Champions Day ad Ascot

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Champions-dayLo spettacolare Champions Day da Ascot ci ha offerto un’altra favola ippica di grande valore, con il trionfo di Noble Mission nelle Champion, due anni dopo il passo d’addio del fratello più illustre Frankel, due anni dopo l’ultima grande vittoria della prestigiosa carriera di Henry Cecil.
Il Galileo di Abdullah, letteralmente esploso a cinque anni dopo un inizio poco incisivo che lo aveva catalogato ingiustamente (aveva bisogno di maturare) come “il fratello scemo” di Frankel, ha impostato in avanti come consuetudine per allungare in progressione all’ingresso in retta. Una dirittura da brividi con l’attacco violento portato da Al Kazeem, il ritrovato Dubawi di Roger Charlton che dopo la catastrofica parentesi stalloniera in pista non si era più espresso al meglio delle sue possibilità. Invece stavolta l’esperto sei anni, reduce da un Arc corso discretamente ma chiuso al decimo posto, ha aggredito il leader Noble Mission già al paletto dei 400 finali, con i due che si sono staccati nettamente dal resto del gruppo, dal quale all’interno provava ad allungare l’atteso irlandese Free Eagle con il grande favorito Cirrus des Aigles in netta difficoltà già prima dell’approccio sull’ultima curva.
James Doyle deve aver avuto sensazioni contrastanti quando con la coda dell’occhio ha visto al suo fianco la sagoma conosciuta del suo passato, di quel vecchio compagno Al Kazeem che gli ha regalato ben tre Gruppi I lo scorso anno, la Gold Cup, le Prince of Wales’s e le Eclipse. Proprio perché Doyle conosce bene l’allievo di Charlton ha cercato di rimanergli vicino chiedendo la reazione internaNoble-Mission al grintoso Noble Mission che sul palo carpiva un’incollatura di vantaggio: tripudio sulle gremite tribune di Ascot, Lady Cecil in trionfo, Noble Mission al terzo Gruppo I di una carriera che adesso potrebbe continuare a sei anni, il fratellone Frankel emulato per un’impresa da dedicare interamente all’indimenticato Sir Henry.
Oltre ad Al Kazeem da queste Champion, che avevano perso tanto interesse dopo l’infortunio di Australia e il forfait causa terreno del grigio The Grey Gatsby, esce comunque a testa altissima anche l’inesperto Free Eagle, autore di un’ottima prestazione alla quarta uscita della carriera. L’High Chaparral di Dermot Weld, superato l’infortunio, è tornato al top e nella prossima stagione potrà giocarsi un ruolo elitario nel circuito europeo. Male l’atteso Cirrus, alla sua quarta partecipazione alle Champion: a Longchamp nel Dollar (che magia Soumì, nonostante la retrocessione, per portarlo al traguardo) si era visto un cavallo dall’aria spenta e con qualche altro acciacco di troppo per un otto anni, seppur campione come il figlio di Even Top che probabilmente ieri ha detto stop. Peggio ancora ha fatto Ruler Of The World, il Galileo di O’Brien che ha alzato ben presto bandiera bianca, dimostrando che il rientro vincente nel Foy è stato soltanto un episodio favorevole, visto il campo scarno e l’evenienza tattica favorevole.
charrm spirit olivier peslierNelle Queen Elizabeth II Stakes, che già un mese fa hanno perso il grande atteso protagonista Kingman, dominio dei tre anni (per la sesta volta nelle ultime sette edizioni) con la forma primaverile delle 2000 Ghinee in grande evidenza, a conferma di un’edizione davvero ottima. Rispetto al Rowley Mile si è consumata la rivincita tra Charm Spirit (Invincible Spirit) e Night Of Thunder (Dubawi), con l’allievo di Freddy Head che dopo il Jean Prat e il Moulin ha così infilato il terzo Gruppo I, grazie ad una monta impeccabile di Olivier Peslier, al primo sigillo in casacca Sheikh Abdullah Al Thani dopo la fresca firma del contratto. Mezza lunghezza ha separato i due con il favorito di Hannon che ha molto da recriminare per un’interpretazione non troppo pulita da parte di Richard Hughes, costretto a rimontare da posizione sfavorevole dopo aver trovato parecchi intralci nella risalita interna. Il portacolori di Saeed Manana ha preceduto a sua volta il compagno di training Toormore (Arakan), anch’esso vittima di un percorso non troppo fortunato in coppia con Kieren Fallon, il jockey che adesso si trasferirà negli States.
