Breeders’ Cup 2015, Top and Flop! (Part 1)

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2015BreedersCup_KeenelandIn alternativa al classico resoconto sul convegno delle Breeders, come già capitato in altre occasioni vi proponiamo un pezzo sui protagonisti, in positivo e in negativo, della grande giornata di Keeneland. Partiamo con i top di giornata.

American Pharoah. Il grande osservato speciale della kermesse americana non fallisce dimostrando a tutto il mondo di essere il più forte.
La sconfitta patita nelle Travers di Saratoga è stato soltanto un incidente di percorso per il figlio di Pioneroof The Nile allenato dall’immenso Bob Baffert (secondo Classic consecutivo dopo il sigillo di Bayern dello scorso anno) e interpretato con la solita confidenza in avanti da Victor Espinoza al primo successo nella corsa.
L’Horse of The Year spetta di diritto al portacolori di Ahmed Zayat il quale ci sta molto più simpatico dopo laamerican pharoah notizia dei 100mila dollari donati al National Turf Writers americano, con 20mila dollari da spartire per cinque fortunati giornalisti. L’ippica è fatta di storie e secondo Zayat, forse uno dei pochi a pensarla così, la stampa e i giornalisti del turf sono una parte integrante del settore. Chapeau e buon ingresso in razza all’Ashford in Kentucky per il superbo Faraone che chiude la carriera con nove successi e un piazzamento nelle undici corse disputate con ben otto sigilli in Gruppo I e il Grande Slam in bacheca (Triple Crown più Classic). FENOMENO

Aidan O’Brien. Lasciando perdere il tentativo fallito dal maghetto con Gleneagles nel Classic è soltanto grazie al Master di Ballydoyle, come già successe nel 2011 a Churchill Downs (St Nicholas Abbey e Wrote), che l’Europa non torna dagli States con zero vittorie. Venerdì ha presentato un prospetto di campione come Hit It A Bomb, il War Front di Mrs Evelyn Stockwell (la madre di John Magnier) che ha chiuso la carriera giovanile da imbattuto firmando “from last to first” un’edizione non trascendentale dello Juvenile Turf, dimostrando comunque grandi mezzi.
Ma la vera impresa l’ha compiuta nel Turf grazie alla splendida Found, la Galileo che ha giustiziato il grande ryan-moore1atteso Golden Horn. Le Irish Champion e l’Arc non hanno incredibilmente lasciato scorie sulla carrozzeria della portacolori Coolmore, pennellata da Ryan Moore ma certamente gestita alla grandissima dal Master che adesso è diventato il miglior allenatore per conto di vittorie nel Turf, ben cinque: Found, Magician, St Nicholas Abbey, doppio di High Chaparral. GENIALE

Ryan Moore. Dopo l’infortunio patito a Newmarket sembrava dovesse star fuori per tutta la stagione ma come un diavolo RyanAir è tornato con largo anticipo e fin da subito è riuscito a decollare con la sua solita classe ed energia.
Dopo i due Gruppi 1 conquistati a Woodbine in Canada anche nella due giorni di Keeneland sono arrivate le sue perle, con lo Juvenile Turf di Hit It a Bomb (pregevole la freddezza con la quale ha atteso la retta vincendo dall’ultima posizione) e nel Turf (marcatura stretta su Lanfranco e attacco lungo in retta) dove ha conquistato la sua quarta vittoria nella corsa eguagliando lo stesso Frankie e mettendo in bacheca il decimo Gruppo I dell’ennesima annata sublime che lo porterà quasi certamente al titolo Best Jockey of The World. THE AMERICAN SNIPER

Songbird. Una delle più belle pagine di questa Breeder’s l’ha scritta questa fenomenale due anni da Medaglia d’Oro che ha demolito la resistenza dell’imbattuta Rachel’s Valentina, la figlia della campionessa Rachel Alexandra, nello Juvenile Fillies dominato per cinque lunghezze abbondanti dall’allieva di Jerry Hollenderfer.
Quattro vittorie in altrettanto uscite, terzo Grade One in bacheca, titolo di miglior femmina di due anni in tasca e un futuro classico da campionessa con il target delle Kentucky Oaks già nel mirino. In sella ilKeeneland-Breeders sempreverde Mike Smith (anche ottimo secondo con l’outsider Effinex nel Classic) che ha interpretato con estrema confidenza la baia dal fisico monumentale. CAMPIONESSA

Mark Casse, David O’Meara e Enebish Ganbat. Tre belle rivelazioni di questa Breeder’s, specie il primo, allenatore canadese alla prima esperienza nella kermesse. Due vittorie, la prima venerdì con la puledra Catch A Glimpse (City Zip) nello Juvenile Fillies Turf, la seconda nel Mile con la devastante Tepin, la baia da Bernstein che ha ridicolizzato i migliori miler europei con una prestazione superba ma anche l’ottimo posto d’onore con Airoforce (Colonel John) nello Juvenile Turf.
David O’Meara non lo scopriamo certo oggi ma avere soltanto un partente nella due giorni americana e strappare il posto d’onore nel Mile con la sorpresa Mondialiste (reduce dal sigillo nel Woodbine Mile) non è impresa comune. L’ex Wertheimer figlio di Galileo ha avuto percorso problematico per poi finire come un reattore a centro pista a due lunghezze e mezzo dalla mattatrice Tepin, dimostrandosi comunque il migliore tra gli Europei. Enebish Ganbat è però la vera rivelazione Breeder’s perché il trainer mongolo, si avete capito bene arriva dalla Mongolia, ha conquistato la prima storica Breeder’s grazie al cinque anni, mai nome fu più appropriato, Mongolian Saturday (Any Given Saturday), a segno con incredibile grinta nella Breeder’s Cup Turf Sprint. RIVELAZIONI

Florent Geroux & Irad Ortiz Jr: insieme a Ryan Moore il 29enne jockey francese è stato capace di firmare una bella doppietta, venerdì in sella a Catch A Glimpse, imponendo l’alt di forza proprio a RyanAir, ieri salvandosi con grinta dal finale cattivo di Lady Shipman in coppia con Mongolian Saturday. Gran forza nei finali, posizione tattica sempre impeccabile, un nome da seguire per il futuro.
Il più giovane Irad, portoricano di 23 anni, dopo aver perso di misura dal collega ha pennellato Stephanie’s Kitten (Kitten’s Joy) nelle Filly And Mare Turf, sfuggendo con classe al tentativo della grande favorita Legatissimo. Assetto in sella superbo per Irad e grande senso del traguardo per un futuro da campione. Senza Geroux e Ortiz Ryan Moore avrebbe chiuso la Breeder’s con quattro storici successi. RISING STARS

Edoardo Borsacchi@DerbyWinnerblog

Un pensiero riguardo “Breeders’ Cup 2015, Top and Flop! (Part 1)

    […] la Part 1 dell’articolo con l’indicazione dei Top della Breeders (Leggi QUI) ecco la Part 2, quella con i […]

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