A San Siro è tempo del Milano. Un test per le ambizioni di Dylan Mouth

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premiazione tesio 2014 - dylan mouthOggi è giorno di Milano.
L’ippica è uno sport fantastico, perché dopo aver assistito ieri al Derby di Epsom con Golden Horn e Frankie Dettori e in nottata alle Belmont Stakes di American Pharoah con annessa Triple Crown, dovremmo essere abbastanza sazi per almeno una settimana e invece, senza neanche darti il tempo di assaporare queste imprese, ecco che lo sport ti propone la Classica milanese per eccellenza, il Gran Premio di Milano sui 2400 metri per tre anni e oltre.
Per carità nessuno vuole, o ha l’ardire di paragonare, i suddetti eventi a quello di casa nostra, però per noi appassionati – o malati di ippica a seconda – il Milano è un appuntamento irrinunciabile. Ogni anno lo attendiamo con ansia, ancora di più noi frequentatori di San Siro, perché fa da spartiacque della stagione. Serve per capire quanto valgono i nostri rispetto agli stranieri (quando vengono ovvio). Per dirla semplice è un test.
Quest’anno ancora di più, perché vogliamo cercare di capire quanto possa valere il nostro miglior anziano, Dylan Mouth, e se possa ambire davvero a qualche risultato importante fuori dai nostri angusti confini. Già lo scorso anno l’alfiere della Effevi aveva provato, dopo la vittoria nel Derby, il meeting di Royal Ascot, con le King Edward VII, dove arrivò ottavo correndo obiettivamente sotto standard per tante ragioni. Oggi il figlio di Dylan Thomas è sicuramente migliorato molto, ci pare più freddo in corsa e maturo per poter intraprendere una trasferta all’estero. Il rientro nel D’Alessio ne è una conferma che speriamo venga ribadita oggi. La monta sarà quella consueta di Fabio Branca che lo conosce bene e anche a lui chiediamo di darci la possibilità di sognare.

Contro l’allievo di Stefano Botti saranno in sette, di cui due stranieri, il marocchino Billabong e il tedesco Born To Run. Ci attendiamo più consistenza dal primo che, dopo aver fatto filotto in patria, è stato trasferito in allenamento inlogo san siro Francia da Pascal Bary. Il sei anni figlio di Gentlewave, all’ultima ha vinto una buona Listed a Longchamp mentre nella precedente prova, sempre in Listed, è giunto secondo. Entrambe le corse gli danno buone linee visto che i suoi avversari hanno successivamente vinto a livello di Gruppo. Sicuramente può valere un Gruppo III all’estero e forse anche uno superiore, certamente non vale il livello più alto transalpino però è un interessante banco di prova, forse qualitativamente il migliore che un Milano sotto dotato in termini di premio – un problema che prima poi andrà affrontato – poteva sperare. Meno attraente è l’altro invader, Born To Run, figlio di Shirocco che a due anni dopo la vittoria nel Winterfavoriten pareva molto buono e che invece in seguito è peggiorato sensibilmente. Quest’anno è rientrato male in Listed e poi è sesto vicino in Gruppo III nelle Oleander Rennen a Hoppergarten. Insomma non proprio il massimo anche se i tedeschi sono da prendere con le molle sempre.

I rivali italiani di Dylan Mouth sono capitanati da un altro allievo di Stefano Botti, quel Cleo Fan della Dioscuri, che sta facendo ricredere anche i più scettici. Saltata la stagione classica dei tre anni per un infortunio il figlio di Mujahid magic artist ambrosiano 2015l’autunno scorso ha fatto da valletto a Priore Philip nella sua fantatica campagna d’autunno e quest’anno invece dopo aver perso sul palo l’Ambrosiano da Magic Artist si è rifatto con gli interessi nel Presidente della Repubblica dove ha ribaltato la linea con il tedesco e ha aperto ufficialmente la crisi del Priore. Non è un fenomeno ma un ottimo performer, molto sottovalutato forse senza un vero motivo.
Gli altri avversari paiono in second’ordine anche per via del terreno scorrevole poco gradito. Infatti sia il Biondi Duca Di Mantova, sia i due Marcialis Kramulkie e Victis Hill avrebbero gradito un terreno differente. La loro sarà una corsa davvero in salita, magari se qualcuno si scornerà davanti potranno raccoglierne i frutti.
Ultimo del campo è il compagno di scuderia di Dylan Mouth, Celticus, che ovviamene avrà il compito di fare da scudiero del capitano gialloblu.
Appuntamento questo pomeriggio attorno alle 18.10 con il Milano, che magari non sarà più quello di una volta ma che dobbiamo difendere con le unghie per continuare a sperare in una rinascita. Certo le decisioni degli ultimi anni, prese da chi ci governa non inducono all’ottimismo ma la speranza è l’ultima a morire e il Milano rimane una ventata di aria fresca in una giornata torrida.

Antonio Viani@AntonioViani75

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