Il cielo (non) è blu sopra Baden!

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BBAG-Logo-komplettLe piccole crepe intraviste nelle precedenti aste si sono evidenziate in Germania per le aste BBAG di Baden-Baden. Gli indicatori segnano un forte meno pur in un contesto internazionale.

Non siamo ancora al famoso tanto tuonò che piovve, ma certamente le piccole avvisaglie che avevamo rintracciato sia a Deauville sia a Doncaster, si sono materializzate più concretamente all’asta di Baden-Baden.
Nell’asta BBAG abbiamo assistito a una sensibile contrazione del mercato degli yearling teutonici, infatti a fronte di un numero di lotti offerti simile a quello dello scorso anno, 247 contro i 252 della edizione precedente, i venduti sono risultati 157 (contro i 180 del 2017), una percentuale del 63,56% sui presenti, la peggiore da anni. Per fare un paragone, nel 2016 miglior asta di sempre per percentuale di venduti, la percentuale fu del 79,24%.
Pur evidenziando che le aste tedesche, anche nelle migliori annate, hanno sempre scontato un numero di riacquisti più elevato della media europea per via della presenza tra i venditori di molti allevatori-proprietari, non possiamo non vedere un forte segnale di allarme in questi dati.
Il prezzo medio, di € 38.512, è anch’esso fortemente in rosso con un meno 11,91% che fa il paio con un mediano a 38.603 anche lui sotto del 11,76% dal 2017.
In conclusione il valore aggregato si è attestato a 6.046.500 euro, cioè meno 23,17% dalla scorsa edizione. Un forte segnale di sofferenza ancora più preoccupante perché già lo scorso anno i numeri avevano mostrato una seppur piccola flessione.
La cosa sorprende soprattutto perché i risultati in pista dei Made in Germany sono invece sempre positivi e anzi l’attenzione del mercato internazionale nei confronti digrafico discesa questi soggetti è altissima, vedi gli ultimi acquisti effettuati soprattutto da acquirenti australiani, alla ricerca di soggetti per le loro corse sulla lunga distanza, la Melbourne Cup in primis.

A fronte di questi dati negativi segnaliamo il pari merito nella classifica dei top price per due soggetti a quota 280.000 euro.
Il primo, un maschio (QUI) da Siyouni con mamma l’ottima vincitrice di listed e piazzata di Gruppo 1 (Preis der Diana) Waldtraut, da Oasis Dream sempre più riconosciuto come un ottimo padre di fattrici, e che ha già dato due vincitori di cui uno anche piazzato in Gruppo. La famiglia è quella dei vari Waldpark e Waldgeist. Presentato dal Gestüt Brümmerhof è stato acquistato da Godolphin.
La seconda una femmina dallo stallone del momento Sea The Stars (Sea Of Class vi dice qualcosa?) e con mamma Monami, da Sholokhov, miglior femmina di due anni in Germania e vincitrice del Diana Trial (Gr2) nonché piazzata terza nel nostro Di Capua 2012, allora Gr1 e vinto da Amaron con Mirco Demuro in sella. Monami è anche sorellastra della vincitrice delle nostre Oaks Meridiana. Presentata dall’Etzean è stata acquistata dal Tom Goff del Blandford Bloodstock ed è destinata a un cliente inglese che la porterà in allenamento in Uk.
Tra gli italiani troviamo Peter Franceschini che ha portato a casa 3 maschi, il più caro a 80.000 un Iffraaj (QUI) con mamma la vincitrice di Listed Amabelle. Per 64.000 un Soldier Hollow dalla vincitrice di Gr3 Survey (QUI) e per 10 mila un Poet’s Voice (QUI).
Bruno Grizzetti ha inchiostrato 3 soggetti, un maschio da Maxios a 15 mila (QUI) con mamma Nianga, Listed winner, e poi una femmina da Lope De Vega a 8,5 (QUI) e un altro Maxios a 4 (QUI).
Detto degli acquisti nostrani possiamo chiudere la parentesi teutonica e la prossima fermata delle aste ci riporterà in Francia per le Osarus del 4 e 5 settembre e poi le Champions di Goffs del 15. Stay tuned.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

2 pensieri riguardo “Il cielo (non) è blu sopra Baden!

    Benedetto Di Giulio ha detto:
    2 settembre 2018 alle 19:10

    Qui si può solo apprendere, commentare diventa arduo. Ad un occhio attento ed una mente vigile non poteva di certo sfuggire un segnalecosì forte. Ma quale insegnamento e quali indicazioni possiamo ricavare per tentare di arginare una deriva che nel nostro paese sembra già essere in atto? Forse confidare nell’apporto di quanti, sinceramente mossi da autentico amore per l’ippica, vorranno esprimere i loro pareri e qualche idea. Magari mettendo poi tutto insieme verrà fuori qualcosa sicuramente meglio di quello che c’è. E questo è un luogo ideale.

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      Antonio Viani ha risposto:
      3 settembre 2018 alle 17:43

      Grazie Benedetto delle belle parole.
      Sono sempre stato convinto che dalle esperienze altrui si possano ricavare molti insegnamenti e ancora di più se tali esperienze avvengono in contesti molto più professionali dei nostri.
      Speriamo di non essere i soli a pensare ancora che dal confronto e dalla messa in condivisione di idee e punti di vista differenti si possano trovare le soluzioni migliori.

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