Un Arc che sancisce il dominio O’Brien e Coolmore. Chantilly un’emozione unica  

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found-arc-arrivo-2016La domenica dell’Arc è passata e ci ha dato tante emozioni che speriamo di essere riusciti almeno in parte a trasmettervi durante la nostra diretta LIVE Facebook e Instagram da Chantilly, attraverso foto e video dalla pista e nel “backstage” dell’evento. Adesso riavvolgiamo il nastro e cerchiamo di scovare i punti più interessanti e le emozioni più forti della giornata.

Non si può non partire dall’exploit storico realizzato da Aidan O’Brien che nella corsa faro ha piazzato ai primi tre posti tre cavalli allenati da lui, qualcosa di unico e a nostro parere irripetibile o quasi al giorno d’oggi.
Monopolizzare il podio – con soggetti quali Found, Highland Reel e Order Of St. George, validi ma certo non partiti come primi favoriti della prova – nella piùfound-arc-2016 importante corsa al mondo è evento di portata gigantesca (Video QUI).
Tutti noi sappiamo quanto sia bravo il mago di Ballydoyle, ma quanto fatto ieri rasenta la perfezione e siccome la perfezione non è di questo mondo iniziamo a pensare che dietro gli occhialini scuri e il trench nero di Aidan O’Brien si  nasconda un alieno proveniente dal lontano pianeta Ippona. I paragoni con i grandi del passato nel suo caso si sprecano da anni, ma dopo questo Arc, davvero possiamo affermare senza tema di sentita che Aidan giochi in una lega a parte.

I complimenti vanno almeno in parte condivisi con tutto il gruppo Coolmore capace non solo di fornire annualmente  una batteria di puledri di altissimo livello con i quali O’Brien miete vittoria in giro per il mondo ma soprattutto capace di essere una impresa che detta legge nell’ippica grazie a uno splendida organizzazione che non sbaglia un acquisto o quasi e capace di creare negli anni un gruppo di stalloni che stanno rivoluzionando, oltre che dominando, il mercato.
Parliamo di Galileo? Con soli tre cavalli in corsa ha occupato militarmente il podio confermando di essere il più grande riproduttore in attività e forse il miglior da almeno una ventina d’anni.
Non solo, tutto il roster di Coolmore raccoglie allori ovunque  e continua ad essere al top nel mondo. Ad alcuni può sembrare facile come operazione commerciale, visti gli investimenti fatti, ma anche i concorrenti impegnano risorse importanti e hanno alle loro spalle organizzazioni complesse eppure basta confrontare i loro risultati con quelli del Coolmore per vedere la differenza.
Da molti anni il team irlandese fa più notizia quando perde un Derby o un’altra classica piuttosto di quando la vince, questo la dice lunga sulla sua potenza.

Fatti i doverosi complimenti, dobbiamo rimarcare anche il quasi cappotto che inglesi e national-defense-lagardere2016irlandesi hanno rifilato ai padroni di casa. Su sei corse, non contiamo quella per arabi che attiene a una sfera a parte, cinque sono scappate prendendo la via della Manica a dimostrazione che la patria delle corse continua a farla da padrona e ad essere il metro di paragone per tutti. Vero che mancando La Cressonière alla Francia è mancata la prima punta ma escludendo questa defezione la sola affermazione, per di più abbastanza a sorpresa, di National Defense (Invincible Spirit) nel Lagardère (Video QUI) – complimenti a Mme Criquette Head per essere risorta dopo un’annata pessima anche per via di un virus – è davvero poco per salvare la forma transalpina. Può anche essere stato un caso dovuto al concatenarsi di varie situazioni ma certo non va sottaciuto.

Altro aspetto di questa particolare giornata è stata la debacle dei favoriti, tranne che nell’ultima prova, il La Forêt con Limato (Video QUI),  nelle altre corse nessuno è arrivatothumbnail_img_2393 primo al palo e abbiamo avuto anche quote in doppia cifra (parliamo di quote inglesi) come Wuheida (Dubawi) nel Boussac (Video QUI)  o ancora meglio, per chi ha preso, con Marsha nell’Abbaye (Video QUI). La stessa Speedy Boarding ha compiuto una bella sorpresa nell’Opera dove è arrivata solo terza la favoritissima So Mi Dar (Video QUI).

Un pensiero di consolazione lo vogliamo dedicare agli splendidi tifosi giapponesi che ancora una volta hanno colorato la giornata dell’Arc nella vana speranza di veder finalmente vincere un loro cavallo. Dispiace vederli delusi nel dopo corsa per una prova invero sottotono del loro portabandiera Makahiki (Deep Impact) che ha sorpreso un po’ tutti.
Prima o poi anche il Giappone riuscirà nell’impresa, perché la loro ippica ha una pre-arc-2016-tribunastrategia e un indirizzo ben preciso, diciamo come noi fino a una ventina abbondante di anni fa…

Un ringraziamento speciale va all’organizzazione impeccabile di France Galop che ha creato un evento davvero splendido in una cornice favolosa ma che certamente nasce per ospitare eventi in periodi dell’anno più favorevoli dal punto di vista climatico. Uno sforzo che è stato ricompensato da una affluenza enorme di pubblico sia al sabato con oltre 10mila persone sia alla domenica, dove per la giornata clou erano presenti almeno il triplo. Certamente Longchamp è più indicata per sostenere una simile mole di spettatori ma l’ineguagliabile bellezza di Chantilly ha pienamente compensato eventuali piccole noie, tanto da farci pensare più di una volta che tutto sommato quale miglior posto del paese dei cavalli può ospitare la corsa di cavalli più importante al mondo?

Tra il pubblico infine una nota di merito va ai tantissimi italiani presenti, non parliamo solo degli addetti ai lavori trasferitesi oltre confine, ma soprattutto delle centinaia di appassionati che hanno preso d’assalto le tribune e il parterre dell’ippodromo, in certi punti si sentiva più la nostra bella lingua che l’idioma di Marianna.
Una presenza commovente perché testimonia una volta ancora che la passione cova sotto la cenere e basterebbero alcune modifiche fatte bene per riaccendere un entusiasmo che esiste ancora e che meriterebbe una realtà come quella francese! Oramai ci siamo affidati a tutti i Santi possibili per la nostra ippica e dunque perché non rivolgerci anche al Principe di Condé, ideale anfitrione qui a Chantilly, chiedendogli di intercedere per noi con qualcuno di potente lassù nell’empireo per salvare il nostro mondo da dirigenti incapaci. Lo splendore senza pari di Chantilly ci dice che anche le imprese più ardite e visionarie talvolta riescono.

Antonio Viani@derbywinnerblog

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