botti
Sorpresa De Gheest
De Gheest con sorpresa. Vi avevamo scritto (Leggi QUI) che la corsa principale della riunione domenicale all’ippodromo di Deauville, il Maurice De Gheest di Gruppo 1 sui 1300 metri, era una corsa apertissima, inoltre vi avevamo accennato alle condizioni del terreno come possibile fattore negli esiti finali e così è stato. A spuntarla un grintoso Garswood, giocato a tredici in Francia, che ha gradito il terreno molto soffice e anzi tendente al colloso. Bisogna ricordare che l’allievo di Richard Fahey aveva mostrato i suoi migliori argomenti proprio con un terreno simile a Newmarket.
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Napoli: un Galà ben riuscito
Napoli si è illuminata sabato sera per il Galà del Galoppo, con la disputa di ben tre listed. Fari accesi nella conca di Agnano, con i binocoli che si sono abbassati ben presto in occasione del Criterium Partenopeo, prova per i due anni con prospettive importanti in vista dell’autunno. A metà retta infatti il favorito Time Chant, un bellissimo War Chant allevato dalla Le.gi di Massimo Parri e allenato dal cannibale Stefano Botti, si è presentato facile nelle mani di Dario Vargiu, ha preso sotto tiro il leader e compagno di training Cassiano Fan, per poi allungare con altro piglio a centro pista. Leggi il seguito di questo post »
Le classifiche italiane e una riflessione
Dopo il primo semestre di attività è arrivato il momento di stilare un primo bilancio anche per quanto riguarda il galoppo italiano, prendendo come spunto le classifiche di metà stagione per le categorie allenatori, fantini, proprietari e allevatori.
Osservando attentamente le cifre tra i trainer spicca ancora di più lo strapotere di Stefano Botti, capace di portare a casa gran parte del montepremi, con il califfo di Cenaia che ha già conquistato 125 vittorie su 499 corse disputate per uno strike rate impressionante del 25,05 e somme vinte che superano i 2 milioni. Per lui assoluto dominio anche nel campo delle stakes, con tre successi di Gruppo 2 (Oaks di Final Score, Vittadini di Priore Philip, Derby di Dylan Mouth), tre centri di Gruppo 3 (Primi Passi diviso a metà tra Fontanelice e Ginwar, l’Incisa di Leggi il seguito di questo post »
Il meglio della generazione 2012
Terminata la stagione primaverile milanese con la disputa del summit per i puledri, il Primi Passi, è tempo di stilare un primo bilancio generale per la generazione 2012, con una sorta di classifica molto personale in base alle impressioni e alle corse più significative che hanno lanciato due anni più o meno promettenti. Munitevi di penna e block-notes per segnarvi le promesse da seguire nel prossimo autunno.
Il Primi Passi decreta da sempre il migliore della generazione e allora come non partire dall’edizione andata in scena ieri a San Siro, con una parità incredibile ma non storica (era infatti già successo nel 1998 e scherzo del destino con ancora protagonista Mirco Demuro in sella a Solitary Dancer, costretto a dividersi la posta con Kabuki ed Endo Botti) tra i due compagni di training Fontanelice e Ginwar, rimasti così entrambi imbattuti.
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A San Siro un arrivederci con i Botti
Splendida giornata a San Siro, quanto a programma, non certo per il meteo tutt’altro che estivo. Fin dalla prima corsa si è entrati nel vivo con il Mantovani Listed race sui 1500 metri per femmine di due anni, dove i cavalli Made in Italy si mettevano in mostra grazie alla bottiana Money Drop (Martino Alonso) che, dopo aver seguito l’andatura imposta in partenza dalla Zarroli Mefite, all’ingresso della retta di pista media l’apparigliava e la superava andando a vincere con sicurezza su Cherry Gold e Belle River compagne di allenamento per Giada Ligas. Un’ottima vittoria per la Dioscuri che alla seconda uscita in carriera, dopo la vittoria al debutto davanti ad Arte Volante, si è dimostrata davvero un prospetto interessante per gli impegni autunnali.
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Primi Passi: il pronostico!
Finalmente è arrivata. La corsa che aspettiamo sempre con impazienza, sia per iniziare a dare i primi verdetti sui due anni nostrani, sia perché il più delle volte dal Primi Passi escono cavalli, indubbiamente precoci, in grado di farsi valere all’estero.
Solo dall’edizione 2013, sono usciti il vincitore Arpinati, che si è poi piazzato in gruppo 1 (Gran Criterium) in ottobre su terreno contrario e poi è stato venduto all’estero, monetizzando bene il suo indubbio valore. Non solo, è uscita pure la forte Omaticaya che dopo il secondo posto milanese ha deciso di fare una puntata all’estero nel Papin, dove è arrivata seconda, battuta solo dalla migliore femmina di due anni in Francia, Vorda e che come vi abbiamo raccontato nel post ieri prenderà parte al Ris-Orangis di gruppo 3 di sabato a Deauville.
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So many congratulations
La domenica di San Siro proponeva un convegno imperniato sulle rivincite delle nostre classiche, un appuntamento da veri appassionati. Purtroppo la folle programmazione italiana (non sarebbe ora di tornare agli enti tecnici?) rende giornate di questo tipo quasi delle fastidiose interruzioni tra convegni di minima. Non è però il momento per approfondire il tema della magagne tecniche italiane, ne parleremo più avanti, non temete.
La prima Listed della giornata era l’Italia sui 2400 metri in pista grande, con cinque contendenti, corsa che rappresenterebbe la rivincita del Derby e oggi dovrebbe avere la funzione di Prix de Paris nostrano. Abbiamo assistito a un’edizione incentrata sugli allievi dei Botti, con Cospirator che, fin Leggi il seguito di questo post »
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