Aste SGA 2016, la crisi morde sempre di più!

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logo-sgaLe aste yearling SGA 2016 sono appena finite e mentre vi scriviamo cerchiamo di raccogliere le idee e analizzare al contempo la due giorni, cercando di non farci prendere dall’emotività ma ragionando in maniera pacata e neutra sui risultati.

Iniziamo dai dati nudi e crudi, i presenti erano 111 sui 116 a catalogo con un forte aumento rispetto alla scorsa edizione dove ci si era fermati a 67 offerti su 73 a catalogo, dunque gli allevatori ci hanno creduto e facendo uno sforzo non indifferente hanno voluto seguire il consiglio del Presidente ANAC, Isabella Bezzera – che proprio sul nostro blog affermava che le aste sono un bene per l’ippica e che gli allevatori ci dovevano credere – iscrivendo quasi il 60% in più di puledri.

I risultati però non pare abbiano arriso a questa scelta.
Il fatturato si è fermato appena sotto al milione di euro, per la precisione a 969.500. Rispetto allo scorso anno un piccolo aumento ma se pensiamo che i lotti erano molti di più non si può essere contenti.
La media è stata di 17.313 contro i 19.163 del 2015 e pure sotto a quella del 2014. La mediana ha seguito il trend passando da 12mila a 9mila e questo è forse l’aspetto più grave. Stare sotto la soglia dei 10mila non è solo un problema economico ma anche psicologico, si è rimasti sotto una soglia che forma una specie di linea Maginot.
Fa pensare anche la quantità di venduti, appena 56, con una percentuale del 48,28%, molto più bassa dello scorsoepaulette-ex-snowfield-sga2016 anno dove furono 46 pari al 70% dell’offerta. Enorme dunque la quantità di invenduti e ricomprati, pari a 55.

Il top price lo ha realizzato a 92mila euro (in questo caso forte aumento rispetto allo scorso anno) una bella femmina da Epaulette e Snowfield (Tale Of The Cat) (carta QUI) sorella degli ottimi Time Chant e Voice Of Love presentata dalla Le.Gi della famiglia Parri e acquistata dalla We Bloodstock, scuderia che ha tra i soci gli stessi Parri.
Al secondo posto ancora una bimba, una figlia di Intello, Jockey Club (il Derby) winner in Francia, e di Ekta (Danehill Dancer) (carta QUI), al secondo prodotto in carriera e già mamma di un vincitore in Uk. La madre è piazzata del Chiusura e ha una solida linea materna. Presentata dalla Tesa è stata comprata per 80mila euro da Roveda che molto probabilmente la porterà in Francia. Anche la terza è  una bimba e si tratta della Holy Roman Emperor della Torretta di Gennaro Stimola, con mamma Risera (Royal Academy) che ha già dato gli ottimi Guest Of Honour e Lucan Sweet (carta QUI). La Incolinx, che già ha potuto sperimentare la validità della linea con Lucan Sweet, l’ha holy-roman-emp-ex-riserastrappata dopo lotta serrata per 60mila euro.
Solo quarto il primo maschio, presentato sempre dalla Le.Gi., un Rip Van Winkle con mamma Sopran Enery (Montjeu), che arriva dalla favolosa Sopran Londa mamma tra gli altri di Cima de Triomphe, e che la famiglia Villa non si è lasciata sfuggire a quota 53mila.
Male il figlio di Sea  The Stars e Mooney Ridge che si presentava come un foal sharing e per il quale dopo il primo giro senza mani alzate si è dovuti ricorrere a una seconda tornata dove ha realizzato 18mila euro per i Botti.
La parte del leone tra gli acquirenti è stata svolta dalla molto attiva Incolinx dell’Ingegner Romeo che alla fine ha speso 189mila euro per 5 lotti,  quindi 37mila e rotti di media. Tra i venditori la Le.Gi ha invece sopravanzato La Tesa con un montante totale di 277mila euro contro 154mila.

Se analizziamo con freddezza i dati non possiamo essere troppo felici per come siano andate le cose. Non solo gli indicatori sono in ribasso, ma la stessa sensazione che abbiamo avuto è che fatte salve alcune lodevoli eccezioni, le scuderie italiane abbiano tirato i remi in barca.
Speravamo che quanto successo nelle quasi concomitanti aste del trotto, prezzi elevati e presenza estera imponente, potesse ripetersi almeno in parte anche in queste aste. Così non è stato, gli esteri sono stati pressoché assenti e ringraziamo i Brogi e i Bietolini che hanno acquistato alcuni lotti che porteranno in Francia. Ma non solo, tolti quei lotti che tutto sommato ci si attendeva potessero fare bene il resto ha faticato in maniera tremenda e certo non per colpa degli allevatori che hanno presentato sempre il materiale in ordine e neppure dello staff dellaaste-sga-2016 SGA che le ha davvero tentate tutte, ma purtroppo senza esiti ragguardevoli. Il miglior prezzo per un figlio di stallone italiano è stato per un Red Rocks con mamma Hunting Queen dell’Arcadia acquistato per 15mila dalla Aleali, non certo una cifra da capogiro.

In conclusione possiamo dire che la crisi del galoppo in Italia continua a mordere e le aste non hanno steso un velo di ottimismo sulle difficoltà del settore. Forse, se proprio dobbiamo trovare una pecca, aver programmato il giorno prima l’asta SIBA e la mista non ha aiutato a tirare quella degli yearling, magari sarebbe stato più saggio invertire le date delle due aste e licitare prima gli yearling, che invece hanno scontato anche il pessimo risultato dell’asta precedente.
Queste sono le prime riflessioni e torneremo nei prossimi giorni su questo argomento che è di vitale importanza per il settore, magari portando avanti delle proposte come avevamo già fatto in primavera, tipo lo spostamento delle date o della location (Settimo è oramai impresentabile…).
Per adesso lecchiamoci le ferite e cerchiamo di ragionare su quanto successo, magari evitando le accuse personali che portano a poco, ma provando tutti insieme a trovare delle soluzioni efficaci.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

Un pensiero riguardo “Aste SGA 2016, la crisi morde sempre di più!

    […] nostra asta italiana SGA il top price è stato ottenuto da una figlia di questo stallone (leggi QUI) – e di Onomatomania (Mr Greeley) mamma di una sola cavalla in corsa ma già vincitrice e che […]

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