Scioperare o non scioperare? Questo il dilemma

Postato il Aggiornato il

sciopero1Lo sciopero proclamato dalle categorie del trotto è necessario? E, soprattutto, aiuta a risolvere i problemi?
La storia passata dice di no.
Ogni volta ne siamo usciti un poco più poveri e senza una risposta precisa da parte di chi ci governa, la politica.
Se in passato avevamo l’illusione che la politica potesse rispondere al nostro grido di dolore, oggi sappiamo bene che così non è. La politica (cialtrona) se ne frega dell’ippica, se ne sbatte della cultura che portiamo dentro di noi, non gli importa che decine di migliaia di famiglie, perché con l’indotto i numeri sono questi, possano soffrire la fame.
Eppure, oggi, non mi sento di andare contro chi ha scelto la via dello sciopero come extrema ratio.
Dall’ultimo incontro con il Dottor Gatto (il nome purtroppo per lui non aiuta, sciopero2evocando pessimi simboli di furbizia collodiana) trotto e galoppo sono usciti con un sostanziale nulla di fatto. Del residuo 2012, ci dicono, se ne parlerà il prossimo anno se va bene e, sulla nostra pelle, sappiamo che nulla è più ipotetico di una promessa fatta da un esponente politico italiano. Il montepremi 2014 molto probabilmente non sarà quello promesso a inizio anno, visto che alla riduzione del numero di convegni (cosa giusta, anzi da attuare molti anni prima) non corrisponderà un aumento del montepremi per giornata (e questo è paradossale).
Siccome al peggio non c’è mai fine, ritengo ancora più VERGOGNOSO che un sottosegretario della Repubblica italiana di fronte alla platea di un convegno pubblico in un ippodromo siciliano e davanti agli schermi della prima tv ippica nazionale (Snai Sat/Unire TV) affermi che entro fine maggio sarebbe stato editato il calendario nazionale fino a fine anno e che il montepremi non avrebbe subito tagli rispetto a quanto promesso dalla stessa politica. Sappiamo bene come stia davvero le cose.
A fronte di questa mancanza di rispetto da parte della politica verso un intero settore quale può essere la risposta giusta?
Ripeto io sarei, in generale, anche contro lo sciopero, ma davvero esiste una modalità di protesta migliore? A voi la risposta.

2 pensieri riguardo “Scioperare o non scioperare? Questo il dilemma

    Andrea Maggi ha detto:
    24 giugno 2014 alle 17:12

    di fatto il montepremi è lo stesso dell’anno scorso, ma avendo riaperto alcuni ippodromi è diviso diversamente

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      Antonio Viani ha risposto:
      24 giugno 2014 alle 22:10

      Sì Andrea hai ragione, ma se io tolgo delle giornate mi aspetto che a parità di montepremi alcuni convegni abbiano una dotazione generale superiore, mentre in questo caso togliere le giornate vuol dire non solo ridurre i costi (siamo d’accordo) ma anche ridurre il montepremi.

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