Sound melodioso nel Lydia Tesio e un Greg Pass in grande stile nel Ribot!

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capannelle-1Domenica di gala a Capannelle con occhi puntati sul Lydia Tesio, Gruppo 1 per femmine di 3 anni e oltre sul doppio chilometro. La corsa negli ultimi anni più interessante e più qualitativa del panorama nazionale, vuoi per la posizione nel calendario e la proposizione che vede da sfidarsi cavalle che bene hanno fatto nell’annata e a cui manca il neretto principale oppure che cercano una consacrazione che faccia terminare al massimo la loro carriera, come nel caso di Odeliz lo scorso anno.

Quest’anno abbiamo assistito ancora una volta a un’edizione molto ben riuscita, undici ragazze al via di cui ben sette straniere a dimostrazione che quando viene programmata bene anche una corsa italiana raccoglie invader di tutto rispetto.
A sparigliare le carte ci ha pensato la cavalla di ritorno, ovverosia la Effevi Sound Of Freedom (Duke Of Marmalade) che dopo un’annata che definire difficile è un eufemismo si ritrova nel momento più importante e grazie anche a una monta ispirata e decisiva del suo interprete storico Fabio Branca e conquista l’alloro piùsound-of-freedom-branca-stefano-botti-diane-2015 importante.
Complimenti ai Botti perché la strategia di corsa è stata azzeccata da inizio alla fine, con Plein Air (Manduro) e Umberto Rispoli che si prendevano la briga di fare da battistrada con subito dietro Sound e la seconda delle Oaks tedesche Sarandia (Dansili)
Plein Air
teneva un buon ritmo lungo tutta la curva fino in retta dove la prima a muovere era Sarandia che attaccava la leader assieme a Wordless (Rock Of Gibraltar) con Sound che pareva in difficoltà a rispondere. Era solo un attimo perché Fabio richiamava la sua ragazza che prontamente si metteva sulle gambe.
Ai 200 finali veniva apparigliata dal Persona Grata (Sir Percy) che provava la puntata risolutiva ma il Sound giusto ieri era quello della figlia di Duke Of Marmalade che scattava ancora e chiudeva in maniera chiara a suo favore il duello, mentre dall’esterno ci pensava la Rouget Zghorta Dance (Le Havre) con uno scatto  felino ad avere la meglio su tutte le altre rivali.
Il palo parlava di una larga lunghezza di Sound su Zghorta che a suo volta aveva vantaggio simile su Laganore (Fastnet Rock) che proprio sul palo piegava una stoica Plein Air e solo quinta Persona Grata (Video QUI).

Favolosa, travolgente, ispirata, scegliete voi l’aggettivo più calzante per questa Sound Of Freedom che ha stupito tutti ed è tornata alla grandissima. Adesso presumibilmente la carriera da fattrice la aspetta a braccia aperte e, per come ha sempre lottato qui da noi, la merita ampiamente.
Ottima anche la Rouget Zghorta Dance che ha forse aspettato un po’ troppo tempo prima di piazzare lo scatto finale. Con i se non si vincono le corse, ma forse non è così peregrino pensare che un attacco anticipato avrebbe messo più in difficoltà la vincitrice.
Bene anche Laganore che ha preso il massimo possibile e un piccolo monumento va fatto anche a Plein Air e Rispoli che hanno lavorato alla grande tenendo un bel ritmo iniziale e poi non sazi si sono comunque conquistati un quarto posto meritato al massimo. Non bene Wordless che ci ha anche provato ma che non pareva così incisiva come nel recente passato.

Assieme alla corsa principale anche un contorno di prove di alto livello dove i trainer milanesi hanno fatto la voce grossa.
Nel Ribot – Memorial Luciani – Gruppo 3 sui 1600, abbiamo ammirato il miglior Greg Pass (Raven’s Pass) che dopo aver seguito Kaspersky (Footstepsinthesand) in retta, sul calo di quest’ultimo, lo ha sopravanzato dando incolinx-teamvita a un bel duello con Clockwinder (Intikhab) al suo interno e Basileus (Dream Ahead) all’esterno dopo tentativo di infilarsi tra i due. Nulla da fare per i due bottiani perché Dario Vargiu tirava fuori ogni stilla di energia dal suo Greg e trionfava di una mezza testa su Basileus con terzo Clockwinder e poi Priore Philip che riusciva a mettersi nel marcatore davanti all’estero Pabouche la cui puntata si esauriva troppo presto (Video QUI).
Onore al portacolori della Incolinx che è tornato a farci vedere le qualità fuori dalla norma che avevamo visto in passato e che ne facevano uno dei papabili per il Derby. Un bravo a tutta la compagine della Cavallo in Testa, da Bruno Grizzetti a Micol Borgato che ogni volta a Roma riescono a tirare fuori il classico coniglio dal cilindro, dopo Saent ecco Greg Pass, chapeau!

Nelle altre corse ancora Grizzetti e Vargiu sugli scudi che sorprendono gli avversari con Sopran Verne (Approve) nel Pandolfi sui 1200 per due anni. La puledra del Signor Ciampoli fa il vuoto attorno scattando away-to-paris-merano-2016 centro pista e avendo la meglio nettamente su My Lea (Dandy Man) e Biri’s Angel (Sir Prancealot) (Video QUI). Secondo successo per la Sopran che dopo il bel debutto aveva alternato belle prestazioni come nell’Eupili ad altre meno convincenti, ma ieri ha davvero fatto i buchi per terra.
Nell’altra Listed, lo Scheibler sul doppio chilometro per 3 anni, è stato Way To Paris (Champs Elysees) della Fert, storica scuderia ambrosiana con training Marcialis, a sorridere, grazie a una corsa perfetta ancora una volta di Dario Vargiu che dopo aver seguito da vicino il leader Don Aurelio (Frozen Power) è passato a metà retta e ha piazzato il cambio di marcia decisivo che gli ha portato in dote quella lunghezza di vantaggio necessaria per difendersi dalla rimonta grintosa di Time To Choose (Manduro) che sul palo era secondo di un muso, al terzo Jalapeno (Windsor Knot) (Video QUI).

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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