corsa dell’arno
Dee Dee D’Or vince il Filiberto e si proietta verso il Derby, Mickai trionfa nell’Arno!
Dopo la disputa delle due prime Classiche, Parioli e Regina Elena, il lunedì festivo ci portava in dote a San Siro il Filiberto, primo trial con neretto per gli aspiranti al Nastro Azzurro e a Firenze la storica Corsa dell’Arno.
Nella prova milanese sul doppio chilometro erano solo sei i tre anni al via. Un campo partenti non certo numeroso, purtroppo è oramai una costante delle nostre corse, ma abbastanza qualitativo con almeno un terzetto in grado di lottare la corsa.
Il favorito risultava alla fine essere il Dioscuri Full Drago (Pounced) vincitore del San Giuseppe, davanti a Biz Heart, a una quota di due e mezzo e controfavorito vicino (tre e trenta) Dee Dee D’Or (Zebedee) il grigio portacolori della famiglia Crecco che arrivava dalla vittoria nel Donatello. Dietro erano il Marcialis della Fert Way To Paris (Champs Elysees) e gli Effevi Magic Mystery (Pour Moi), alla seconda dopo il debutto vincente in maiden, e Peut Etre Ici (Holy Roman Emperor) tutti attorno al quattro. Sopra il sei Relco Galaxy (Rail Link).
Back to back storico di Demeteor nella Corsa dell’Arno
Quando si parla della Corsa dell’Arno, la prova più antica d’Italia, si parla logicamente di storia perché l’handicap limitato delle Cascine andato in scena sabato scorso vanta una tradizione leggendaria.
Il grande spettacolo promesso alla vigilia non ha tradito le attese, andando addirittura oltre, perché l’incredibile guerriero Olmo Demeteor, campione in carica, ha concesso il bis entrando di diritto nella leggenda per diventare il sesto cavallo capace di scrivere il proprio nome nel prestigioso albo d’oro per due anni consecutivi. Leggi il seguito di questo post »
Domani appuntamento con la storia: la 188esima edizione della Corsa dell’Arno!
Edizione numero 188 (Centottantotto!!) della Corsa dell’Arno.
Potevamo mai mancare l’appuntamento con la corsa più longeva d’Italia? Certo che no, questa prova rimane un caposaldo che ha resistito tenacemente di fronte allo sfascio della programmazione ippica italiana.
Pur senza avere un montepremi esorbitante, 55mila euro è il minimo sindacale per una corsa di tale fascino e tradizione, rimane uno di quegli appuntamenti che tutti gli allenatori e le scuderie si segnano sul calendario e scrivere il proprio nome nell’albo d’oro vuole dire fare parte della grande storia ippica italiana. Leggi il seguito di questo post »