Il pagellone dell’Arc! Frankie Dettori è inarrivabile!

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aarc2015Il week end dell’Arc è passato e negli occhi abbiamo ancora le emozioni che la due giorni di Longchamp ci ha lasciato. Sicuri che tutti voi sappiate a memoria il resoconto della corsa, vediamo di dare una pagella a quanto visto nell’Arc:

Il voto più alto non può non andare al nostro Frankie Dettori e sia chiaro fin da subito questa non è partigianeria tricolore, è solo che uno come lui non potrà più esistere, magari ne verranno di più bravi (difficile), ma di ambasciatori dello sport come lui è impossibile. Non c’è bisogno del binocolo del poster di presentazione per vederlo, lo si capisce a occhio nudo!
Ogni cosa che fa manda gli spettatori in delirio, è la quintessenza dello sport ippico, gestissimo un ippodromo lo ingaggeremmo per ogni giornata di corsa, a prescindere dalle prove in programma. Gli inglesi lo adorano infrankie dettori golden horn arc maniera incondizionata, domenica Longchamp era invasa di britannici e molti se non tutti erano lì per lui, certo anche per Golden Horn ci mancherebbe, ma la parola più udita nel parterre e al tondino era: “Frankieeeeee” con la e bella strascicata. Tutti, e dico tutti, i convenuti aggiungevano, the Italian Jockey, è giusto sottolinearlo per tanti che non vedono l’ora di dare contro in ogni caso alla nostra ippica.
Questo Arc è l’apoteosi del nostro jockey, anche perché segna una rivincita di Frankie nei confronti di Mme Head.
Ci piace finire con un motto latino che veniva rivolto agli atleti affinché superassero i loro limiti: Citius, Altius, Fortius. I limiti sportivi il “figlio del Mostro” li ha oramai superati di slancio per entrare, da atleta in attività, nella leggenda del nostro sport. Se fossimo una Nazione dotata di amor proprio lo faremmo atleta dell’anno o gli daremmo un’onoreficienza Presidenziale, siccome non lo siamo vedrete che ci penseranno i sudditi di Sua Maestà Britannica. VOTO 10 E LODE

Golden-Horn john gosdenUn voto appena più basso agli altri due protagonisti, Golden Horn e John Gosden. Entrambi hanno giocato un ruolo splendido, il primo capace di superarsi e vincere all’età di tre anni la corsa più importante al mondo (magari non la più bella, né la più valida dal punto di vista tecnico, ma non importa), il secondo capace di dire no durante l’anno a prove che potevano rovinare il cavallo e presentarlo in maniera sopraffina all’appuntamento clou della stagione, come dicevano i vecchi saggi ippici: un bel forfait vale mezza vittoria. Per noi Gosden allenatore dell’anno senza ombra di dubbio. VOTO 9,5

I cavalli d’oltre manica hanno ribadito che l’ippica non è nata da quelle parti per caso, infatti oltre a Golden, hanno trionfato Ballydoyle (Galileo) nel Boussac, Covert Love (Azamour) nell’Opera, Goldream (Oasis Dream) nell’Abbaye, senza contare i vari piazzamenti che confermano ancora una volta che per i nostri cugini transalpini laandre fabre Manica è un confine molto netto e non basta l’Eurotunnel per renderlo più vicino… VOTO 9

Il baluardo francese è stato ancora una volta difeso da un allenatore che è un riferimento, anche perché non parla con i giornalisti del suo paese (ottima scelta che condividiamo in pieno): Monsieur Andre Fabre.
Il muto di Chantilly è stato capace di vincere con i suoi allievi due prove: il Lagardère con Ultra, un Manduro della Godolphin che ha superato di un nulla Cymric, il Kitten’s Joy di Gosden, e il Prix de la Forêt con il redivivo Make Believe (Makfi) del Principe Faisal. Una doppietta impreziosita dai piazzamenti nell’Arc di Flintshire e New Bay, secondo e terzo per Khalid Abdullah. Visti i continui risultati e la ferrea volontà di far parlare i fatti rispetto alle parole lo rendono ai nostri occhi un esempio. VOTO 9

nouveau longchampUna sufficienza piena a Longchamp, che fa media tra l’8 che si meritano lo sforzo organizzativo imponente e talvolta debordante messo in atto dagli organizzatori, sia di France Galop sia degli sponsor, Qatar in primis. L’allure (fascino) che si respira in giornata come queste nell’ippodromo del Bois de Boulogne è sempre un’esperienza da vivere. Invece diamo una insufficienza, 5, all’ippodromo parigino, inteso come struttura in sé. Il primo che si lamenta di San Siro lo mandiamo a Longchamp ma in una giornata senza sponsor…
Se i francesi, che stupidi non sono, hanno deciso di raderlo al suolo e di edificarne uno nuovo di zecca qualche fondato motivo ci sarà pure. La scomodità regna sovrana e anche la grande organizzazione dell’Arc non è risucita a toglierla del tutto. Attendiamo con ansia il nuovo ippodromo perché sarà sicuramente favoloso e visto che siamo amanti del passato e della tradizione solo  per le cose che hanno funzionato vi diciamo che non lo rimpiangeremo per niente. VOTO 6,5

Un voto alto anche al popolo britannico calato in massa all’ippodromo, ovunque si sentiva parlare inglese, forsebritish racing logo più che francese ed è tutto dire, visto che i dati parlano di ben 58mila presenze, un dato impressionante anche per gli standard francesi. I sudditi della Regina amano l’ippica visceralmente, ce l’hanno nel loro DNA ed è uno spettacolo vederli girare con strane cravatte dai colori più improbabili (da noi andrebbero bene solo in un convegno di daltonici) oppure, per le signore, inguainate in abitini multicolor (quest’anno mi pareva che l’arancio fosse il colore del momento) in stile insaccato emiliano. Molti anche gli italiani presenti come d’abitudine, ci fa piacere e ci rende cautamente ottimisti sul futuro, gli inglesi però sono inarrivabili, si godono l’evento come se fossero a casa loro, hanno un modo di approcciarsi allo sport che li rende unici e che dice molto del motivo perché in UK l’ippica abbia tanto seguito, da imitare assolutamente (non sul dressing code però…). VOTO 7,5

Insufficienze? A nessuno, la giornata è stata bella sotto tanti punti di vista e anche la défaite di Treve, non merita un voto negativo. Una cavalla che riesce a vincere per due volte di seguito l’Arc deve essere solo applaudita, lei e tutto il suo team che molto sportivamente hanno mantenuto la campionessa in training cercando di raggiungere un risultato che sarebbe stato storico. Talvolta va bene, spesso va male, è lo sport e quindi vanno applauditi, tutti, indistintamente. Arrivederci al 2016, che non sarà a Longchamp ma a Chantilly (edizione da non perdere) e vi diciamo che sappiamo già il vincitore, ma non ve lo sveliamo altrimenti vi rovineremmo la sorpresa…

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

Photo Frankie Dettori ©uk.news.yahoo
Photo John Gosden, Golden Horn ©The Guardian
Photo Rendering Longchamp ©Perrault Architecture 

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