Breeders’ Cup a stelle e strisce

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Breeders-Cup-Experiences-Breeders-Cup-Logo-2014Nel weekend è andata in scena la kermesse americana delle Breeder’s Cup, ospitata per la terza volta consecutiva a Santa Anita in California. Quattro le prove disputate venerdì e ben nove al sabato, con un risultato schiacciante per noi europei, a segno soltanto in un’occasione (Mile), contro i tredici sigilli statunitensi.
Ha aperto le danze della maratona americana (troppe tredici corse, alcune di ben poco interesse) il nostro Lanfranco Dettori, a segno nello Juvenile Turf con il Coolmore Hootenanny (Quality Road), il baio di Wesley Ward che gli ha regalato l’undicesima vittoria in una prova Breeder’s, il terzo Juvenile Turf dopo i successi con Donativum e Pounced. Freddo in sella al due anni americano, con pesanti dubbi sulla tenuta alla vigilia, Frankie ha agganciato il compagno di training e leader Luck Of The Kitten (Kitten’s Joy), per sorvolarlo sul traguardo, regalando così una splendida accoppiata al giovane Ward, al primo successo nella Breeder’s. Frankie aveva interpretato Luck Of The Kitten in occasione della vittoria in maiden ad Arlington e sconfitto proprio il vincitore (a segno al Royal Ascot nelle Windsor Castle) nel Morny in coppia con The Wow Signal.
Nel Dirt Mile secondo successo consecutivo per Goldencents (Into Mischief), il quattro anni di Doug O’Neill (Leandro Mora da programma per una vicenda doping che ha coivolto il trainer), che è così diventato il 18esimo cavallo capace di siglare per due anni di fila una prova Breeder’s. Non potrà andare a caccia del record di Goldikova perché il vincitore, a segno su Tapiture (Tapit) e Pants On Fire (Jump Start) è stato ritirato in razza.
Nello Juvenile Fillies &Turf devastante assunto dell’imbattuta Lady Eli (Divine Park), l’allieva di Chad Brown ha messo in mostra un cambio di marcia disarmante, utile a sconfiggere la leader Sunset Glow (Exchange Rate), ancora Wesley Ward, e la prima dell’europee, la britannica Osaila (Danehill Dancer), ben sostenuta daBreeders-Cup-Experiences-Santa-Anita-Grandstand-O-Q-QuintEvents-1 Frankie per Richard Hannon e Sheik Joaan.
Nell’ultima prova del day one, il Distaff sul miglio allungato pagina epica e romantica con il successo della jockette americana Rosie Napravnik in sella all’attesa tre anni Untapable (Tapit), a bersaglio per Steve Asmussen ai danni delle connazionali Don’t Tell Sophia (Congaree) e Iotapa (Afleet Alex). La 26enne del New Jersey ha scioccato il mondo ippico americano dopo aver annunciato il ritiro al termine della seconda vittoria in una prova Breeder’s (Shangai Bobby l’altro suo sigillo) perché in dolce attesa e costretta a star vicino al marito e trainer Joe Sharp.
Il day two si è aperto con lo Juvenile Fillies risolto dall’estremo outsider Take Charge Brandy (Giant’s Causeway) in testa da un capo all’altro per Wayne Lukas, al 20esimo sigillo in una prova Breeder’s. Nel Filly & Mare Turf, dove potevamo giocarci la pesante chance europea con la favorita Dank (Dansili), è svettata ancora la bandiera a stelle e strisce, grazie alla superba Dayatthespa (City Zip) ben sostenuta da Javier Castellano. Sconfitta la compagna di training Stephanie’s Kitten (Kitten’s Joy), per un’accoppiata di Chad Brown. Al terzo ha chiuso l’europea Just The Judge (Lawman), davanti all’attesa Dank, l’allieva di Stoute che ha deluso rimanendo sul passo in retta.
Filly&Mare Sprint, altro sigillo per Wesley Ward, grazie alla grintosa Judy The Beauty (Ghostzapper), a segno di misura ai danni della connazionale Better Lucky (Ghostzapper) con la Ramsey Thank You Marylou (Birdstone) al terzo. Frankie Dettori è andato vicino al doppio e Ward al triplo nella Turf Sprint con l’atteso No KarakontieNay Never (Scat Daddy), il laureato del Morny dello scorso anno che ha dovuto subire una retta sensazionale inscenata dal vincitore Bobby’s Kitten (Kitten’s Joy), l’allievo di Chad Brown che era ancora ultimo all’ingresso in retta. Al terzo è terminato in un fazzoletto l’altro allievo di Ward Undrafted (Purim), che aveva chiuso al quarto posto la July Cup in estate.
Nello Juvenile ancora America sugli scudi con il successo di Texas Red (Afleet Alex), autore di un recupero sensazionale dalla coda del gruppo. L’allievo di Desormeaux ha dominato davanti all’atteso Carpe Diem (Giant’s Causeway) e alla sorpresa Upstart (Flatter).
Anche il Turf, solitamente terreno di caccia per noi europei, ha sorriso agli americani, grazie al successo dell’ex europeo Main Sequence (Aldebaran), ex allievo di Lanigan, secondo nel Derby di Camelot, passato sotto la regia di Graham Motion. Anticipo secco in retta e difesa dall’assalto del francese Flintshire (Dansili), il pupillo di Fabre che deve accontentarsi, dopo l’Arc, di un altro prestigioso posto d’onore. Al terzo ancora Usa con Twilight Eclipse (Purim), capace di precedere l’atteso Stoute Telescope (Galileo) e la femmina Chicquita (Montjeu), vittima di un percorso per vie interne non troppo fortunato.
La Breeder’s Cup Sprint ha visto il successo statunitense della sorpresa Work All Week (City Zip) davanti all’atteso Secret Circle (Eddington) con Private Zone (Macho Uno) al terzo.
Nel Mile ecco il tanto sospirato successo europeo anche se non col favoritissimo Toronado (High Chaparral),bayern breed classic l’allievo di Hannon che ha anticipato un po’ troppo i tempi finendo per esser risucchiato dal gruppone dei cattivi. A vincere è stato il Niarchos (doppietta per gli storici colori) Karakontie (Bernstein), il baio di Pease che era rientrato in maniera molto opaca nel La Forêt. Perfetto in sella Stephane Pasquier, in grado di anticipare nettamente il connazionale Anodin (Anabaa), il fratello pieno di Goldikova in sella al quale Olivier Peslier non è stato proprio impeccabile. Il podio europeo è stato completato dal qatariano Trade Storm (Trade Fair).
L’ultima prova, il milionario Classic, era la più attesa e a vincerla è stato da un capo all’altro l’americano Bayern (Offlee Wild) con l’ottimo Martin Garcia in sella per la regia di Bob Baffert. Un muso ha separato il vincitore dall’unico europeo al via, il britannico Toast Of New York (Thewayyouare), l’allievo di Osborne che ha sfiorato il colpaccio in coppia con Jamie Spencer. Al terzo a ridosso ha chiuso l’eroe statunitense California Chrome (Lucky Pulpit), il laureato delle prime due prove della Triple Crown che si è riproposto su ottimi standard, battendo nettamente l’atteso favorito Shared Belief (Candy Ride), il tre anni di Hollendorfer che ha così perso l’imbattibilità.
Da Santa Anita è tutto, ripetiamo il risultato, United States 12 Europe 1, appuntamento a Keeneland nel 2015!

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

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