L’Apertura di San Siro premia Morrocoy e un grande pubblico

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cavallo_leonardo_3Finalmente è arrivata l’Apertura di San Siro!
Come esploratori tormentati dalla sete durante la traversata del deserto abbiamo raggiunto la nostra oasi. Non vogliamo metterla giù troppo dura, però la verità è che, pur potendo sempre vedere corse in tutta Italia e pure all’estero, ci mancavano da morire le corse di San Siro, sarà per il luogo affascinante che ti strega, sarà perché la pausa di quattro mesi pare fatta apposta per farti salire quella voglia matta di ippica. I motivi sono tanti e forse la risposta più calzante è quella che alla domanda del perché ci piace l’ippodromo milanese ci fa rispondere: “perché San Siro è San Siro!” semplice ma onnicomprensiva.
In altro articolo daremo ampio spazio alle parole dette in occasione del vernissage d’apertura svoltosi prima dell’inizio del convegno, parole importanti che hanno bisogno di uno spazio esclusivo.
Quanto agli aspetti tecnici dobbiamo innanzitutto rinnovare i complimenti – già fatti in occasione dell’intervista della vigilia al Dott. Marzullo – alla Trenno per aver predisposto un convegno interessante e con campi abbastanza folti (oltre dieci partenti di media) non facile poiché tranne l’Apertura, che però era invero penalizzato da una dotazione nonup to the moon all’altezza, le altre corse erano di routine. Questo apprezzamento lo si è visto sia dalle presenze all’ippodromo, quasi 5mila i presenti (ottimo risultato visto il meteo che portava pioggia) sia nei dati di gioco che vedono Milano ampiamente al comando come raccolta.
La prima corsa 2015, una reclamare sui 1500 per tre anni, vedeva brindare il team dominante in Italia, quello di Stefano Botti, che con Up To The Moon, colori Dioscuri e monta di Nicola Pinna, s’imponevano con buona facilità per tre lunghezze su Sopran Sanson della coppia Grizzetti-Riccardi.
A seguire, nella maiden sul miglio, le parti si sono invertite con la connection che si è rifatta subito grazie al bel prospetto Sopran Achille (Cape Cross) che dopo due tentativi ha rotto il ghiaccio vincendo la sua prima corsa in maniera perentoria davanti proprio al bottiano Rail Dancer della Blueberry. Sicuramente l’allievo del Sig. Ciampoli, ben montato da Ivan Rossi, si è giovato del passaggio di età e crediamo sia da tenere d’occhio per le prossime uscite, anche su distanze maggiori.
pentagono premio razza di vedanoAlla terza andava in scena il Razza di Vedano, condizionata molto ben riuscita sui 1700, dove i nostri indigeni hanno avuto la meglio contro validi invader teutonici (un grande bentornato ai nostri rivali d’oltre Reno) grazie all’ottima prestazione di Pentagono (Oratorio) che scattava ai 300 finali andando a prendere e superando i due battistrada, Verdetto Finale e Point Black, involandosi verso la vittoria con al secondo posto la tedesca Not Expected che, forse, è partita da troppo lontano e magari preferisce una distanza maggiore. Ottimo il rientro di Verdetto Finale che pur essendo solo al 60% della forma (come ci ha confermato il suo proprietario Diego Romeo) e gravato di un sovraccarico di quattro chili, si è assunto il ruolo di battistrada fin dall’inizio e ha cercato anche di opporsi alla puntata del vincitore finendo comunque al terzo posto davanti a Kramulkie.
Notevole la prestazione del vincitore, in sella Gregorio Arena, che ha mostrato un’ottima progressione e ci porta ancora alla ribalta un team, la Genets, di veri appassionati oltre a un nuovo trainer, Vitabile, che in una realtà competitiva come quella di Milano sta dimostrando di avere le capacità giuste per farsi valere, a riprova il bis nell’handicap in chiusura di convegno con Andreino.
Nel Maslogarth bella affermazione di Cape Sunion, monta Colombi e training e proprietà Guarnieri.morrocoy premio apertura
Alla quinta ecco il clou di giornata, l’Apertura, handicap sul miglio con quattordici partenti e molta incertezza. Il favorito al betting risultava il Ramonti di Stefano Botti Screaming Eagle poco sotto il quattro, segno dell’incertezza (e quindi della riuscita) della corsa. Proprio quest’ultimo si portava prima al comando in curva e poi giunto in retta all’altezza dell’intersezione delle piste provava a piazzare l’allungo. Al suo esterno ai 200 salivano sia Direct Drive che Morrocoy e quest’ultimo, con Federico Bossa in sella, portava un attacco portentoso a Screaming Eagle battendolo sul palo di una lunghezza e mezza, mentre Mujas scattato tardi finiva con prendere la terza piazza.
Vittoria quindi tutta milanese in questo Apertura 2015, a oltre 9 di quota, per l’allievo dei Marcialis che ha dimostrato di avere ancora tanta voglia di lottare. Per concludere affermazione di Caruso, training Urraci, nell’handicap da 8.800.
Come si può facilmente notare tante vittorie colte da trainer e team differenti, non sappiamo se sia da intendersi come un’inversione di rotta oppure come una casualità, noi lo segnaliamo e crediamo sia un segno positivo, la concorrenza fa salire la qualità generale delle corse ed è un bene per tutti.
Avanti così!

Antonio Viani@AntonioViani75

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