Quale futuro per ANAC?

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anac purosangueVenerdì prossimo al termine delle seconde elezioni ANAC del 2021 sapremo quale sarà la composizione del nuovo Consiglio.
Scrivo di seconde elezioni, poiché le “ordinarie”, tenutesi in primavera avevano eletto un Consiglio che ha poi rassegnato le dimissioni a inizio ottobre e dunque si è dovuti ricorrere a una ulteriore tornata di votazioni a stretto giro.
Si può tranquillamente ammettere che arriviamo a queste elezioni in un clima surriscaldato.

Le dimissioni in toto del Consiglio eletto solo pochi mesi fa hanno lasciato strascichi e polemiche. Le parole usate non sono state tenere e la speranza di una ricomposizione è stata molto presto abbandonata.
Personalmente, credo che non essere riusciti a trovare una sintesi tra le diverse visioni sia un peccato e una mancanza che peserà sul futuro della stessa Associazione.
Avendo, nel recente passato, avuto contrasti anche abbastanza forti, non posso certo essere accusato di partigianeria se affermo che l’Associazione Allevatori, anche in questi anni difficili, ha rappresentato uno dei pilastri più solidi del sistema galoppo e sinceramente vederla frantumarsi in queste lotte intestine è qualcosa che fa molto male.

Premesso quanto sopra, ritengo però utile, per tutti e non solo per chi voterà, capire quali siano i programmi delle due liste, magari proprio cercando di rintracciare quelli che possono essere punti in comune, così da favorire la creazione di un ponte tra due sponde che oggi appaiono molto distanti.
La prima lista in ordine di presentazione, è formata da: Jacopo Brischetto, Mattia Cadrobbi, Teodora Giorgi, Alfonso Litta Modignani, Francesco Loi, Stefano Luciani e Alessandra Vigliani.
La seconda, ripeto, solo in ordine di presentazione, è invece formata da: Enrica Baragiola, Isabella Bezzera, Antonino Caracciolo, Cesare Cava, Sauro Fiordelli, Massimo Parri e Francesca Turri.

La prima nella sua presentazione ha premuto in maniera molto decisa sul tasto della gioventù, fin dal titolo di “Giovani Allevatori” dato alla lista, in palese contrapposizione non solo alla seconda lista ma anche in confronto ai passati Consigli ANAC. Una giovinezza portata dai suoi alfieri come simbolo di novità, non solo a livello di persone, ma anche di idee.
La loro campagna è stata molto aggressiva e volta spesso più a cercare gli errori fatti in passato dagli altri, prima ancora di spiegare le proprie idee per il futuro. Tutto sommato, una scelta ovvia visto il loro puntare sulla freschezza e visto che quattro candidati su sette non hanno mai fatto parte di alcun Consiglio ANAC in passato.
Per quanto concerne i programmi veri e propri ci si è soffermati sulla necessità di far tornare a crescere il numero dei nati annuali in Italia. Una scelta che secondo loro potrebbe concretamente essere attuata riaprendo il Premio Allevatori anche al quarto arrivato e poi anche attraverso una maggiore capacità di intercettare fondi europei da destinare alla ricostituzione del patrimonio genetico del nostro Allevamento, leggasi evitare di vendere le nostre migliori femmine ogni anno. Una scelta interessante quest’ultima, anche se non di facile attuazione, vista la grande difficoltà di ottenere risultati concreti dalle Istituzioni Europee.
Altra battaglia, quella di potenziare il Premio Aggiunto al cavallo italiano nella fascia medio/buona: quindi Listed, condizionate e maiden. Una battaglia che, personalmente, mi vede in un certo senso allineato visto che non è un mistero che il brand 100%ITY sia una idea nata su DerbyWinner.
Assieme a queste lotte, si è voluto evidenziare la necessità ricreare un tessuto di categoria rivolto a tutti gli allevatori, di maggiori sinergie con la FISE per aumentare il peso specifico del mondo del cavallo e infine un accenno allachoice necessità di migliorare l’appealing del nostro sport. Diciamo che queste sono belle intenzioni, ma finché non vengono calate in misure concrete sono abbastanza fini a se stesse e non giudicabili.

La seconda lista, forse volutamente per demarcare la loro differente visione strategica, ha invece deciso di puntare forte sulla concretezza e su programmi molto ben definiti.
Si parte innanzitutto con la volontà di lavorare per regalare un nuovo ordinamento al settore togliendolo dal Ministero e in quest’ottica va visto l’appoggio alla proposta di legge dell’On. Gadda volta alla creazione di un’agenzia, più snella e capace di rispondere alle necessità ippiche.
Altra battaglia, in continuità con quanto fatto finora, è il passaggio dei pagamenti alla società di corse, una scelta che oggi come oggi risulta una delle poche vie percorribili per velocizzare i tempi di liquidazione dei premi. Un argomento, quello dei pagamenti, che è innegabilmente centrale.
Altro punto significativo è la oramai imprescindibile riforma delle scommesse. Permettetemi però di dire che si tratta di un argomento tanto importante quanto difficile da portare al successo, visto il muro di gomma rappresentato dal Mef e dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Diciamo che siamo sullo stesso livello di difficoltà dell’ottenimento dei fondi europei di cui parla la prima lista.
Un punto dove le due liste si trovano in evidente sintonia è però proprio quello del miglioramento genetico.
Infatti anche tra i punti concreti del programma della seconda lista c’è l’elaborazione di un progetto per investire risorse atte a migliorare qualitativamente e quantitativamente il patrimonio genetico dell’allevamento italiano, attingendo in questo caso ai fondi del
PNRR (piano di ripresa e resilienza) dove è compreso un capitolo di spesa per tali interventi.
Interessante e indubbiamente originale anche l’idea portata avanti nel loro punto successivo, cioè rendicontare verso fine stagione, a novembre di ogni anno, il risparmio originato dalla differenza tra il Premio Aggiunto stabilito a inizio anno e quello effettivamente liquidato. Questa differenza andrebbe a finanziare una o più giornate evento, magari itineranti come accade, fatte le dovute distinzioni, per le Breeders americane.
Infine l’ultimo punto del programma della seconda lista prevede un’opera di sensibilizzazione del Ministero per equiparare nel regolamento le due Associazioni Allevatori, quelle di trotto e galoppo, così da ottenere automaticamente anche per ANAC una percentuale del Premio Allevatori. Una modifica non semplice ma che certamente aiuterebbe le casse dell’Associazione e permetterebbe di fornire maggiori servizi agli allevatori e ovviamente abbassare i prezzi di iscrizione e di accesso alle Aste.

In definitiva, da esterno totalmente neutrale e prendendo come riferimento unicamente i programmi presentati, mi pare che la seconda lista, sia stata capace di presentare le proprie proposte con una maggiore dose di concretezza. Forse aver puntato (troppo?) sul fattore gioventù può aver fatto perdere di vista alla prima lista quel sano realismo che in Politica è fondamentale.
A mio modesto parere, credo che la soluzione migliore sarebbe forse stata una miscela delle due compagini, poter amalgamare l’effervescenza dei primi con la maggior concretezza dei secondi avrebbe portato a un pietanza più gustosa e completa. Così non è stato, almeno finora, speriamo però che leggendo queste righe la lista che prevarrà possa prenderne spunto.
Perché il vero e unico obbiettivo deve essere sempre e solo il bene futuro di tutti gli allevatori Italiani.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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