Saent li beffa tutti, il derby 2016 va alla Incolinx!

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derby 2016Un Derby 2016 che, per molti versi, rimarrà nella storia.

Cosa vi avevamo consigliato in sede di presentazione del Derby? Di godervelo senza stare a lamentarvi delle magagne oppure di chi aveva troppo e chi nulla, avevamo ragione o no? Derby più emozionante e meno scontato era davvero difficile da scovare.

Non solo per il vincitore che ha colpito con una quota shock al tot di oltre 28, ma per come è arrivata questa vittoria sorprendente.

Oggi tutti si affrettano a salire sul carro del vincitore tessendo le lodi di Saent, ma sfidiamo tutti voi a trovare pronostici davvero convinti su di lui nei giorni precedenti. I più temerari come noi, sommessamente dicevano che già in passato Saent aveva fatto ricredere i suoi detrattori, pensate un po’ quanto sono belle e imprevedibili le corse…

Al tondino gli occhi dei tanti appassionati presenti – il colpo d’occhio sulla tribuna gremita rinfrancava lo spirito – erano puntati sui due stranieri che a dire il vero pur essendo belli e ben presentati non è che spiccassero, ma la loro storia recente parlava per loro e infatti il tedesco Isfahan (Lord Of England) era il caldo favorito appena sotto ilderby 2016.1 due e mezzo mentre True Solitaire (Oasis Dream) lo seguiva attorno al tre e mezzo.

Tra gli alfieri allenati dai Botti spiccava Dee Dee D’Or (Zebedee) molto bello con la sua nuova giubba che risultava il più giocato tra gli italiani, attorno al quattro e settanta, poco davanti a Biz Heart (Roderic O’Connor) mentre gli altri erano più lontani.

Fin da subito la pattuglia dei bottiani si prendeva il compito di impostare la corsa con prima Presley (Gladiatorus) e Full Drago (Pounced) e poi Biz Heart a menare le danze. Un andatura non trascendentale infatti il gruppo rimaneva bello compatto con True Solitaire, il primo dei favoriti, a cercare una timida sortita in avanti a inizio curva.

All’ingresso in dirittura era sempre Biz Heart a fare da leader mentre già all’intersezione delle piste True Solitaire dava cenni vistosi di cedimento facendosi sopravanzare dai rivali capeggiati da Saent che sbucava da dietro la schiena di Presley per andare a prendere il fuggitivo e Full Drago.

Ai 400 si univa alla lotta anche Dee Dee D’Or che da centro pista arrivava minaccioso ma nulla poteva spaventare oggi il portacolori della Incolinx Saent che non si scomponeva e anzi aumentava l’azione andando a superare deciso Biz e Full per involarsi verso il traguardo.

Solo un attimo di suspense perché subito Dario Vargiu su Saent trovava le ultime energie dal suo allievo e lo conduceva sicuro alla vittoria storica. Al secondo un encomiabile Dee Dee D’Or, mentre al terzo era un grintoso Full Drago (ve lo avevamo detto che il suo lo dà sempre) che aveva la meglio su Biz Heart che pur in debito di energia prendeva l’ultimo compenso su Isfahan (Video QUI).

saent derby 2016.3Descrivervi la gioia e le emozioni all’interno del team non è facile perché sebbene felici ed euforici, negli occhi di Micol Borgato e Bruno Grizzetti, il duo della Cavallo In Testa, c’era un non so che di stupore, come se neppure loro si rendessero conto al cento per cento di aver scritto la storia. Lo stesso Ingegner Romeo pur sorridente e giustamente felice – ne avessimo cento di proprietari come lui, con la sua passione, la nostra ippica sarebbe la prima al mondo – nell’intervista post gara ammetteva che il cavallo aveva sorpreso pure lui, che sì ci credeva ma forse  non fino a questo punto. L’unico davvero certo delle potenzialità di Saent pareva essere Dario che con la solita simpatica sicurezza dichiarava che lui lo aveva visto cambiato e maturato già in allenamento.

Analizzando la corsa sicuramente Saent si è avvantaggiato del ritmo non troppo veloce imposto dai battistrada e soprattutto, qui sta la gran bravura del fantino sardo e di tutto il team, ha sfruttato un percorso coperto senza mai fare mezzo metro in più, strategia che ha consentito a Saent di non perdere una stilla di energia e di arrivare bello fresco ai 600 finali dove ha esploso tutta la sua potenza e il suo cambio di passo.

Certamente anche la pista non troppo selettiva di Roma ha aiutato a mascherare i limiti di tenuta del figlio di Strategic Prince, che continuiamo a ritenere (magari a torto) maggiormente adatto a distanze attorno al miglio ma che ha tanta classe e una testa che a tre anni ha messo giudizio.

Gli sconfitti non possono rammaricarsi troppo, ieri ha vinto il migliore, o ancora meglio, quello che ha saputo tirare fuori il meglio alsaent derby 2016.1 momento giusto. Crediamo che i margini di crescita di Dee Dee D’Or siano importanti, le poche corse disputate e pure un atteggiamento ancora non troppo maturo rivelano la gioventù agonistica del portacolori di Mister Robert Ng che, siamo sicuri, non avrà da pentirsi in futuro dell’acquisto fatto.

Full Drago ha stracorso, sempre nel vivo e mai arrendendosi. Ha ottenuto l’ultimo gradino del podio ma questo figlio dell’italianissimo stallone Pounced merita ogni elogio perché alla fine dalla vittoria lo separa un mezza lunghezza e poco più, davvero impensabile alla vigilia.

Biz Heart va promosso perché pur staccato non è lontanissimo dai primi tre e soprattutto molto avanti al tedesco Isfahan che ha deluso in maniera cocente. Il team d’oltre Reno era venuto giù in massa e prima della corsa aveva ammesso che la trasferta era stata preparata con attenzione, dunque questo tonfo è ancora più fragoroso.

Difficile dire cosa non abbia funzionato, se il terreno troppo scorrevole oppure il primo gran caldo fuori stagione al quale il figlio di Lord Of England non poteva essere abituato. Non sappiamo, ma certo è che sia lui che ancora di più True Solitaire, l’allievo di Dermot Weld, hanno corso ben sotto standard. Va bene che i nostri possono essere – ce lo auguriamo ardentemente – migliori di saent derby 2016.2quanto pensavamo alla vigilia ma le tante lunghezze patite sono indice di una prestazione troppo bassa alla quale dobbiamo dare una controprova.

Alla fine della lunga giornata lasciamo la splendida cornice di Capannelle (struttura sempre affascinante, soprattutto quando è piena) e una Roma dal clima favoloso con tante belle istantanee nella mente e un ottimismo non di facciata.

I nostri non solo si sono difesi bene ma hanno dato cappotto agli invader, un nuovo protagonista ha scritto il suo nome nell’albo d’oro della corsa faro del nostro galoppo, un trainer che può dare ancora tanto al nostro sport è tornato a segnare ad altissimo livello segno che il nostro sport è vivo e non è autoreferenziale (come in tanti erroneamente han gufato alla vigilia), una scuderia storica che tanto investe ogni anno ha trionfato e infine tante persone sulle tribune a godersi lo sport più bello del mondo, che volere di più!

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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