Brex, Drago da Criterium. Comet, Queen Dioscuri, Rosenberg un Must di Gasparini!

Postato il

ippodromo-san-rossoreSan Rossore proponeva la sua domenica più importante con la disputa del 26esimo Criterium di Pisa, listed race sul chilometro e mezzo per puledri giunto alla quinta edizione in pista grande. A risolvere la contesa è stato l’atteso Brex Drago, il Mujahid della Intra che ha fatto soffrire non poco i suoi sostenitori per il consueto vizietto dello scarto mostrato già a Napoli e Firenze.Il potente allievo di Stefano Botti, sempre a tiro dei primi in scia al rivale dichiarato Gea And Tea (Captain Gerrard), ha allungato in retta ma non appena richiesto con la frusta da Dario Vargiu ha cominciato ad appoggiare verso lo steccato delle tribune continuando però ad allungare con azione efficace. Nel finale Brex Drago ha contenuto per tre quarti di lunghezza l’importato di Marco Gasparini, il portacolori di Vincenzo Caldarola che ha tenuto botta per una testa al finale cattivo della romana Anchise (Echo Of Light), l’allieva di Zarroli che aveva vinto alla grande il Sette Colli. Al quarto con un buon finale è terminato lo splendido Tin Tinbrex drago criterium pisa (Gladiatorus), il roano del team Migheli interpretato per l’occasione da Mario Sanna, in sostituzione del povero Domenico, vittima della frattura del setto nasale per una testata da parte di Aestais pochi istanti prima della vendere per i tre anni. A completare il marcatore ci ha pensato l’importato inglese di Santini Chester Deal (Multiplex), un rustico baio rimasto sul passo nel finale ma in grado di progredire dopo quest’esperienza agonistica.
Allevato da Massimo Dragoni, il Brex della Intra ha regalato otto anni dopo il sigillo di Moriwood un altro Criterium a Stefano Botti e a Dario Vargiu, con il trainer di Cenaia che ha pure superato il proprio record stagionale con i puledri, toccando quota 107 successi. Il Criterium di Pisa è anche la 16esima vittoria in stakes, sulle 21 disponibile nell’annata per il cannibale con i due anni.
Brex, figlio di quella Shibuni’s Thea che seppe vincere al debutto proprio otto anni fa una maiden pisana per larga dimensione, ha raccolto la sua prima vittoria in listed, la sua quarta vittoria in carriera in quattro ippodromi diversi e dopo il quarto nel Gran Criterium ha confermato l’ottimo motore che ne farà a tre anni una pedina importante, insieme al compagno di colori Ginwar, in prospettiva Parioli, senza dimenticarsi ovviamente dell’imbattuto Hero Look, il laureato del Gran Criterium che può essere collocato in cima alla gerarchia generazionale dei giovani milers.
Esce a testa altissima anche Gea And Tea, penalizzato dallo steccato esterno ma in grado di progredire a tre anni, con il percorso possibile di Pisa-Parioli, anche se il baio di Gasparini dà l’idea di gradire pure qualche metro in più. Promossa a pieni voti anche la romana Anchise, piccola ma grintosa e dotata di una cambio di marcia notevole, in comet queen andredgrado di esprimere al meglio in piste più selettive, con l’obiettivo primaverile del Regina Elena che può già entrare nel mirino della pupilla di Zarroli.
Stefano Botti non ha lasciato briciole neanche nell’Andred, firmando una doppietta tutta Dioscuri grazie all’accoppiata Comet Queen (Dylan Thomas)-Sweet Lollipop (Shamardal). La saura, volante a San Rossore dove ha raccolto quattro successi in cinque uscite, ha beneficiato di una monta tatticamente perfetta di Nicola Pinna, il quale dopo aver atteso in coda al gruppo, sul ritmo regolare imposto da Do Right, ha lanciato la Dioscuri in un bel varco interno per poi involarsi fin sul traguardo con tre comode lunghezze di margine sulla vicina di box, costretta al posto d’onore come nell’edizione 2013. Per entrambe, allevate dalla Razza del Velino, si prospetta l’ingresso in razza per intraprendere la meritata carriera di fattrici. Al terzo è rimasta con gran coraggio in quota la leader Do Right (One Cool Cat) davanti alla dormelliana Touraine (Rock Of Gibraltar).
In chiusura nel rebus del Rosenberg, handicap principale sul miglio che vedeva al via diciassette candidati, è emersa con un gran finale la femmina di Gasparini Must Be Me (Trade Fair), la baia della Concarena che ha sfruttato una monta ispiratissima di Luca Maniezzi per giustiziare nei pressi del palo l’ospite milanese Holy Japan Emperor (Holy Romansan rossore Emperor). Il podio è stato completato dal grigio Pepparone (Stormy River), sempre nel vivo della contesa, davanti all’atteso John Sea (High Chaparral), vittima della solita pessima partenza ma autore di un gran recupero dalle retrovie. Ai nostri lettori avevamo dato una selezione di cinque nomi nella presentazione, chi ci ha dato fiducia può aver festeggiato per una tris che ha pagato ben 440 euro.
Nel pomeriggio grande emozione per la prima vittoria all’esordio del giovane Gabriele Agus, il figlio dell’indimenticato Pagnottella Palmerio Agus che ha portato al traguardo con grande freddezza il favorito Dioscuri Music Boys (Excellent Art) nella vendere per tre anni sul miglio. Nel resto del pomeriggio da registrare le doppiette personali di Dario Vargiu, a segno con la Nuova Sbarra Dream Can True (Marju) per Endo Botti, e quella di Luca Maniezzi, a bersaglio con il grigio Glasser (Verglas) nella periziata sul miglio allungato. Infine in apertura dominio del favorito Burggraf (Medicean), colori e training di Klaudia Fretag, nella condizionata per dilettanti, in coppia con un confidente Ricky Belluco.

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...