Derby Story #2

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a 198bnDopo un periodo di assenza torniamo con un’altra storia fantastica da raccontare, per la rubrica Derby Story. Questa volta il suo autore è Luca Zavatteri, un vero appassionato di ippica, anzi dello sport dei Re come ci piace chiamarlo. Luca è una new entry molto gradita e speriamo che possa diventare presenza fissa tra coloro che contribuiscono a DerbyWinner. Il suo modo di raccontare le storie è coinvolgente e ci ha fatto rivivere una pagina stupenda di sport. Non vi sveliamo nulla per non farvi perdere il pathos. Fateci sapere se vi è piaciuta tanto quanto è piaciuta a noi.

L’eleganza di quella giubba color albicocca non si può non notare, figuriamoci dimenticare.
Lo stile unico di quel ragazzo, Steve Cauthen, già adulto per le piste, ma venticinquenne all’anagrafe il cui estro e genialità stonano con la ratio solo nel momento della consapevolezza di ciò che è accaduto. Pensatevi in un mercoledì di giugno, anzi no nel primo mercoledì di giugno tra i più di duecentomila spettatori in attesa del via dell’ Epsom Derby 1985.
Il favorito è sì l’allievo di Henry Cecil, poi Sir, che in un pomeriggio di maggio a Lingfield Park ha disperso gli avversari in uno dei trial per arrivare qui, ma il campo dei concorrenti, 14 per la precisione, annovera dei canarini di tutto rispetto tra i quali Law Society, Petoski, Shadeed ( vincitore a Newmarket delle 2000 Ghinee ) e Theatrical per citarne alcuni.
Come se non bastasse preparatevi ad assistere ad un evento che da sessant’anni, cinquantanove per la precisione, non accade.
Ma bando alle ciance le operazioni di partenza sono quasi ultimate. Tutti dentro… Partiti!
Cauthen porta subito in testa il figlio di Shirley Heights senza spesa, graduando a piacimento, con il gruppo che segue compatto fino all’inizio della collina dove il leader inizia ad accelerare e sfilaccia il plotone acquisendo in un amen prima quattro lunghezze, fino ad arrivare ad un massimo di dieci di vantaggio al Tattenham Corner, la discesa che immette in dirittura dove il portacolori di Lord Walden arroccato lungo lo steccato in un tripudio crescente è il raggio di sole che fa breccia nel plumbeo cieloslipanchor2 britannico e nel finale relega a sette lunghezze Law Society emerso dal gruppo a finire secondo.
Per Cauthen, già vincitore in patria nel 1978 della Triplice Corona in sella ad Affirmed si tratta della prima vittoria a Epsom.
«Lui gli avversari li ha abbattuti prima di dar loro anche solo una possibilità di avvicinarsi». Queste le parole di Steve a proposito del più grande cavallo da lui mai montato.
Parlava chiaramente di Affirmed direte voi.
Nossignore si riferiva a chi sbocciato in maggio, geniale come lui, sessant’anni dopo Coronach, insieme a lui si è imposto, a inizio giugno, lead to finish, da un capo all’ altro nel Surrey raggiungendo l’apice di una carriera troppo breve a causa di un infortunio, ma cosi indelebile dalla storia.
Ah dimenticavo, il suo nome: Slip Anchor.

Luca Zavatteri

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