Obiettivo quota 348, per ripartire!

Postato il Aggiornato il

calendarSu gentile concessione di Trotto & Turf riproduco per i lettori di DerbyWinner il mio intervento sulla programmazione del galoppo e una serie di proposte per migliorare il calendario nazionale.
Spero possa diventare la base per una proficua discussione tra gli addetti ai lavori e gli appassionati, perché ogni contributo è prezioso.
L’intervista è stata raccolta dal Direttore del giornale, Marco Trentini, che ringrazio per l’ospitalità.

Trentatré partenti, e con due rapporti di scuderia tripli e uno doppio, in sei corse nel giovedì di  Napoli, sono un fatto clamoroso, ma non isolato, perché se il flop di Agnano è evidentissimo, altrettanto chiara è l’impossibilità di costruire le corse in maniera adeguata per lo spettacolo e per il gioco visto il clamoroso squilibrio fra il numero delle corse stesse e quello dei cavalli in attività.
Lo riscontriamo tutti i giorni, praticamente per tutti gli ippodromi, con qualche “furba” eccezione (ma non troppo) visto che per esempio la caccia al partente ha fatto sì che introttoturf-e1494535366625 Toscana, nel mese di maggio, non vi sia neppure una corsa per 2 anni e che in pratica vi sia una programmazione quasi esclusivamente di handicap medio-bassi…
Lo vediamo tutti, ma si continua a far finta di nulla. Già, perché alla fine i folli criteri che governano la sovvenzione agli ippodromi hanno avuto il risultato di sacrificare il prodotto corsa sull’altare della remunerazione delle Società, decisamente restie (eufemismo) a rinunciare anche solo a una giornata.
Il risultato? Pomeriggi di sei o sette corse con una media partenti  accompagnate da  un livello di corse che mediamente è inaccettabile.

Di fronte a una situazione che appare purtroppo cristallizzata siamo ben lieti di ospitare una proposta fuori dal coro, quella che arriva da Antonio Viani, figlio di Alessandro Viani, che ha “raddoppiato” e adesso oltre al trotto si dedica anche al galoppo con passione.
Una proposta che, se volete, può definirsi estrema, ma non certo per quanto riguarda il numero di corse effettivamente disputabili con l’attuale parco cavalli. L’aggettivo va infatti correlato alle ripercussioni che una diminuzione drastica del numero delle giornate avrebbe sulle Società a causa proprio dell’attuale schema di sovvenzione. Lasciamo comunque da parte questo fatto, sganciamo completamente il calendario dalla remunerazione e analizziamo la proposta di Viani solo ed esclusivamente sotto il profilo strettamente tecnico, quello della possibile riuscita delle corse.

Partiamo dai principi base adottati.
“Sono più o meno i fatti dei quali si parla da tempo, che sappiamo tutti benissimo e che poi in realtà non sono mai state affrontate. Il programma va innanzitutto stabilito in base al numero di cavalli esistenti in attività e alle prevedibili quantità future.
“Necessario riallocare le risorse premiando la qualità, diminuendo del 25% – 30% il ARTICOLO TROTTO E TURFnumero di giornate e, per il gioco e per il pubblico, aumentare a 7 il numero minimo di corse per giornata e programmare 8/9/10 corse nei festivi e nelle giornate clou.
La programmazione deve essere centralizzata e annuale, o quantomeno semestrale, e in questa prospettiva gli ippodromi vanno suddivisi in gruppi per aree geografiche comuni e per centralità nel sistema. Tali gruppi di lavoro elaborano in sinergia i rispettivi programmi seguendo una bozza inviata dall’Ente, formulano le loro deduzioni se  ne valuta l’efficacia e si definisce la programmazione delle varie corse.
“Il tutto è indispensabile, oltre che per evitare sovrapposizioni geografiche tra gli ippodromi, anche per ridurre le corse simili tra due ippodromi negli stessi giorni. Va ovviamente incentivata la formula dei meeting e a quel punto si può pensare di premiare gli ippodromi in base ai risultati” .