Ha deluso l’attesa Integral mentre si son ben comportati gli italiani d’allevamento Tullius e Captain Cat: il Le Vie Dei Colori di casa Agrestini ha chiuso al quarto con gran coraggio mentre il Dylan Thomas dell’Azienda Agricola Mediterranea è terminato al quinto.
Nel Fillies&Mare sul miglio e mezzo ritmo pazzesco imposto in avanti dall’outsider We’ll Go Walking e grandi problemi per chi ha provato a seguirla come la Varian Hadaatha, costretta ad arrendersi già all’ingresso in retta. Hanno fatto le arrivo, come logico, le attendiste, con la sorprendente Madame Chiang (Archipenko) che per varchi è venuta a regolare nettamente l’attesamadame-chiang-filles-and-mares-silk-sari-chicquita Cumani Silk Sari (Dalakhani), bravo Andrea Atzeni a crederci visto che all’ultimo furlong era ancora penultima. L’allieva di David Simcock, che era rientrata nel Vermeille, ha conquistato così il suo primo Gruppo I. A metà retta la vincitrice sembrava Chicquita, la Montjeu di Aidan O’Brien che nell’Arc aveva patito il brutto numero di steccato oltre ad una pista non troppo congeniale alle sue caratteristiche. La portacolori del Coolmore si è presentata in mano ma quando uno scomposto Joseph l’ha toccata dalla parte sbagliata con la frusta lei ha scartato verso le tribune perdendo così tutte le possibilità di successo. Non è nuova a scherzi del genere Chicquita che comunque ha chiuso al terzo davanti alla francese Pollyana (Whipper) e alla laureata dello scorso anno Seal Of Approval (Authorized).
Infine da segnalare le due strepitose vittorie nella Sprint e nella Long Distance Cup, i due Gruppi II in programma: tra i velocisti sui 1200 metri l’ha spuntata con un cambio di marcia conclusivo pazzesco il coraggioso Gordon Lord Byron (Byron), l’irlandese di Hogan che dopo il posto d’onore nel La Foret a Longchamp si è rifatto con gli interessi, conquistando la quinta pattern della carriera. Incredibile il varco reperito a 50 dal palo dal suo jockey Wayne Lordan, battuti la sorpresa Tropics (Speightstown) e Jack Dexter (Orientor).
Tra i fondisti altro successo irlandese sotto la regia di Dermot Weld, già a segno due anni fa con Rite of Passage, stavolta con l’imbattuto Forgotten Rules (Nayef), un quattro anni che arrivava al big event dopo due successi consecutivi in contesti minori. Grande stamina per l’allevato Moyglare, ben sostenuto da Pat Smullen, sconfitti l’outsider Biographer (Montjeu) e l’atteso Pallasator (puntuale il nostro Atzeni in sella al Motivator della Qatar Racing), e appuntamento già fissato per la Gold Cup del Royal Ascot 2015.
Grazie Ascot delle emozioni che ci hai regalato, grazie Noble per la Mission per Cecil portata a termine, grazie lo stesso Cirrus e arrivederci Ascot… bye bye alle prossime Champion!

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

Un pensiero riguardo “Champions Day ad Ascot

    La top ten mondiale 2014 « DerbyWinner ha detto:
    4 gennaio 2015 alle 15:09

    […] Ascot dalla sua parte nello strenuo duello proseguito per tutta la retta con il redivivo Al Kazeem. L’emozione di Lady Cecil, il ricordo dell’indimenticato Maestro, l’altra pagina emozionale di James Doyle […]

    Mi piace

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