2018, l’anno degli stalloni!

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logo derbywinnerMai come in questa annata stiamo assistendo all’arrivo, quasi giornaliero, di nuovi riproduttori per il nostro galoppo.
Una reale iniezione di fiducia e un concreto aiuto all’allevamento nazionale che arriva in un momento particolarmente difficile del nostro settore.
A fronte di questa bella novità si corre però il rischio di non essere in grado di sfruttare appieno questo grande vantaggio.


Capiamo meglio perché in questo video e cosa fare per migliorare la situazione.

 

 

 

2 pensieri riguardo “2018, l’anno degli stalloni!

    Benedetto Di Giulio ha detto:
    17 gennaio 2018 alle 19:10

    Come sempre affascinanti gli argomenti che ci propone il Dr. Viani in Derbywinner. Vorrei contribuire al dibattito con una semplice riflessione: come si può ottimizzare l’operazione con tanto ben di Dio di stalloni quando nel nostro paese ci sono forse 6-700 fattrici che produrranno se va bene 5-600 puledri, considerato che il numero di Allenatori in Italia è forse superiore al numero dei puledri nati, mentre il numero dei Proprietari sembra calare continuamente. Poi visto che abbiamo tutta questa qualità non possiamo uniformarci di più alle leggi di mercato e tentare di vendere ad Allevatori esteri tanta qualità? Potrebbe essere una strada per non essere costretti a pensare o richiedere improbabili sussidi.

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      Antonio Viani ha risposto:
      18 gennaio 2018 alle 12:11

      Vero, il problema è la mancanza di un numero adeguato di fattrici, come del resto si sostiene nel video. Possiamo affermare senza tema di smentita che abbiamo “troppi” stalloni per il numero di fattrici esistenti oggi.
      Già oggi molti allevatori vendono all’estero, più tramite foal sharing, però comunque accade.
      Il vero problema, a mio modo di vedere, è che i proprietari rimasti e gli allenatori in massima parte preferiscono acquistare all’estero per mille ragioni – esterofilia, poca pubblicità del prodotto nazionale, retropensieri vari – e questo non fa che deprimere ulteriormente gli sforzi di stallonieri e allevatori nazionali. Piuttosto che vendere all’estero non sarebbe più sensato che si cercasse di acquistare il prodotto italiano?
      Non perché italiano, ma perché prodotto valido e vincente.
      E’ un problema di prezzo? Non penso, i nostri yearling non hanno certo prezzi superiori (nella media ovviamente) di quelli dei rivali esteri che vengono comprati, basti vedere quali prezzi, bassi, spuntano in asta. Senza contare che potendo usufruire del premio aggiunto il vantaggio è ancora più consistente.
      Io penso manchi soprattutto una grande strategia di promozione del nostro prodotto. Mac Mahon vince all’estero e cosa succede qua? Nulla, nessuna grancassa mediatica, nessuno a “battere il ferro finché è caldo” tranne noi blogger che facciamo tutto quello che possiamo ma che certo non possiamo sostituirci a chi ha mezzi e potere per arrivare molto più lontano e in alto.

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