Circuito Pattern 2018, una tendenza da affinare!

Postato il

calendarioPochi giorni addietro è uscito il calendario nazionale delle Pattern 2018.
Un programma che, per quanto riguarda l’Italia, presenta alcune interessanti novità e qualche occasione persa.


Ne ho parlato oggi su Trotto & Turf che ringrazio per lo spazio concessomi, sperando possa essere foriero di un più ampio dibattito sulle soluzioni per migliorare il nostro galoppo.
Qui di seguito, il pezzo, per voi affezionati lettori di DerbyWinner.

Basta piangersi addosso, ci è andata di lusso se pensiamo allo stato attuale dell’ippica in Italia. Aver perso, nel complesso, solo una Listed (sommando le due retrocessioni e la promozione a Listed del Criterium Varesino) è la dimostrazione che in Europa sono molto comprensivi. E, soprattutto, riconoscono che l’Italia rappresenta un partner che non conviene lasciare indietro. Ammettiamolo, poteva essere una Caporetto come l’anno scorso visto che nessuna falla è stata riparata, né dal lato pagamenti né da quello delle capacità di gestire i rapporti con il galoppo Europeo. Carenti eravamo, carenti siamo rimasti.

EPC-Logo-480x237Eppure, a fronte di queste mancanze abbiamo mantenuto i Gruppi ed esaminando il calendario, vediamo che è in atto un tentativo di razionalizzazione di cui ci rallegriamo.
Nel primo semestre rileviamo la creazione di tre grandi giornate romane.
La prima legata alle nostre Ghinee, mantenute giustamente nel fine settimana del primo maggio e le altre legate al Presidente della Repubblica, molto importante quest’anno visto che è a rischio declassamento insieme con Lydia Tesio e Gran Criterium, e al Derby Day.
Prima osservazione: visto che queste ultime due giornate sono intervallate solo da una settimana non era preferibile cercare di accorparle in un unico week end? In questo modo si sarebbe potuto catalizzare l’interesse su un meeting di due giorni (andrei anche oltre, creando una tre giorni, da venerdì a domenica) che facesse da vetrina e richiamo, anche internazionale.
Peccato, perché il Derby avrebbe potuto agire da traino anche per eventuali arrivi esteri nel Presidente, fondamentali per il rating (un unico viaggio dall’estero è preferibile a due!).

Per la stessa ragione, all’opposto, applaudiamo la scelta del meeting del 9-10 giugno a Milano incentrato sulle Oaks.
Unico appunto: perché lasciar fuori il Bersaglio, programmato in solitario unaippodromo milano settimana dopo, il 17? Anticipandolo al 10 sarebbe comunque stato distanziato di tre settimane dal Tudini e avrebbe dato un plus al week end.
Stesso ragionamento per il Primi Passi: perché programmarlo il 24 e non il 1 luglio insieme con le altre prove per giovani? Capiamo eventuali prossimità con corse estere simili, ma così facendo avremmo nobilitato ancora di più la giornata del Milano, finalmente collocato a inizio luglio come da anni proponiamo sul blog, DerbyWinner. Fondamentale, per la riuscita di queste giornate, la creazione di eventi collaterali davvero allettanti per il pubblico, anche optando per un orario di partenza consono al periodo, magari un preserale che a Milano in estate è sempre gradito.

In autunno – ci hanno infine ascoltato! – si è evitata la tragica concomitanza Merano-Di Capua con l’apprezzabile spostamento al 21 ottobre del Gruppo 2 milanese che andrà a impreziosire la super giornata con Gran Criterium e Jockey Club.
Decisione saggia che può aiutare ad aver ospiti stranieri.
Non siamo invece d’accordo con la scelta romana di posizionare il Lydia Tesio al 4 novembre. Così facendo non potremo “sfruttare” appieno il traino della nostra unica corsa di Gruppo 1 e la possibilità di pubblicizzarla come l’ultimo Gruppo 1 europeo. Perché non creare a fine novembre (fine settimana del 18 o 25) un meeting di due varese 2014 città digiorni con le prove di Gruppo e i vari handicap? Si sarebbe ottenuta molta più attenzione da parte del galoppo europeo. Occasione persa.

Infine, permettetemi un accenno al ritorno del Criterium Varesino allo status di Listed. Io e Bruno Grizzetti ne discutemmo un giorno di corse a Milano assieme a Franco Castelfranchi e perorammo – visto il risultato posso dire con argomenti convincenti – il suo ritorno a un rango superiore.
Ecco, credo che soltanto discutendo nel dettaglio, ascoltando tutte le opinioni e facendo squadra sia possibile invertire il trend negativo del comparto. È in gioco il futuro dell’ippica.

Questo il testo dell’articolo, adesso tocca a voi!
Eh sì perché quanto sopra vuole essere uno spunto per ampliare la discussione, per cercare assieme nuove soluzioni. Non ho la presunzione di ritenere le mie idee un dogma, ma, come ho scritto, ho la certezza che solo discutendo potremo avere un futuro.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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