L’analisi del week end: dal July a Parigi
Il July meeting di Newmarket è andato in archivio con due fantini sugli scudi ed un allenatore che ha dominato la scena, soprattutto con i puledri, chiudendo con quattro vittorie in testa alla classifica dei trainers. Tra i jockey hanno chiuso in parità, con quattro centri ciascuno, lo scatenato Ryan Moore, che ha montato soltanto due giorni, e Richard Hughes. RyanAir si è letteralmente caricato in spalla l’O’Brien Table Rock nelle Sir Henry Cecil Stakes, fulminando nei pressi del palo il favorito Pretzel. Venerdì ha infilato invece tre successi consecutivi, partendo da un handicap sui 1400 metri conquistato con la solita freddezza in sella a Nakuti, per arrivare a colpire nelle Duchess of Cambridge con l’ottima Arabian Queen, l’allieva di David Elsworth che ha rubato letteralmente il tempo alla favoritissima francese High Celebrity, in sella alla quale Maxime Guyon è rimasto troppo lontano dalla testa su un terreno che non permetteva certo grandi recuperi.
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Una parata piena di Charm…
Il 14 luglio in Francia si ricorda la presa della Bastiglia, la fortezza prigione simbolo del potere reazionario. A Parigi grande parata delle forze armate transalpine sugli Champs-Elysée alla presenza del Presidente della Repubblica Hollande. Però a noi ippici interessavano maggiormente le celebrazioni in atto in quel di Chantilly dove si disputava il Prix Jean Prat, Gruppo 1 sul miglio, per tre anni.
Come vi avevamo riportato questa mattina (leggi QUI) il favorito al betting era l’inglese Shifting Power, reduce dal secondo posto nelle 2000 Ghinee irlandesi. Subito dietro, in Francia, veniva giocato l’altro secondo di Ghinee, Prestige Vendôme, questa volta francesi, le Poule d’Essai des Poulains, e a quasi identica quota Charm Spirit, il vincitore del Paul de Moussac, nonché quinto di ghinee inglesi.
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La giornata del Paris in attesa del Jean Prat
Ieri vi abbiamo raccontato la splendida affermazione di Gallante nel Grand Prix de Paris (leggi QUI) e la tredicesima affermazione da allenatore di André Fabre. Oggi ripercorriamo il resto della giornata che ha avuto molti spunti interessanti.
Primo fra tutti il sotto-clou, per utilizzare un’espressione pugilistica, del convegno, il Maurice de Nieuil, Gruppo 2 sui 2800, per quattro anni e oltre. La corsa ha visto la vittoria dell’allievo di Pascal Bary, Terrubi, un figlio di Dalakhani, impostosi sul favorito netto, Black Panther, l’inglese di proprietà dell’ex star del calcio Michael Owen e allenato da Tom Dascombe. Leggi il seguito di questo post »
Tredici volte Fabre con Gallante
Sua maestà André Fabre ha fatto tredici. No cosa avete capito, non ha giocato al totocalcio, ha “solo” vinto per la tredicesima volta il Juddmonte Gran Prix de Paris, il Gruppo 1 sui 2400, che viene da tutti considerato il vero Derby francese da quando il Jockey Club è stato accorciato a 2100. A rendere felice il Muto di Chantilly è stato Gallante, un Montjeu di proprietà Coolmore che ha avuto al meglio su Prince Gibraltar che forse ha trovato il passo giusto troppo in ritardo.
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July Cup con ospite d’onore
Eccoci alla giornata conclusiva del July meeting e finalmente arriva un clima se non estivo almeno accarezzato da un po’ di sole. La giornata inizia con un handicap sul miglio per tre anni vinto dal Godolphin Golden Town.
In attesa della seconda facciamo un salto ad Ascot dove andavano in scena le Summer Mile, per anziani sul miglio e di Gruppo 2, dove il “nostro” Guest of Honour ha davvero onorato il pronostico che lo vedeva favorito. Il cinque anni allenato da Marco Botti a metà della dirittura finale ha trovato una soluzione all’interno che lo ha portato alla vittoria. I complimenti di DerbyWinner all’allenatore, già nostro gradito ospite (QUI), al proprietario Giuliano Manfredini e anche all’allevatore il Signor Stimola. Una connection tutta tricolore, che dimostra quindi come il nostro settore sappia creare buoni cavalli, basta che gli si lascia la possibilità di farlo…
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July meeting: Gran Finale
Si conclude oggi il July meeting da Newmarket con il clou dell’intera tre giorni, l’attesa July Cup, Gruppo 1 per velocisti sui 1200 metri.
