Galoppo
San Siro, invasione di stranieri per la Coppa d’Oro.
In verità il titolo di questo articolo sarebbe dovuto essere più lungo e avrebbe dovuto riportare la seguente frase: continuiamo a non avere una programmazione decente e proseguiamo a farci del male…
Per evidenti ragioni di brevità – non siamo mai stati fan dei titoli chilometrici, in stile Lina Wertmuller – non lo abbiamo scritto nel titolo, ma non perché non sia vero.
Infatti, non solo l’ente di governo fa danni con la programmazione giornaliera – vedi continue e inutili sovrapposizioni fra convegni come nel caso di domani, venerdì, dove andranno in scena Roma e Milano in contemporanea, oppure la decisione di programmare la giornata del Derby a Roma in piena contemporanea con Milano dove ci sarà l’Europa di Trotto – ma pure il programma di selezione è totalmente slegato e senza un vero indirizzo strategico.
Lammtarra, un idolo biondo!
Alzi la mano chi non ha un idolo sportivo. Un atleta che, per motivi strettamente personali, ci provoca emozioni o ricordi nel solo nominarlo o ricordarlo.
Per chi vi scrive l’incontro visivo fu nel giugno 1995, da poco masticavo galoppo oltre confine e quello fu il primo Derby vissuto in apnea.
Il 10 giugno a Epsom il favorito era Pennekamp, colori dello Sceicco Mohammed Al Maktoum (il progetto Godolphin sarebbe esploso solo l’anno seguente), allenato in Francia dal muto di Chantilly André Fabre e vincitore delle Ghinee a Newmarket.
Che dire, novizio e ancora con la bocca da latte davanti a certi palcoscenici le mie simpatie non potevano che essere indirizzare verso Lanfranco Dettori. In sella a Tamure era vincitore cinquanta metri prima del palo fino alla comparsa di chi, invisibile di nome e di fatto, mette la sua testa bionda davanti a tutti. Una tonda lunghezza nella sorpresa generale.
Il 142esimo Kentucky Derby. Anno I dopo American Pharoah!
Oggi si corre il Kentucky Derby, il primo dopo il ciclone American Pharoah ed è dunque con grande piacere che ospitiamo il contributo del nostro esperto ippico Paolo Romanelli (Ital-Cal Horse) che ci racconta non solo della sfida ma di tutto quanto rappresenti il Kentucky Derby per gli Americani, perché la Run For The Roses è molto più di una corsa, è il paradigma dello stile di vita a stelle e strisce.
Sabato 7 Maggio, 6:34 di pomeriggio, eastern standard time, tutti gli Stati Uniti d’America si fermano per guardare o ascoltare le gesta della 142ma edizione del Kentucky Derby, è The first Saturday in May una tradizione che dura appunto da quasi un secolo e mezzo, un giorno che per gli Americani ha un solo pensiero: il Kentucky Derby.
Il primo sabato di Maggio in USA al post time del Run for the Roses si interrompono conferenze, matrimoni, programmi tv e le partite di baseball o basketball vanno al time out pur di permettere a tutti di godere dei two most watched minutes in American sport, un’epopea nazionale.
Domenica dubaiana a Capannelle, tra il Presidente della Repubblica e la prima listed per PSA!
Grande giornata di corse a Roma questa domenica. Non soltanto avremo il tradizionale Presidente della Repubblica ma il contorno sarà illuminato da due Listed – il Tadolina e il Dubai International, quest’ultima prima Listed in Italia per purosangue arabi – e da ben tre Handicap Principali tutti ben riusciti. Insomma un programma tutto sommato ricco di spunti tecnici, ben progettato e spettacolare, segno che, quando si vuole, si può organizzare dei bei convegni, dovrebbe essere la norma ma oramai ci stiamo abituando al fatto che sia l’eccezione.
Analizziamo la corsa principale, il Premio Presidente della Repubblica, fresco del declassamento a Gruppo 2 e della riduzione dal doppio chilometro ai 1800 metri. Se la retrocessione al secondo livello è una ferita ancora aperta, aver portato la corsa al miglio allungato crediamo sia stata una decisione molto giusta che potrebbe portare frutti nel medio lungo periodo, poiché in questo modo molti miler di medio livello – ce ne sono tanti in giro per il continente – potrebbero essere invogliati a scendere e a provare soprattutto in una pista non troppo selettiva come Capannelle.
Le Ghinee inglesi dominate dalla sorpresa Galileo Gold e dalla conferma Minding!
Le Ghinee di Newmarket hanno avuto svolgimenti simili ma con protagonisti molto differenti. Nelle 2000 Ghinee di sabato tutti attendevano il favorito Air Force Blue, il War Front di O’Brien, che rientrava dopo la vittoria nelle Dewhurst, e invece a sorprendere tutti è stato Frankie Dettori in sella a Galileo Gold che dopo un percorso di testa assieme a Air Vice Marshall (War Front) e Massaat (Teofilo) si è involato nell’ultimo furlong facendo scendere il figlio di Paco Boy alla corda e dominando con una e mezza larga su Massaat e terzo Ribchester che toglie l’ultimo gradino del podio a Air Vice Marshall.
Freedom Beel colpisce nel Botticelli, Mi raccomando e Penalty nelle debuttanti!
Il Botticelli è una delle due tappe canoniche di avvicinamento al Derby, l’altra il milanese Filiberto ha laureato Dee Dee D’or, anzi negli ultimi anni ha spesso presentato il vincitore o il favorito del Nastro Azzurro. Non sappiamo se anche quest’anno si ripeterà ma certo ci ha mostrato un ottimo prospetto che ha tutto per arrivare con grandi chance all’appuntamento principe della nostra selezione.
