American Pharoah entra nella leggenda, 37 anni dopo Affirmed conquista la Triple Crown!

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2015_TripleCrownAmerican Pharoah, Bob Baffert, Victor Espinoza e Ahmed Zayat, ricordatevi questi nomi perché sono i nomi degli uomini che hanno fatto l’impresa!
Ebbene sì, dopo un’attesa durata ben 37 anni finalmente un altro campione può cingersi la testa con la Triple Crown. Eravamo fiduciosi sulle possibilità di American Pharoah, fin dall’inizio – e pure prima, nei trial di avvicinamento – ci era parso il campione completo capace di spezzare l’incantesimo e far vivere una giornata storica ai 90mila appassionati presenti sulle tribune di Belmont Park, (sold out e botteghini chiusi all’ippodromo) molti di più se contiamo che pressoché tutto l’anello della pista era circondato da una folla immensa che era accorsa nella speranza di essere testimone di qualcosa di unico. Nessuno sarà tornato a casa deluso, pure noi, poveri sudditi della provincia dell’impero ippico, abbiamo avvertito da lontano e tramite streaming (grazie a Equidia o Dubai Racing) la sensazione che stavolta non avremmo dovuto mandare giù l’ennesimo boccone amaro, ma che avremmo potuto alzare i pugni al cielo e gridare un liberatorio: YES!
Esageriamo? Manco per niente, per un vero appassionato dello sport più bello del mondo l’attesa del prossimo vincitore della Triple stava diventando un vero stress,  ogni anno si cercava nei trial il cavallo in grado di farcela e magari dopo una doppietta nelle prime due leg, Kentucky Derby e Preakness, le timide previsioni fatte sottovoce all’inizio iniziavano a prendere fiato e tutti guardavano alle Belmont con speranza. Immancabilmente le nostre attese venivano frustrate per motivi sempre diversi, stanchezza, infortuni o altro.

Ma ieri, molto semplicemente, tutto questo non poteva avvenire perché il figlio di Pioneerof The Nile era semplicemente il cavallo predestinato a riportare la Triple. Attenzione non abbiamo volutamente detto il più forte, perché questo è scontato, se vinci come ha fatto lui le precedenti prove, ma essere forti qui non basta, molti cavalli – forse anche più forti di lui – sono crollati prima del traguardo.
Ieri la sensazione di calma e sicurezza che traspariva dal faraone e da Espinoza mentre venivano accompagnati alle gabbie di partenza era più importante di qualsiasi altra qualità, erano convinti che avrebbero vinti e questo se è importante sempre, ieri notte era fondamentale.
Appena usciti dalle gabbie Espinoza guidava il suo allievo al comando, tattica giusta ma anche pericolosa d’altronde i 2400 metri delle Belmont Stakes hanno fatto tanti caduti sportivi. Eppure questa mossa pareva l’unica logica, gli stessiamerican pharoah avversari sembravano psicologicamente soggiogati dalla forza dell’allievo di Baffert, o forse pure loro, intimamente, speravano che American vincesse. Quale sia il motivo American Pharoah ha potuto svolgere la corsa secondo le sue attitudini, al comando a scandire il ritmo, subito dietro si piazzavano Materiality, Frosted e Mubtaahij.
La corsa non aveva grandi scossoni e continuava su questa falsariga fino alla fine dell’ultima curva, all’ingresso in retta, dove Espinoza chiedeva ad American la progressione finale.
Un attimo di paura, forse più dovuta all’attesa che a un vero rischio, si è avuti in questo punto quando Frosted decideva di spostare dalla corda per cercare di apparigliare il battistrada.
Solo un attimo dicevamo perché il campione di Zayat si è facilmente disteso prendendo parecchie lunghezze di vantaggio, circa cinque sul secondo arrivato Frosted, con terzo Keen Ice.

Dopo la corsa grandi festeggiamenti a tutto il team con Baffert, commosso che dichiarava di aver pensato ai suoi Bob Baffertparenti per tutto il tempo della gara e di come gli sarebbe piaciuto che fossero stati con lui in questo momento. Inoltre in maniera molto signorile, ha affermato che la Triple l’ha vinta American, con la sua grande classe, e non lui. Altrettanto emozionato Victor Espinoza che ha ricordato come la terza volta (dopo le sconfitte con War Emblem e California Chrome) sia stata quella buona per la vittoria e di come la sensazione sia fantastica. Ancora più emozionato il proprietario, nonché allevatore, Ahmed Zayata che ha tuonato: “Questa vittoria è per il nostro sport. Newyorkesi, appassionati delle corse, questa vittoria è per voi”.
Diciamo che questa vittoria è anche un poco per lui visti i soldi vinti e soprattutto perché ha ceduto la futura carriera stalloniera di American Pharoah alla sezione americana del Coolmore per un cifra attorno ai 20 milioni di dollari. Ma questo sono cose terrene, poco importanti oggi.
Oggi celebriamo un grandissimo campione, American Pharoah, un cavallo capace di compiere l’impresa e di renderci felici a migliaia di chilometri di distanza e di farci alzare i pugni al cielo gridando: YES!

Antonio Viani@AntonioViani75

3 pensieri riguardo “American Pharoah entra nella leggenda, 37 anni dopo Affirmed conquista la Triple Crown!

    […] dopo aver assistito ieri al Derby di Epsom con Golden Horn e Frankie Dettori e in nottata alle Belmont Stakes di American Pharoah con annessa Triple Crown, dovremmo essere abbastanza sazi per almeno una […]

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    Antonio Alpi ha detto:
    20 giugno 2015 alle 17:35

    Stakes (anche se finisce con la S) è un sostantivo singolare. Quindi perché scrivere le Belmont Stakes?

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      Antonio Viani ha risposto:
      20 giugno 2015 alle 18:30

      Perché in italiano si usa dire Le Belmont pur essendo una prova unica e non una serie. Scrivere “La Belmont” suona parecchio male…

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