Adrenalina pura sulla lunga dirittura del July Course. Sono presenti tutti i migliori flyers britannici, con l’aggiunta di uno spagnolo e un americano molto agguerriti e pronti a tirar fuori la zampata risolutrice. Il terreno, che rimane soft dopo le piogge dei giorni scorsi, sarà un fattore determinante, con parecchi candidati che potrebbero esprimersi sotto il migliore standard.
Edward Lynam dopo lo storico doppio King’s Stand-Diamond Jubilee firmato al Royal Ascot con i suoi due missili Slade e Sole Power ci riprova con il Leggi il seguito di questo post »
Grand Prix de Paris: domenica regale!
I francesi sono maestri nell’organizzazione degli eventi ma forse quest’anno, in occasione del tradizionale e atteso Grand Prix de Paris di domenica, si sono davvero superati. Per contrastare la concomitanza scomoda della finalissima dei mondiali in Brasile in programma alle 21, il convegno inizia alle ore 16, il Paris partirà alle 19 e famosi dj terranno banco accompagnando la riunione di corse, quindi fuochi d’artificio e gran finale con il concerto di Bob Sinclair (vedi anticipazione QUI). Il tutto pensato per avvicinare il pubblico al Bois de Boulogne. Un aiuto ai francesi è arrivato da un’edizione intrigante e qualitativa del Grand Prix de Paris, diventato il “vero” Derby francese dopo l’accorciamento del Jockey Club a 2100 metri (forse destinato a cambiare, leggi QUI).
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July meeting: Day two, gli aggiornamenti
Eccoci arrivati al secondo giorno del July meeting, in primo piano le Falmouth di Gruppo 1 e le Duchess of Cambridge di Gruppo 2. Però la giornata apre con un handicap per femmine di 3 anni sui 1400, dove Nakuti solo negli ultimi 150 metri vede la luce per sprintare sulle avversarie e conquistare la vittoria con Ryan Moore in sella a sostituire Martin Harley. A seguire il primo dei due gruppi, le Duchess of Cambridge, sui 1200 per le femmine di due anni, dove prima della partenza veniva ritirata una delle possibili favorite I Am Beautiful. Leggi il seguito di questo post »
Newmarket: Day two – la presentazione
Il day two del July meeting vedrà la disputa di due sole pattern ma il Gruppo 1 riservato alle femmine di tre anni ed oltre, le tradizionali Falmouth sul miglio, promette scintille. Il pittore Clive Brittain, a segno per due volte in questa corsa con Gussy Marlowe nel 1992 e Rajeem nel 2006, getta nella mischia la tre anni Rizeena, la baia da Iffraaj capace di dominare le Coronation al Royal Ascot. Priva del suo abituale interprete James Doyle, costretto per impegni contrattuali a rimanere a York dove interpreterà la sorellastra di Frankel, Joyeuse, in un Gruppo 3 (Summer Stakes), toccherà ad Olivier Peslier, a bersaglio nel 2009 con Goldikova, salire sulla portacolori di Sheikh Rashid Al Maktoum. Rizeena dovrà vedersela con due anziane di spessore quali le quattro anni Integral e Sky Lantern. La prima, una Dalakhani targata Cheveley Park Stud, rimane sul netto successo nelle Duke of Cambridge che la candidano a ruolo di primattrice in queste Falmouth, con la possibilità di conquistare il primo Gruppo 1 della carriera dopo il posto d’onore dello scorso autunno nelle Sun Chariot alle spalle proprio della grigia di Hannon.
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July meeting: Day One in diretta (o quasi)
July meeting che al Day one, Ladies day, ci accoglie con un clima plumbeo che di estivo ha davvero poco.
Nella prima corsa, il Bahrain Trophy, sui 2600 per tre anni, ritirato Odeon dopo essere scappato. Pregevole affermazione di Hartnell che con un coast to coast dalle gabbie al palo di arrivo domina questa edizione. Il figlio di Authorized fin dalle prime battute prende il comando di un gruppo compatto che vede in Forever Now l’antagonista principale. Si arriva, con un buon ritmo vista anche la distanza, all’inizio della retta finale dove Hartnell, ben arroccato allo steccato esterno lato tribune, riceve l’attacco di Forever Now e di Windshire, attacco al quale l’allievo di Mark Johnston risponde gagliardamente andando a vincere in maniera abbastanza agevole su Windshire secondo e Forever Now terzo. Come vi avevamo scritto ieri Hartnell è cresciuto molto nell’ultimo periodo e non ci stupirebbe vederlo battagliare nel St. Leger quest’autunno.
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