Clockwinder nel Pisa, Mawaal nel Toscana e soprattutto un’enorme risposta del pubblico

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san rossoreIn una giornata splendida, baciata dal sole e accompagnata da un’incredibile cornice di pubblico (5500 le presenze al Prato degli Escoli, a dimostrazione che la passione per l’ippica, specie in Toscana, è tutt’altro che morta) è andata in scena la 125esima edizione del Premio Pisa, la quinta in pista grande sul miglio.
Undici anni dopo il sigillo di Bravo Tazio sono tornati a splendere i colori giallo blu della Effevi, a segno con il grintoso Clockwinder (Intikhab), il baio allenato da Stefano Botti (primo Pisa da allenatore per lui, digiuno interrotto per la famiglia che non esultava dal sigillo di Lupesco nel 2001) e reduce dallo sfortunato posto d’onore nell’Arconte alle spalle dello stimato General Sherman.
Impeccabile in sella Fabio Branca, al secondo Pisa dopo il successo ottenuto con il volante Magic Box. Clockwinder,clockwinder2 pisa 2015 spettacolare in sede di presentazione, un torellino tutto muscoli e grinta, perfetto per il tracciato scorrevole pisano sul quale esordiva, è scattato con altro piglio in retta ben servito dal treno di corsa selettivo imposto in avanti dal Favero Magical Roundabout (Zebedee), pressato da vicino dall’ospite romano Vennarecci (Cockney Rebel). Dopo esser passato in vantaggio all’ultimo furlong, il baio dell’Effevi ha dovuto tirar fuori l’ultimo guizzo per respingere di mezza lunghezza il tonico affondo dell’altro romano Corral Canyon (Gladiatorus), il portacolori di Francesco Callegari autore di una superba prestazione a tutto merito di Gigino Polito, capace di credere nei progressi del baio dopo il quarto posto al rientro nel Rook.
Corral Canyon, vittima di un percorso non proprio pulitissimo, dopo aver faticato a trovare lo spazio vitale in retta, è finito in piena spinta sul palo, chiudendo a mezza lunghezza la sua rincorsa. A completare il podio ci ha pensato l’importato Chester Deal (Multiplex), il baio presentato in condizioni splendide da Riccardo Santini e Mario Lanfranchi, il team del laureato dello scorso anno Salford Secret, anch’esso in enorme progresso rispetto al terzo posto clockwinder pisa 2015nel Rook. Anche per Chester Deal, rimasto in coda lungo il percorso, qualche difficoltà in retta nel reperire il giusto spazio, ed ottimo finale a dimostrazione di un soggetto in piena evoluzione agonistica.
Sul palo il baio di Santini ha giustiziato di misura l’ottimo Vennarecci, rimasto in quota dopo aver seguito da vicino il leader Magical Roundabout, quest’ultimo in lieve flessione conclusiva e in grado di poter far meglio su terreni allentati.
E il favorito Brex Drago (Mujahid)? Rientrare nel Pisa e rendere un chilo e mezzo a coetanei rodati non è mai impresa facile e infatti il portacolori della Intra ha pagato lo scotto, rimanendo sul passo in retta per chiudere quinto, senza mai accelerare come aveva dimostrato nel Criterium di Pisa.
L’ospite francese Vert Azur (Diamond Green), arrivato dalla Francia per Gianluca Bietolini e la toscana scuderia Michela, non ha sfigurato terminando sesto a ridosso di Brex Drago, patendo forse il tracciato troppo scorrevole. Ha deluso pure il contro favorito Gea And Tea (Captain Gerrard), bellissimo al tondino ma incapace di dar seguito ai posti d’onore nel Criterium e nel Rook, per alzare bandiera bianca già ai 300.
Nell’altra listed di giornata, il Regione Toscana per gli anziani sui 2200 metri, esito a sorpresa con la vittoria dell’incredibile Mawaal (Shamardal), il sette anni di Riccardo Selicorni autore di un’escalation superba grazie al lavoro sublime di Stefano Pecoraro, vero protagonista della domenica pisana. Dalla vittoria in un handicap di minima in gentleman dello scorso novembre, al successo nel Barbaricina (Hp) al trionfo nella listed, la prima della carriera, per un cavallo in piena maturazione. Perfetta l’interpretazione di Domenico Migheli, al primo successo in listed, tempistamawaal regione toscana nell’attacco a Il Romito (Shirocco) e caparbio nella difesa dal ritorno esterno della coppia Dioscuri formata da Keshiro (Shirocco) e Virtual Game (Kheleyf), a dir poco sfortunati sul percorso.
Mawaal ha piegato per un’incollatura l’ottimo Il Romito, presentato in condizioni splendide da Francesco Petrazzi per Allegra Antinori, mentre al terzo Keshiro, autore di una rincorsa poderosa a centro pista dopo aver patito un sandwich all’ingresso in retta tra Baby Duro ed Alegro, ha coperto per un muso il compagno di colori e training Virtual Game, il campione in carica che ha faticato a trovare il varco all’ultimo furlong.
La grande domenica di Stefano Pecoraro si è conclusa con il sigillo nel San Rossore, handicap principale sul miglio, grazie al successo di Marvi Thunders (Catcher In The Rye), il pupillo di Enrico Stagi pennellato da Cristiano di Stasio. Percorso al risparmio per vie interne, conversione a centro pista ai 300 e allungo decisivo per regolare nei pressi del palo l’ottimo romano Keplero (Amadeus Wolf), l’allievo dei Camici che ha preceduto nettamente per il terzo un ottimo Nunnale (King Charlemagne).
Nel resto del pomeriggio splendido duello in apertura tra i compagni di colori Balami Fan e Raise The Bar, nella condizionata per i tre anni sul miglio allungato, risolta per una corta incollatura dall’allievo di Stefano Botti, interpretato con rara grinta da Fabio Branca.
Non poteva mancare la zampata di Cristian Demuro, volato a Pisa dopo lo splendido terzo posto con One And Only nello Sheema Classic, capace di portare al successo il rientrante Silver Mezuza, il Montjeu della DueC a segno nella periziata sul miglio e mezzo ai danni di Re Manfredi per la tripletta quotidiana del Master di Cenaia. Infine da segnalare pure il limpido sigillo di Ceffone (Luca Maniezzi per Marco Gasparini), nella periziata per i tre anni, ed il coast to coast del francese Lionel Reita, in coppia con il cresciuto Guarnieri Thunder, nella Fegentri World Cup Of Nations.
Una domenica splendida, resa ancora migliore dalle splendide immagini in Hd, con una cornice di pubblico esagerata che ci ha davvero aperto il cuore di speranza e ripagato in pieno tutti i sacrifici di una società come l’Alfea che pensa in primis agli appassionati.
Pisa e San Rossore dimostrano che l’ippica è ancora viva…crediamoci!

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

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