Misterious boy nel Berardelli e le listed romane

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giubileoAssieme al Lydia Tesio la domenica romana ci proponeva un compendio di corse all’altezza tra cui spiccava la classica per i due anni il Guido Berardelli sui 1.800 con status di Gruppo 3.
Pur con solo quattro partecipanti al via la corsa è stata interessante e molto contesa. All’inizio è Altroquando il portacolori dell’appassionato attore Maurizio Mattioli a prendersi la briga di scandire il ritmo davanti. All’intersezione delle piste il battistrada veniva apparigliato dagli avversari con allo steccato Yucatan e all’esterno di Altroquando, il Bietolini Panther Cat, mentre a centro pista iniziava ad aumentare la falcata l’Aleali Misterious Boy. Questo bel ventaglio durava un furlong intero dai 400 ai 200 finali dove Misterious riusciva a spezzare l’equilibrio portandosi leggermente davanti e continuando la sua progressione che lo guidava a passare il palo in piena spinta con una lunghezza piena di vantaggio su Panther Cat e quindi Yucatan che arroccandosi in corda prendeva l’ultimo gradino del podio. Altroquando finiva quarto non lontano accusando il terreno buono a lui meno congegniale.
Per il vincitore Misterious Boy una conferma ulteriore della sua validità e un percorso netto, fatto di quattro vittorie in altrettante uscite, che mantiene il suo score immacolato. Inoltre, vista la corsa, ci pare un soggetto già più a suo agio su distanze maggiori, tipo i 2.200 del Derby.
Altre due pattern interessanti erano lo Scheibler sui 2.000 per tre anni e il Pandolfi sui 1.200 per due anni.
Nel primo i nostri sono stati messi nel sacco dall’unica francese presente,  la tardiva Cape Magic di Graffardcape magic olivier peslier scheibler che dopo il debutto vincente in luglio a Chantilly aveva corso altre due volte senza impressionare. Stavolta però è riuscita a fare la tattica voluta, rimanendo seconda in corda dietro Uniram, che prendeva subito il comando del piccolo drappello. Il figlio di Ramonti senza troppa difficoltà continuava a macinare il suo ritmo solo che, all’intersezione delle piste, Olivier Peslier in sella alla femmina da Cape Cross iniziava a muovere e ai 400 si affacciava all’esterno di Uniram in maniera convinta. La bella lotta durava fin sul palo dove Cape Magic la spuntava di una testa su Uniram, al terzo lontano Victis Hill.
Congratulazioni alla vincitrice arrivata a Roma in sordina e nella scia della più blasonata compagna Summer Surprice, ma che alla fine ha dato un’impressione migliore. Contiamo che con un poco di esperienza in più possa ben comportarsi anche in patria. Ad Uniram non ci sentiamo di buttare addosso la croce, ha fatto il suo alla fine di una stagione lunga dove ha dato la sua linea, magari non trascendentale ma certamente più che buona, forse un terreno più morbido lo avrebbe avvantaggiato maggiormente ma non si può chiedergli di più. Gli altri semplicemente non sono stati della partita ieri.
Nella seconda Listed il Pandolfi siamo tornati ad ammirare una cavalla che ci era piaciuta molto qualche settimana addietro a Milano e che solo il terreno pesante aveva frenato all’ultima uscita, parliamo della spicy jam dario vargiu pandolfiBlueberry Spicy Jam, impostasi in scioltezza con in sella il fantino di scuderia Dario Vargiu. Presa la corda in avvio in scia a Lady Ro, Vargiu decideva ai 400 finali di spostare verso il centro pista e piazzare uno scatto imparabile per le avversarie. Al secondo posto a una lunghezza dalla vincitrice chiudeva Lady Ro che sopravanzava della stessa distanza Turrialba, con al quarto Mefite. Ottima impressione, come detto, data dalla vincitrice che scaccia i dubbi che la precedente sconfitta aveva suscitato e dà appuntamento al prossimo anno per cercare il sigillo di Gruppo che è nelle sue corde. Tra le sconfitte ci è piaciuta Lady Ro, l’allieva di Marcialis della Glena ha subito un’avversaria più pronta ma con più esperienza potrà dire la sua.
Concludiamo con l’handicap limitato, il Nearco sul miglio, che ha visto vincere ancora un cavallo dei Botti, in questo caso il buon Candiani Street che ha sopravanzato Holy Japan Emperor e Porsenna.
Concludiamo ribadendo la bontà tecnica della giornata capitolina e rammaricandoci soltanto della scarsa presenza di appassionati per una giornata che meritava ben altra cornice, ma come diciamo da tempo per attirare il grande pubblico nelle giornate più importanti è necessario una strategia che non sia spot ma che invece si dipani lungo tutto l’anno e cerchi di fidelizzare il potenziale pubblico. Ci fermiamo perché tanto sono parole al vento…

Antonio Viani@AntonioViani75

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