Erano in sette a sfidarsi a Capannelle ieri pomeriggio di cui quattro del Master di Cenaia, due con i colori Effevi, Freedom Beel (Pour Moi) e Time Is Precious (Rip Van Winkle), uno Blueberry Vettori Rules (Aussie Rules) e uno Dioscuri Speed Of Sound (Until Sundown). A completare il campo il Caldarola di Gasparini Cantastorie (Lord Shanakill), il Framanti Lord Schekin (Galidon) training Brogi e Azhor Azhai (Distant Way) per il duo Grizzetti-Riccardi training e proprietà.
Greg Pass corona l’Incolinx Day a San Siro. Gran debutto per Biz Power!
San Siro ha mandato in onda una giornata a tinte verderosa. La scuderia Incolinx dell’Ingegner Romeo ha infatti ricoperto il ruolo di mattatrice del convegno con una tripletta vincente formata dalla debuttante Porta Nuova (Requinto) nel Poncia, dal Fastnet Rock Amico Americano nel Sambruna e dalla perla del sempre più convincente Greg Pass (Raven’s Pass) nel Bereguardo.
Partiamo proprio da quest’ultimo che vestiva i panni del favorito, poco sopra il tre al tot, nella Listed sul miglio per anziani e doveva essere anche il nostro miglior alfiere nazionale contro un nutrito gruppetto (4 su 7 partenti) di invader.
Il baio montato da Dario Vargiu si è comportato alla grandissima dando prova di gradire alquanto il terreno pesante di San Siro. Partito bene al terzo posto dietro al Vitabile Rockaroundtheclock (Starspangledbanner) e al tedesco Nabucco (Areion), sulla curva si è avvicinato al duo in testa che in retta cercava di anticipare i tempi della fuga. Nulla da fare con questo Greg Pass formato deluxe che non solo ricuciva agevolmente il distacco ma superava in progressione ai 500 finali anche Nabucco che nel frattempo era diventato leader.
Dee Dee D’Or vince il Filiberto e si proietta verso il Derby, Mickai trionfa nell’Arno!
Dopo la disputa delle due prime Classiche, Parioli e Regina Elena, il lunedì festivo ci portava in dote a San Siro il Filiberto, primo trial con neretto per gli aspiranti al Nastro Azzurro e a Firenze la storica Corsa dell’Arno.
Nella prova milanese sul doppio chilometro erano solo sei i tre anni al via. Un campo partenti non certo numeroso, purtroppo è oramai una costante delle nostre corse, ma abbastanza qualitativo con almeno un terzetto in grado di lottare la corsa.
Il favorito risultava alla fine essere il Dioscuri Full Drago (Pounced) vincitore del San Giuseppe, davanti a Biz Heart, a una quota di due e mezzo e controfavorito vicino (tre e trenta) Dee Dee D’Or (Zebedee) il grigio portacolori della famiglia Crecco che arrivava dalla vittoria nel Donatello. Dietro erano il Marcialis della Fert Way To Paris (Champs Elysees) e gli Effevi Magic Mystery (Pour Moi), alla seconda dopo il debutto vincente in maiden, e Peut Etre Ici (Holy Roman Emperor) tutti attorno al quattro. Sopra il sei Relco Galaxy (Rail Link).
Conselice nell’Elena, Poeta Diletto nel Parioli! Vittorie di classe!!
Il fascino delle Classiche ippiche sta non solo nel rappresentare il punto più alto della selezione di una generazione, ma anche nel loro essere un appuntamento irripetibile nella vita agonistica di un cavallo, una sorta di treno che passa solo una volta e che o si prende al volo o lo si perde per sempre.
Questa emozione unica è tornata oggi a Roma con le prime due Classiche per la generazione 2013, il Parioli e il Regina Elena, le nostre Ghinee.
Nella prova per femmine, il Regina Elena sul miglio, l’appuntamento con il destino sembrava scritto per Victim Of Love (Ramonti) imbattuta portacolori della Effevi e grande favorita ben sotto la pari prima del via.
L’allieva dei Botti scattava subito in testa anche grazie a una gabbia favorevole e imponeva al gruppo un bel ritmo con la Incolinx Aquila Solitaria (Raven’s Pass) subito alle sue spalle e al suo esterno Valuta Pregiata (Holy Roman Emperor), con tutte le altre dietro in fila indiana anche piuttosto sgranate per l’andatura veloce della
leader.
Che splendido Circus nell’Ambrosiano! Brex Drago nel Signorino e Harlem Shake nel Certosa!
Da stropicciarsi gli occhi! Questa la sensazione suscitata da Circus Couture (Intikhab) nell’Ambrosiano, Gruppo 3 sul doppio chilometro, dove al rientro ha prodotto un significativo pezzo di bravura che ci fa ben sperare per il suo prosieguo di stagione. L’allievo di Stefano Botti è partito tranquillo nel gruppo lasciando che fossero i due bilancini Loritania e Shocking Blue a fare da battistrada, mentre lui e Greg Pass (Raven’s Pass) rimanevano dietro.
In retta Circus lasciava ancora campo agli avversari fino a dopo l’intersezione delle piste quando, assieme al suo sapiente interprete Fabio Branca, decideva che era venuto il tempo di chiudere la pratica e sorvolava con una facilità disarmante i rivali e si involava verso la vittoria senza che il jockey si sia dovuto dannare più di tanto per avere ragione degli avversari (VIDEO QUI).
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