Horse addicted #9: Isabella Bezzera (ANAC): le Aste SGA 2015 e il futuro dell’Ippica Italiana.

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logo AnacCon l’approssimarsi delle Aste SGA, in programma il prossimo venerdì 18 settembre a Settimo Milanese, facciamo il punto della situazione con la Presidentessa ANAC (Associazione Nazionale Allevatori Cavalli Purosangue) Isabella Asti Bezzera. Un’intervista incentrata non soltanto sulle possibili previsioni riguardo alle vendite pubbliche ma a 360° sullo stato dell’ippica. Partiamo subito con la domanda centrale, come arrivano a queste aste l’ippica e gli allevatori di purosangue?

“L’ippica ci arriva disastrata dal punto di vista istituzionale, per farti un esempio ad oggi non sono ancora stati pagati i premi di marzo 2015 per le scuderie con IVA, dicono che lo saranno a breve,  ma a oggi nulla è pervenuto. La situazione è insostenibile e soprattutto non si tratta di un momento transitorio ma di un modo di agire che dura da anni e che così non può più andare avanti. Eppure a fronte di un sistema con così tanti difetti, la passione degli allevatori è davvero encomiabile, pur se stiamo assistendo da alcuni anni a una riduzione dei nati e dunque a una maggiore difficoltà a presentare aste numericamente importanti, tuttavia la qualità rimane notevole se pensiamo che la percentuale dei cavalli con genealogia, il famoso neretto, rimane la stessa di quando le aste erano formate da trecento cavalli. Il 40% dei cavalli ha il black type in prima generazione e questo dimostra che la passione è rimasta tanta.
Sono certa che anche i proprietari mantengono la stessa nostra passione e dunque mi auguro di avere un riscontro positivo dalla prossime aste yearling”.

Rimaniamo sul fronte acquirenti, in molti si chiedono se con un’asta ridotta nei numeri ci saranno gli agenti e gli addetti ai lavori stranieri.

“Gli stranieri ci hanno confermato la loro presenza, ovviamente non come gli anni addietro perché i numeri ridotti ci sfavoriscono, però alcuni presenzieranno. Il Darley ad esempio è già venuto per visionare alcuni cavalli figli dei loro stalloni e dunque qualche premessa buona l’abbiamo. Come si dice: incrociamo le dita e aspettiamo l’asta”.

Riprendiamo il problema di cui abbiamo accennato, forse il principale o quantomeno quello più evidente del galoppomipaaf (ma potremmo fare lo stesso ragionamento al trotto), cioè i numeri ridotti, quasi esigui, dei cavalli in corsa. A suo parere, due leve sulle quali agire per invertire questo trend che rischia di far scomparire non solo l’allevamento, ma alla lunga anche il galoppo in Italia?

“In primis dobbiamo tornare a programmare l’Ippica Italiana. Siamo al punto che non sappiamo cosa succederà di qui a tre/sei mesi (talvolta neanche un mese dopo, ndr) ed è facile comprendere che per chi lavora, come gli allevatori, a due anni e mezzo è una follia. Quindi al prima idea è quella di strutturare una programmazione che copra un arco di almeno tre o quattro anni. Questa leva, se così la vogliamo chiamare, credo sia a vantaggio per tutti gli attori della filiera, in grado così di poter avere delle certezze e dunque di investire in un quadro d’insieme chiaro”.

Dunque primo aspetto programmazione pluriennale, passiamo al secondo.

“A seguire dobbiamo aiutare gli allevatori se vogliamo avere dei cavalli per correre, loro sono la colonna portante del sistema. Aiutarli vuol dire ad esempio ripristinare le provvidenze, che erano degli incentivi fondamentali per spingere l’allevatore ad investire sulla qualità. Averle tolte completamente ha privato l’allevamento di una delle gambe sulla quale si reggeva. Credo che sia un caso quasi unico che un comparto subisca una riduzione del cento per cento delle sue entrate da un anno con l’altro. La diminuzione è anche, non solo, colpa di questa scelta sciagurata”.

Altre idee?

“Credo anche che la mancanza di Enti Tecnici con i quali raffrontarsi sia un altro dei problemi enormi del settore”.

Concordiamo e aggiungiamo, in merito, che basta vedere quanto manchi in seno al Comitato Pattern un rappresentante italiano che arrivi dagli Enti Tecnici capace di difendere il galoppo.

ihraestesa“I problemi sono tanti e proprio in quest’ottica di cercare di dare alla Politica delle soluzioni attuabili di riforma del settore, che per la prima volta tutte le categorie si sono unite e hanno formato la famosa IHRA (Italian Horse Racing Association, ndr).
L’obiettivo è quello di aiutare tutta l’ippica a risollevarsi, il tempo però è poco perché il calo dei nati dimostra che il disastro di questi ultimi anni di governo ha fatto danni profondi che dobbiamo riparare quanto prima. Io non mi stanco mai di ripeterlo, azzerare l’allevamento e l’ippica in generale non vuol dire solo smettere di avere cavalli ma vuol dire smettere di far lavorare decine di migliaia di persone, non solo direttamente nel comparto ippico ma in tutto l’indotto agricolo o meno che sia, che gira attorno e che prospera grazie all’ippica italiana”.       

Questa la giriamo al Ministro Martina.

“Certo, sarebbe ora se ne interessasse davvero e non soltanto dicendo cose inesatte come ha fatto in una trasmissione dove ha asserito che l’Ippica drena solo soldi. Mi permetto di ricordargli che in passato, fino a quando ci hanno permesso di avere voce in capitolo sulle scommesse, l’ippica ha dato molti soldi allo Stato Italiano. È arrivato il momento di dire tutta la verità e smettere di parlare per frasi fatte. La Politica ha abbandonato l’Ippica senza dargli i mezzi per sopravvivere. Con l’allora Ministro Zaia era stato predisposto un riordino del settore che ovviamente è rimasto nel cassetto. Quindi la colpa di questa crisi è fortemente da addebitare alla Politica”.

Tornando alla programmazione, noi di DerbyWinner battiamo molto sul tasto che ancora oggi tutto sommato illogo sga montepremi non è tragico e che se si riducessero il numero dei convegni si avrebbe un forte miglioramento dal lato dello spettacolo e del volume delle scommesse. Cosa ne pensa?

“Certamente bisogna ridurre il numero dei convegni, allargando il concetto direi che va rivista l’intera programmazione. Come detto, dobbiamo tornare a gestire in maniera corretta l’intero settore e dunque anche avere un libretto corse definito all’inizio dell’anno agonistico, oggi tutto questo pare utopia ma dovremo arrivarci, prima possibile”.

Per finire torniamo alle aste, qualche anticipazione sui presenti?

“Essendo anche un Consignor non mi sembra corretto sbilanciarmi. Posso solo dire che è un buon catalogo e quindi invito tutti a essere presenti, non se ne pentiranno”.

Invito che facciamo nostro, tutti gli appassionati ippici debbono essere presenti il 18 settembre a Settimo Milanese, inizio ore 14.00, per le aste selezionate yearling della SGA.

Antonio Viani@derbyWinnerblog

Un pensiero riguardo “Horse addicted #9: Isabella Bezzera (ANAC): le Aste SGA 2015 e il futuro dell’Ippica Italiana.

    […] alla mancanza di una programmazione che incentivi selezione e investimenti (vedi l’intervista ad Isabella Bezzera) fino alla rarefazione, nelle nostre corse pattern, del vitale confronto con la forma estera. Tutte […]

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