Dylan Mouth nelle King George: progetti, strategie e speranze di Stefano Botti!

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asccot king george2015Martedì appena passato in una torrida mattinata estiva siamo andati a trovare a Cenaia, nel quartier generale di Stefano Botti, il quattro anni Dylan Mouth, il portacolori della Effevi, imbattuto nelle nove uscite italiane, che sabato difenderà il tricolore nelle prestigiose King George and Queen Elizabeth Stakes di Ascot, il secondo Gruppo I più ricco d’Inghilterra dopo il Derby di Epsom.
La storia italiana nella corsa dei diamanti parte nel lontano 1956, la sesta edizione, con la facile affermazione dell’immenso Ribot, il quale nelle mani di Enrico Camici impressionò la Regina Elisabetta nella sua unica trasferta inglese dell’immacolata carriera. Nel 1975 arrivò la strepitosa vittoria di Grundy, il sauro di Carlo Vittadini allenato da Peter Walwyn che grazie ad una superba interpretazione di Pat Eddery lottò per tutta la retta con Bustino e Joeribot Mercer in quella che è stata definita Race of the Century”, la Corsa del Secolo!
Nel 1987 ci provò Tony Bin che partì a 100/1 nonostante i successi nel Repubblica e nel Milano e terminò ottimo quinto nella corsa vinta da Reference Point, una delle tante perle di Sir Henry Cecil.
L’anno successivo il portacolori di Luciano Gaucci tentò di nuovo la trasferta ad Ascot stavolta finendo superbo terzo alle spalle di un certo Mtoto sul quale si prenderà la rivincita nell’Arc in ottobre.
Nel 1989 fu l’anno di Tisserand, il laureato del Derby Italiano 1988 che tentò la dura trasferta ad Ascot a quattro anni, terminando ultimo nell’edizione durissima vinta da un certo Nashwan, il campione di Sheikh Hamdan allenato da Dick Hern.
Negli ultimi anni i tentativi italiani non ci sono stati, se non il Rencati Falbrav nel 2003 quando era già passato al training inglese di Luca Cumani, quinto nell’edizione risolta dall’Aga Khan Alamshar, o l’ex Valiani Electrocutionist che con i colori Godolphin lottò per l’ultima volta in pista terminando superbo secondo alle spalle di Hurricane Run e davanti al giapponese Heart’s Cry

26 lunghi anni dopo l’ultimo tentativo tricolore finalmente sabato pomeriggio alle 16.50 torneremo in pista nelle King image3George con Dylan Mouth (cinque pattern per lui in Italia compresi due Gruppi I come il Jockey Club e il Milano) che tornerà sul luogo dell’unica sconfitta patita in carriera, lo scorso anno al Royal Ascot nelle King Edward VII quando terminò lontano da Eagle Top che ritroverà sabato.
“Purtroppo quella prestazione non fa troppo testo – spiega Stefano Botti -. Non era il cavallo freddo di adesso, era molto più acceso di testa e meno gestibile in corsa infatti tirò molto nella prima parte senza trovare una schiena. In retta arrivò spento di energie e quasi come affogato, la sua corsa terminò proprio all’ingresso in dirittura. Difficile dire dove sarebbe potuto arrivare in caso di schema diverso ma certamente non è una prestazione da prendere in considerazione.
Quest’anno con il passaggio d’età da anziano è maturato molto, lo abbiamo lasciato tranquillo e fatto rientrare tardi nel D’Alessio proprio pensando anche a questa trasferta. Anche in corsa è parso più gestibile, al rientro ha confermato tutto il suo potenziale e nel Milano ci ha dato la conferma di poter tentare queste dure King George”.

Dylan Mouth si appresta ad uscire dal suo box accompagnato dal fido morning jockey Luca Minisini mentre in pista lo attende già Fabio Branca per l’ultima rifinitura prima del lungo viaggio verso Ascot. La condizione del figlio di Dylan Thomas (il padre siglò le King George nel 2007) appare scintillante nonostante siamo in piena estate, ogni muscolo è aldylan mouth gp milano 2015 suo posto, il pelo è lucido e l’imponente struttura fisica è tirata al top.
Dylan gode di ottima salute, ha condizione maiuscola e la cosa che più mi soddisfa è il fatto di aver completato tutti i lavori che mi ero prefissato senza alcun intoppo – continua il suo trainer. Il caldo pesante delle ultime settimane non è stato un problema perché posso farlo uscire al mattino presto quando ancora è fresco e davanti al suo box c’è sempre l’ombra tranne un’oretta il pomeriggio quando però solitamente si alza un po’ di venticello. Non l’ho mai trovato accaldato e anche lunedì mattina quando ha fatto due canter aveva soltanto il segno della sella” confida Stefano, che continua: “Potevamo mandarlo un mese fa da mio fratello Marco ma ho preferito non cambiargli metodo di lavoro e ambiente visto che essendo abituato alla tranquillità del nostro centro privato poteva essere rischioso. Abbiamo pianificato un viaggio a tappe e nelle ore notturne: Dylan è partito ieri sera da Cenaia ed è arrivato stamani in Francia, nel centro di sosta Western Diligence a Clérey Sud. Sosterà dodici ore poi in serata ripartirà per Ascot dove arriverà domani mattina. Io lo raggiungerò domani, farà soltanto passeggiate di mantenimento lì nei pressi dell’ippodromo del Berkshire. È un buon viaggiatore, non ha grossi problemi, è un cavallo tranquillo e già lo aveva dimostrato lo scorso anno quando tentammo al Royal Ascot”.

Dylan Mouth dopo l’elegante trotto raggiunge la pista in salita ed effettua un primo canter di riscaldamento poi tocca a Fabio Branca salire in sella per l’ultima apertura di fiato. Il baio da Dylan Thomas completa la rifinitura senza troppa dylan jockey 2014.4fatica strappando un sorriso al suo allenatore: “Tutto è filato liscio, la condizione è al top, adesso tocca a Dylan e a Fabio, andiamo con fiducia e senza timore, rispettando tutti gli avversari perché siamo consapevoli di andare ad affrontare i migliori in circolazione. Golden Horn finora ha dimostrato di essere un campione, rimane pur sempre un tre anni e ha avuto diversi impegni, mi auguro che la freschezza conti qualcosa arrivati quasi a fine luglio. Eagle Top, Snow Sky e Flintshire sono altri anziani temibilissimi, noi abbiamo fatto tutto al meglio, in Italia non c’era più niente da dimostrare, vedremo se basterà per fare bella figura. E’ una trasferta che ci permette di provare a dare un po’ di risalto alle nostre corse, al rating e ai nostri cavalli, ringrazio Felice Villa che sta provando ad allargare gli orizzonti con immenso coraggio”.
Per quanto concerne la Tattica Stefano spiega: mi auguro venga fuori una corsa con ritmo, Snow Sky potrebbe andare altrimenti saremo noi, senza paura, a costruirci lo schema preferito”.
Comunque andrà è già un onore far parte del cast da King di sabato ad Ascot, alla faccia dei politici che ogni giorno fanno di tutto per affossare il settore. Dire cosa può valere Dylan Mouth in un’edizione del genere, la più affollata degli ultimi anni con un imbattuto come Golden Horn a 2/5, è difficile se non impossibile ma siamo certi che il figlio di Dylan Thomas dimostrerà tutto il suo valore e farà vedere agli inglesi, i quali hanno ancora fresche negli occhi le immagini di un innocuo Dylan nelle King Edward, una faccia totalmente diversa.

Edoardo Borsacchi@DerbyWinnerblog

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