Per compilare un calendario con circa 350 giornate di galoppo, come proponi, servono criteri ben diversi da quelli attuali…
“Ho mantenuto il lunedì di riposo e ho cercato di mantenere il più possibile i medesimi periodi di apertura oggi esistenti; ho poi cercato di raggruppare ove possibile le giornate nel tentativo di creare di fatto dei meeting per tutti gli ippodromi.
Gennaio, febbraio sono mesi nei quali il galoppo italiano è meno attivo e dunque hocronoprogramma voluto ridurre al minimo il numero di convegni così da coprire 5 giorni della settimana su 7. Oltre al lunedì rimarrebbe scoperto un altro giorno, ipotizzo il giovedì quando si potrebbe invece puntare su eventi esteri come il Carnival di Meydan. I festivi vedrebbero un solo campo in attività.
Marzo prevede che Pisa termini attorno alla terza settimana con il Premio Pisa. Roma riaprirebbe a inizio mese e Milano invece a fine mese, sfruttando la chiusura di Pisa. Aprile vede il tradizionale dualismo Roma-Milano, con l’aggiunta di Firenze e Siracusa (questo campo solo in settimana). Credo che finita Pisa in Toscana non si possa avere di regola (tranne l’estate) più di una giornata a settimana. Il 25 aprile è giornata particolare dove si può pensare a un doppio campo.
“A maggio ho privilegiato Roma anche per realizzare un meeting nel week end del Derby (da venerdì a domenica). Per fare questo ho ridotto l’attività di Milano che rimarrebbe chiusa la seconda e la terza settimana lasciando spazio a Merano e Varese, così con quest’ultima si proverebbe una soluzione diversa da quella odierna. In questo modo potremmo anche creare due distinti meeting per Milano, il primo da fine marzo a inizio maggio con ostacoli e trial per le classiche e poi da fine maggio a luglio con le classiche. Il 1 maggio si può pensare a 2/3 campi in attività.
simulazione 2018“In giugno è Milano a farla da padrone, con l’apice della sua riunione. Luglio vede il meeting di Napoli e ipotizzerei anche di provare 4 convegni a Milano in notturna, credo che sarebbero un successo. Varese, Livorno (se torna) e Merano sarebbero i tradizionali con l’aggiunta di Sassari per sfruttare anche il turismo dell’isola. Agosto sarebbe più o meno in linea con quanto si programma già oggi come settembre, mentre ottobre verterebbe solo su Roma e Milano con l’aggiunta di Firenze. Obiettivo è cercare di canalizzare tutto il galoppo sui due campi.
Novembre non avrebbe particolari modifiche e dicembre sarebbe sulla falsariga di gennaio  e febbraio, solo con l’aggiunta di alcuni campi come Villacidro.
“La soluzione che ho adottato cerca di sfruttare al massimo la situazione geografica, la struttura dei nostri ippodromi e il programma selettivo e di routine oggi esistente. Così facendo avremmo un risparmio o tesoretto di almeno 4-5 milioni da poter investire sui convegni rimasti. Onestamente, se potessi farei un’altra piccola sforbiciata arrivando a 335-340 convegni “normali” più quelli nelle festività particolari (1 gennaio, Pasquetta, 1 maggio,  ecc. ecc.)”.

Un interessante punto di partenza, accademico se volete proprio essere “conservatori” ma perfettamente in linea con i numeri che oggi il settore può proporre. D’altronde in Italia oggi il rapporto fra cavalli in attività e corse programmate è vicino all’1, mentre in Inghilterra è quasi 0,5.
Oltretutto con un montepremi  per cavallo “paragonabile” (132 milioni di sterline per 15mila cavalli dei quali però 22 di iscrizioni) e quindi la possibilità, riducendo il numero delle corse (delle giornate) di proporre prove remunerative.
E la copertura del palinsesto? Un campo al giorno di galoppo e spesso due nei festivi è sufficiente, anche perché oggi con le tragiche sovrapposizioni almeno il 30% delle corse viene reso inutile dall’eccessivo affollamento del palinsesto dovuto ad orari troppo simili.
La copertura, soprattutto da marzo a novembre, è comunque assicurata dagli esteri e se grazie a corse più ricche il numero di cavalli dovesse aumentare in fondo è facile aggiungere…
Marco Trentini

 

Un pensiero riguardo “Obiettivo quota 348, per ripartire!

    […] gli argomenti relativi all’articolo pubblicato sul Trotto & Turf la scorsa settimana (leggi QUI) nel quale presentavo una serie di proposte per migliorare il calendario Italiano del […]

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