scenderà in pista nel tradizionale Ris-Orangis, gruppo 3 per velocisti di tre anni e oltre sui 1200 metri. La pupilla di Vincenzo Fazio e Manila Illuminati, reduce dal sigillo nel Tudini, è partita martedì dalla Capitale alla volta della Normandia, facendo tappa a Torino.
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Irish Derby preview
Negli ultimi vent’anni soltanto quattro campioni sono riusciti a mettere la firma sia sull’Epsom Derby sia sull’Irish Derby e stiamo parlando di fuoriclasse assoluti quali Sinndar, Galileo, High Chaparral e Camelot.
Sabato pomeriggio al Curragh, nel Dubai Duty Free Irish Derby, tenterà di riscrivere la storia il dominatore di Epsom, Australia, il sauro da Galileo ed Ouija Board che potrebbe regalare ad Aidan O’Brien l’undicesimo successo in una corsa ormai diventata riserva privata. Il maghetto di Ballydoyle è riuscito a conquistarla per la prima volta nel con Desert King nel 1997, quindi il doppio Galileo-High Chaparral nel 2001-2002, fino ai sette Derbies consecutivi dal 2006 al 2012 grazie a Dylan Thomas, Soldier of Fortune, Frozen Fire, Fame And Glory, Cape Blanco, Treasure Beach e appunto Camelot.
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Il caldo lunedì di Sheikh Joaan
Sheikh Joaan bin Hamad bin Khalifa Al Thani, boss del nostro Frankie Dettori e titolare del complesso qatariano Al Shaqab, dopo aver trionfato tra i proprietari nella cinque giorni del Royal Ascot, con tre successi nella settimana arrivati grazie a Toronado e ai puledri volanti The Wow Signal e Baitha Alga, si appresta a vivere un lunedì intenso a Chantilly dove vivrà con trepidazione due debutti molto attesi. Nella prima corsa del convegno parigino, il Prix de Pontpoint, condizionata per le due anni sui 1400 metri, ha esordito, un po’ inaspettatamente, la Galileo ed Alluring Park, sorella piena della Oaks winner 2012 Leggi il seguito di questo post »
So many congratulations
La domenica di San Siro proponeva un convegno imperniato sulle rivincite delle nostre classiche, un appuntamento da veri appassionati. Purtroppo la folle programmazione italiana (non sarebbe ora di tornare agli enti tecnici?) rende giornate di questo tipo quasi delle fastidiose interruzioni tra convegni di minima. Non è però il momento per approfondire il tema della magagne tecniche italiane, ne parleremo più avanti, non temete.
La prima Listed della giornata era l’Italia sui 2400 metri in pista grande, con cinque contendenti, corsa che rappresenterebbe la rivincita del Derby e oggi dovrebbe avere la funzione di Prix de Paris nostrano. Abbiamo assistito a un’edizione incentrata sugli allievi dei Botti, con Cospirator che, fin Leggi il seguito di questo post »
Royal Ascot – Day five.
Quando si arriva all’ultimo giorno del Royal Ascot ogni volta si prova la stessa sensazione di quando stai per fare le valigie perché devi tornare via da una vacanza indimenticabile. Un velo di tristezza invade il vero ippico perché sa che finirà uno spettacolo unico e che dovrà aspettare 365 giorni per rivivere le stesse emozioni. Un meeting speciale come quello di quest’anno ancora di più, con tanti campioni in copertina e un dominatore tra gli allenatori, quel John Gosden che ha raccolto ben quattro successi in settimana, due dei quali in Gruppo I, le St James’s di Kingman e le Prince of Wales di The Fugue. Leggi il seguito di questo post »
Royal Ascot – Day four.
Dopo la buona prova di Final Score ci aspettavamo un’altra prestazione notevole da parte del compagno di colori e training Dylan Mouth, laureato del Derby Italiano, arrivato anch’esso da imbattuto al difficile test delle King Edward VII sul miglio e mezzo in programma nel day four.
Dopo il ritiro in mattinata del Gosden Western Hymn, sesto nel Derby di Epsom di Australia, l’attesa è cresciuta ancora di più ma in pista, purtroppo, l’erede di Dylan Thomas non ha saputo figurare se non fino all’ingresso in retta, dopo una prima parte del percorso passata piuttosto insofferente e in “gas” ai fianchi del leader Odeon. Già poco prima della curva conclusiva Fabio Branca ha dovuto richiedere a fondo Dylan Mouth, svuotato prematuramente di energie e senza voglia di rispondere alle sollecitazioni in retta d’arrivo, lontano dalla bagarre ai 400 finali. Una prestazione incolore che pone ulteriori dubbi sulla latitante forma del Derby romano 2014, dopo l’opaco tentativo del tedesco Oil of England a Monaco, la prova discreta e poco più di Steaming Kitten in un Milano tutt’altro che mostruoso e il terzo posto di Dark Sea in una condizionata a Longchamp.
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Royal Ascot – Day three.
Il terzo giorno del Royal meeting, il tradizionale Ladies Day, era importante per noi italiani vista la presenza dell’imbattuta signorina Final Score, portacolori Effevi laureata delle Oaks di San Siro, attesa all’esame di maturità nelle Ribblesdale, gruppo 2 sul miglio e mezzo nel quale era costretta a regalare un chilo alle coetanee, capeggiate dall’Aga Khan Vazira, una Sea The Stars di Duprè reduce dal posto d’onore nel Saint Alary di Longchamp.
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Royal Ascot – Day two.
La grande attesa di tutto il meeting del Royal Ascot era la campionessa Treve, la dominatrice dell’Arc de Triomphe, la quattro anni di Sheikh Joaan che doveva rimettersi in marcia nelle Prince of Wales’s dopo l’inattesa sconfitta al rientro nel Ganay patita dall’incredibile Cirrus des Aigles. E invece alla resa dei conti è arrivata una cocente delusione, con la baia da Motivator già poco pulita d’azione nel canter di avvicinamento alle gabbie ed ancora più spenta in corsa, una copia sbiadita della Treve ammirata lo scorso anno quando fu capace d’infilare il trittico Diane-Vermeille-Arc in stile zarkaviano.
Al contrario della campionessa Aga Khan, che andò in razza da imbattuta a tre anni, Treve,
per volere di Criquette Head e del suo proprietario, ha continuato la carriera, con la convinzione che potesse ulteriormente maturare. Con le femmine però è sempre rischioso, alcune vengono avanti con il passaggio d’età altre invece subiscono un’involuzione, proprio quello che è successo a Treve, vittima probabilmente anche di un problema fisico tutto da capire come ha riferito nel dopocorsa la sua allenatrice.
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