Epiphaneia e Soumì dominano la Japan Cup!

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epiphaneiaGentildonna non ce l’ha fatta. La campionessa giapponese che inseguiva lo storico ed ineguagliabile tris consecutivo nella Japan Cup non è riuscita nell’impresa in coppia con lo scatenato Ryan Moore finendo quarta dopo esser rimasta sul passo nel momento decisivo quando si è scatenata la bagarre a metà retta. I giapponesi, che conquistavano il prestigioso Gruppo I di Tokyo da ben otto anni, hanno proseguito la serie grazie allo strapotere del quattro anni Epiphaneia, il baio di Katsuhiko Sumii che rimaneva sul sesto posto nel Tenno Sho.
Grazie ad una precisa e pulita interpretazione del belga Christophe Soumillon, al primo alloro nella Japan Cup, il figlio di Symboli Kris S, laureato dello scorso anno del St Leger, dopo aver seguito in posizione da sparo il buon ritmo imposto da Satono Shuren, ha allungato in retta con altro piglio, dominando i rivali con ben quattro lunghezze di margine. Una vittoria schiacciante per il portacolori della U. Carrot Farm che non ammette repliche. Al posto d’onore è finito con azione efficace l’atteso Just A Way, il baio da Heart’s Cry che nell’Arc era finito ottavo dando l’ideajapan cup di poter reggere comunque il miglio e mezzo di Tokyo.
A completare il marcatore nipponico ci hanno pensato il cinque anni Spielberg (Deep Impact), autore di uno splendido recupero dalle retrovie, e appunto la campionessa Gentildonna, la baia da Deep Impact difesasi con grinta dal solito serrate incisivo ma tardivo della tre anni Harp Star (Deep Impact), stavolta capace di perdere meno metri rispetto a Parigi. Tra gli ospiti, che non espugnano Tokyo dal 2005 (Alkaased per Luca Cumani e Frankie Dettori), miglior piazzamento per il tedesco Ivanhowe, il baio da Soldier Hollow di Carvalho che è finito bene all’interno per aver ragione di One And Only (Heart’s Cry) e Fenomeno (Stay Gold). Male invece il canadese Up With The Birds (Stormy Atlantic), ancor peggio è andata allo sfortunato Godolphin Trading Leather (Teofilo), il pupillo di Jim Bolger costretto a fermarsi lungo l’arco della curva conclusiva per un grave infortunio.
La Japan Cup resta un tabù per gli stranieri e per il nono anno consecutivo vede sventolare la bandiera del Sol Levante, chapeau Epi, chapeau Soumì!

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

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