Asta SGA, un risultato che dà speranza!

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34 sga17 zoffany top priceFinite ieri le Aste Yearling della SGA passiamo ad analizzarle partendo da un dato di fondo innegabile, il successo della edizione 2017. Dal cambio di location fino a una offerta interessante, sono tanti i motivi di questo bel risultato oltre le aspettative. 

Alla fine di ogni asta, al momento di tirare le somme, la domanda che viene spontanea è sempre la stessa: come è andata?
Quest’anno, per le aste yearling SGA, la risposta, finalmente, può essere: bene, è andata molto bene! 
Era scontato? Assolutamente no, arrivavamo da anni con il segno meno e soprattutto con un trend, diciamo almeno quinquennale, costantemente negativo. Hai voglia a cercare gli aspetti positivi in situazioni simili, magari ci sono pure a ben vedere, ma alla fine ogni tentativo dilogo sga guardare il bicchiere mezzo pieno veniva affossato da risultati che non potevano rendere pienamente felice nessuno.

Finalmente abbiamo invertito la tendenza.
Sia chiaro non possiamo proclamare di esserci lasciati la crisi alle spalle, saremmo dei pazzi a pensare che possa bastare un’asta con segno positivo per dire che il futuro ippico è roseo.
D’altro canto una simile inversione rappresenta comunque un bel raggio di sole in un cielo plumbeo. Se questo sprazzo luminoso sia il preludio di una bellissima giornata di sole non possiamo saperlo, tante sono le variabili che ancora vanno messe a posto, però è un bel risultato e va giustamente enfatizzato.

I numeri parlano di un’asta più ridotta di quella dello scorso anno, con solo 85 puledri presentati, contro i 111 del 2016. Eppure a fronte di un catalogo meno gonfio il fatturato ha fatto segnare una forte impennata arrivando a 1.255.500, più 30% rispetto allo scorso anno.
maura sga17.2La media ha toccato quota 19.617, anche qui in aumento del 13,3% sul 2016 e risultato migliore degli ultimi anni. Mediana a 12.000, più 33% sull’edizione scorsa e sopratutto superata la soglia psicologica dei 10mila euro che fanno la differenza tra un’asta pressoché amatoriale e una davvero professionale per quanto ridotta nei numeri.

Il top price (foto in alto in apertura) a quota 85mila euro è stato segnato da una femmina da Zoffany e Giant Dream (Giant’s Causeway) la mamma di due piazzati di Listed come Art Of Dreams (per lui anche un terzo nel Cancelli di Gruppo 3) e Dream Can True, oltre che di Giant Hawk vincitore di Gruppo 1 in ostacoli (carta QUI).
Dal punto di vista morfologico sicuramente la più bella femmina presente in asta, una vera pittura, non ci stupiamo sia stata apprezzata da tanti operatori, anche esteri, che hanno partecipato alla licitazione.
Presentata dalla Nuova Sbarra è stata acquistata dalla Incolinx dell’Ingegner Romeo, vero mattatore dell’asta dall’alto dei suoi 4 acquisti per un controvalore di 221mila euro, top tra i buyer davanti ad Alduino Botti a 156mila euro e alla Effevi con 90mila.

Tra i grandi protagonisti anche La Nuova Sbarra che oltre alla top price ha venduto per un totale di 331mila euro, prima nella classifica dei venditori, con 14 lotti passati di mano.
Oltre alla top price anche il secondo prezzo, 80mila, arriva dalla compagine capitolina.36 sga17 footstepsinthesand Un bel Footstepsinthesand da Icebreaking, vincitrice e piazzata di Regina Elena, oltre che sorellastra di quel Kaspersky che ha vinto a livello di Gruppo 2 in Italia e in Germania e che si è piazzato in Gruppo 1 in Italia e in Gruppo 2 in UK e che infine è figlio proprio di Footstepsinthesand. Insomma una linea regale, perché la madre di Icebreaking, Croanda, arriva da quella Crodas che ha dato vita a una delle migliori linee femminili italiane tramite Cromac (Kykuit e General Sherman per capirci) e ancor di più Claw, dalla cui Claba di San Jore arrivano Jakkalberry, Crackerjack King e Awelmarduk (carta QUI). Il puledro è stato acquistato da Endo Botti, non sappiamo se per sé o per qualche suo proprietario.

Si sono difesi abbastanza bene anche i figli degli stalloni italiani come Sakhee’s Secret che ha il top price a 28mila euro, oppure Desert Prince a 25mila o ancora Gladiatorus a 18mila. Non male neppure i primi Blu Constellation con top a 9mila.
Non nascondiamoci, da parte di SGA c’è ancora molto da lavorare in questo campo, sia per cercare di avere alle aste nostrane tutta la gamma degli stalloni indigeni – mancavano del tutto o erano ridotti al lumicino proprio i prodotti di quegli stalloni che quest’anno si sono meglio comportati tra i nostri – sia per far comprendere al grande pubblico la ottima resa di questi prodotti, che ancora oggi sono troppo poco pubblicizzati nei loro tanti successi.
maura sga17.4Forse un diverso atteggiamento nei loro confronti sarebbe utile per convincere i loro allevatori ad essere più presenti a queste aste.

Passando alla struttura possiamo affermare che, visti i risultati, il passaggio da Settimo alla Maura è stato un successo.
Crediamo che il lavoro fatto sia stato apprezzato dagli acquirenti, il luogo era molto comodo per visionare i lotti prima dell’asta e per come era stato approntato (complimenti sinceri alla Trenno/Snai) portava con sé quell’aria fresca che invoglia negli acquisti. Anche il tondino di presentazione “legato” alla tribuna alla fine si è dimostrato non perfetto, ma certamente funzionale allo scopo.
La cosa ci fa enorme piacere, visto che il trasferimento della location è proprio una delle idee che noi di DerbyWinner abbiamo proposto per primi tempo fa quando aprimmo, anche qui purtroppo in beata solitudine, la discussione su come rilanciare le nostre aste.

In conclusione usciamo con un sorriso da questa edizione delle aste yearling.
Se poi aggiungiamo a queste anche i fantastici risultati ottenuto in questi giorni nelle aste ITS dai cugini del trotto, il sorriso diventa ancora più ampio a testimonianza che non è vero che non ci sia più passione, anzi è vero proprio il contrario.
Simili risultati in un contesto che presenta ancora tanti problemi sono la dimostrazione che l’ippica rimane nel cuore di tante persone e che se si riuscisse a sistemare alcune cose, programmazione in primis, potremmo ripartire senza alcun problema. Sta dunque anche a noi impegnarci perché questo accada.
Nel nostro piccolo, con DerbyWinner, speriamo che lo stimolo al dibattito che quotidianamente proponiamo venga apprezzato e soprattutto utilizzato, come nel caso del cambio di location, per fare più velocemente i progressi necessari.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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