Tatts Ireland September Yearling 2022, ennesimo successo, anche grazie agli Italiani!

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tatts ireland logoPartiamo dall’edizione scorsa, 2021, delle September Yearling Sale, quella per capirci che fu celebrata come un successo storico. Ebbene, l’asta di quest’anno ha replicato il successo e per certi versi è stata addirittura migliore!

Non mi credete? Ve lo dimostro partendo dai dati.
Il numero di lotti presentati è stato di 458 contro i 448 del 2021. Di questi ne sono stati venduti 413, per una percentuale del 90,2% (pazzesco!), più 0,5 punti percentuali rispetto al già favoloso anno passato. Il fatturato globale della due giorni si è attestato a 12.421.000 euro, contro i poco meno di 12,8 milioni della scorsa volta, quindi una lievissima contrazione. Il prezzo medio si è attestato a 30.075 euro, mentre la mediana, non ci stancheremo mai di evidenziare come questo indicatore sia più veritiero della pura media, ha toccato quota 26.000 euro, nel 2021 si era arrivati a quota 23mila, quindi più 13%.
Come potete notare esiste una scarsa discrepanza tra il valore medio e mediano di prezzo, questo ci dice che l’asta non ha vissuto di picchi isolati, ma piuttosto di un valore medio simile dei lotti presentati. In definitiva possiamo affermare che le September Yearling Sale hanno registrato (per il secondo anno consecutivo) una edizione record!

Il top price di quest’anno è stato raggiunto a quota 115.000 euro con un maschio da New Bay con243 tatts ire sept year 22 mamma da Bachelor Duke, che ha già dato vincitori, e una famiglia che ha riferimenti italiani, infatti la seconda mamma, Kiltubber (Sadler’s Wells) ha riportato il Falck, quando ancora era Listed, ed è la mamma di Opinion vincitore di Gr1 in Australia e di Fox Hunt e Anam Allta entrambi vincitori a livello di Gr3. Presentato dal Tradewinds Stud è stato acquistato da Alex Elliot per gli australiani di Spicer Thoroughbreds.
Piccola curiosità, a poco meno del top price, quota 100mila, è stato venduto un figlio di Footstepsinthesand e Sciolina, sì proprio lei, la mamma di Some Respect, secondo di Gran Criterium e pluri vincitore di Listed, e anche mamma di Erosandpsyche, secondo nelle Flying Five Stakes di Gr1. Ennesimo esempio di fattrice italiana venduta all’estero, nemmeno per cifre esagerate a quanto ci risulta.
Che sia finalmente arrivato il momento di cercare soluzioni a questa situazione? All’Associazione Allevatori la prossima mossa…

Scatenati anche gli acquirenti italiani con ben 42 acquisti. Partiamo da Marco Bozzi che ha inchiostrato 12 puledri, il più caro uno Showcasing a 70mila. Subito dietro la Razza Latina con 6 arrivi e un Kessaar top a 33mila. L’accoppiata Sagam-Baragiola ha comprato a 37mila un Acclamation, Iacopo Bindi a 23 un figlio di Masar. Gianluca Verricelli due per 20,5mila, così come la Blue Castle di Affè, sempre due per un importo complessivo di 26mila euro.  Tre lotti per Guerrieri, totale a 71mila e top a 33mila per un maschio da Dandy Man. New Racing Factory sempre due lotti per 28mila totali, top un Dandy Man a 18. Il milanese Simondi ne porta a casa anche lui 2 per un importo complessivo di 30.000, con un Saxon Warrior a 18mila. Salvatore Scalora a 10mila un Ribchester. Filippo Sbarigia 2 lotti per 34mila totali e un top a 20mila per un Holy Roman Emperor. Idem anche per Danilo Pierdomenico, 21mila in totale. La regola del due vale anche per Stefano Botti, top a 16mila con un Vadamos e totale a 24mila. Vincenzo Fazio a 18mila per un Soldier’s Call. Concludiamo con Valfredo Valiani e i suoi tre acquisti per un controvalore di euro 93mila e un top segnato a 62mila da una femmina da Invincible Army.

Questa serie di acquisti – facendo due calcoli veloci si sono superati i 930mila euro (all’incirca la metà dell’intera asta SGA 2022) di acquisti – ci dimostrano come non abbia fondamento concreto l’assunto, sentito dopo la nostra asta SGA, che i compratori italiani non vogliono più acquistare cavalli, per colpa della crisi economica o per i problemi atavici dell’ippica nazionale.
La verità è un’altra e se volete più dura da digerire. La verità è che i compratori italiani preferiscono maggiormente acquistare all’estero piuttosto che in Italia.
In aggiunta ai risultati di oggi vi ricordo, non solo gli importanti acquisti italiani fatti alle BBAG di inizio mese, ma anche che domani sarà la volta della Part II delle September, dove sappiamo che gli italiani sono tradizionalmente molto attivi.
Questo trend che si perpetua da anni dovrebbe far riflettere, o no? Siamo davvero pronti a discuterne assieme senza partigianeria?

Fatta questa piccola e se volete amara considerazione, che ovviamente non verrà, come sempre, raccolta da chi di dovere (sarei felice di essere smentito), vi do appuntamento per domani per analizzare la suddetta Part II. Stay tuned!

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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