La favola di Musicante di Breme

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caprilli5L’ippica regala storie incredibili e ieri sera al Caprilli di Livorno, nel nostro piccolo, abbiamo assistito ad una vera e propria impresa che merita di essere raccontata. Quando a firmarla poi è un cavallo proletario appartenente ad una piccola scuderia di appassionati, allenato da un trainer diverso dai soliti noti, la storia assume i contorni di una favola.
Domenica sera a Livorno, in un contesto di pubblico splendido e festante, nella serata del Palio dei Rioni, il quattro anni Musicante di Breme è entrato nella storia firmando il Premio Livorno, handicap principale per tre anni ed oltre sulla distanza del chilometro e mezzo. Direte voi: ma cosa ci combina la storia con un semplice hp? Be’ intanto il Livorno è la prova più antica del libretto livornese con i suoi centoundici anni, ma la cosa più incredibile resta quello che è riuscito a fare il portacolori della Filotto da un mese e mezzo a questa parte. Il castrone da Mujahid allenato dall’impeccabile Marco Amerio ha firmato infatti una clamorosa tripletta in handicap principali, conquistando Borghi a Varese, Alpi a Merano e Livorno al Caprilli. Una sorta di Triple Crown estiva che non era riuscita mai a nessuno. Dallo scorso 25 aprile Musicante, caratterino niente male (è stato infatti subito castrato), ha iniziato la sua superba escalation che l’ha portata dai ‘3400’ alle vittorie attuali in handicap principale. Sei vittorie inIMG_4896 handicap nelle ultime otto uscite sono un record difficilmente eguagliabile ma i tre handicap principali infilati consecutivamente nel giro di 40 giorni entrano direttamente nella storia dell’ippica italiana. Il 19 luglio scorso il nostro ‘eroe’ ha dominato a dieci contro uno il Borghi alle Bettole, imponendo l’alt al toscano City Napoli dopo percorso d’avanguardia perfetto disegnatogli dal fido Walter Gambarota, l’esperto jockey diventato re dell’estate con ben quattro sigilli in handicap principale (i tre di Musicante e il Benetti di Verania).
A Ferragosto a Maia, non contento del successo varesino, Musicante ha ribadito la sua grande crescita, rientrando come un leone nei pressi del palo, quando a metà retta sembrava battuto, al solito City Napoli, sconfitto per un corto muso, alla quota shock di ventitre, della serie ‘a Musicante’ non crede mai nessuno!
Nessuno pensava potesse correre anche il Livorno, a soli nove giorni dall’impresa meranese, ma il nostro baio recupera in fretta le fatiche estive, si rotola contento sulla sabbia e dimostra ad Amerio e ai ‘filottieri’ tutta la sua voglia di correre e viaggiare, per entrante nella storia. Così il team accetta la trasferta livornese, Musicante sale sul van inconsapevole di dover lottare con un top weight merano maiaimpegnativo contro soggetti velenosi, su una pista mai affrontata in precedenza. Ma la favola è pronta per essere scritta, ancora nessuno crede in lui, che parte ad una quota intorno al dieci, ma il Filotto appena scende all’insellaggio si fa notare per una condizione maiuscola, come se non avesse nessun segno delle fatiche estive.
Walter Gambarota riceve sereno i consigli di Marco Amerio, il betting lo installa come terzultimo del campo, ignaro della condizione volante del baio. Si aprono le gabbie, i filottieri sono sparsi in qua e là tra le gremite tribune labroniche, mentre si scatena la bagarre con parziali infuocati per condurre la corsa. La femmina Going Crazy e l’ospite milanese Lupogrigio se le danno di santa ragione fin dal primo metro, mentre Musicante se ne sta tranquillo coperto alle spalle dei primi, anticipando il favorito Peng e l’attesa Sognandolacometa. Sulla retta di fronte Going e Lupogrigio continuano a serrare ritmi indiavolati, mentre la sarda Silldora sale un po’ sulle gambe del Musicante, con Walter che riprende saggiamente in mano per far respirare il suo pupillo prima della curva. Mossa decisiva perché non appena scavalcata la sarda in difficoltà il figlio di Mujahid tira fuori la sua dote migliore, quella di saper affrontare le curve con una velocità ed un equilibrio incredibili, si scaraventa su Lupogrigio e ingaggia duello in retta. Intanto dalle retrovie a centro pista s’ingamba il bottiano Peng ma ormai ètriplecrown tardi, Musicante tira fuori la sua proverbiale grinta per replicare metro dopo metro al mai domo Lupogrigio, con Walter Gambarota che può dare inizio ai festeggiamenti alzandosi sulla sella col frustino al cielo.
Triple Crown estiva completata (considerate le quote un triplo da 2530 euro di moltiplicatore!), può scattare la festa dei filottieri che impazziscono a traguardo acquisito. Giancarlo del Corno si butta in pista a recuperare Musicante, Amerio corre ad abbracciare Gambarota, Michele Martinenghi non sta più nella pelle, è una festa, la festa di una piccola scuderia che ha vissuto una favola.
Dopo la premiazione e il brindisi per la vittoria i filottieri, Amerio e Gambarota corrono dall’eroe per salutarlo prima del ritorno in van verso casa. Breme li guarda come a dire “adesso vi ho regalato un sogno, mi son meritato un po’ di riposo?” Un po’ di titubanza prima di salire sul van, poi si decide, si prende le ultime pacche di congratulazioni e si adagia sul mezzo con lo sguardo fiero di chi sa di averla combinata grossa. Adesso addio handicap principali, l’autunno riserverà condizionate, listed, o addirittura pattern, per sugellare un’escalation che ha dell’incredibile. Sono queste le storie da raccontare, quelle fatte di passione, sacrificio, sogni, è la Musica che vorremmo sempre ascoltare, e chapeau Breme…il Kingman de noartri!

Edoardo Borsaccchi@Edobor88Edoardo

3 pensieri riguardo “La favola di Musicante di Breme

    Antonio ha detto:
    26 agosto 2014 alle 11:29

    Bravi a pubblicare una vera storia di un degno vincitore

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      Antonio Viani ha detto:
      1 settembre 2014 alle 11:18

      Grazie. Ci sembrava doveroso tributare il giusto tributo a un cavallo che ha davvero compiuto un’impresa. Speriamo di poter raccontare presto storie simili, vorrà dire che il nostro sport continua a farci sognare.

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    […] di Breme (Mujahid), il portacolori della Filotto reduce da un’estate bollente con la firma della Triple Crown di HP (Borghi, Alpi e Livorno), misurati dagli stranieri rimasti, tutti davvero velenosi: il francese […]

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