Giovanna Romano, dal workshop sui pedigree a Frozen Power!

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Frozen Power 2La Dottoressa Giovanna Romano è una professionista impegnata su tanti fronti, dalla professione veterinaria fino alla gestione del Centro Equino Arcadia, una realtà che si è conquistata uno spazio molto importante nel panorama del galoppo italiano, prima con stalloni come Red Rocks, Storm Mountain e Sakhee’s Secret e ora con il neo arrivato Frozen Power da Oasis Dream, che proprio domenica scorsa si è segnalato per l’ottima affermazione di un suo figlio, Don Aurelio, nell’Arconte a Capannelle (VIDEO QUI).
Partiamo proprio da Frozen Power per scambiare due parole con Giovanna. Come procede la campagna monte 2016?

“Devo dire bene, soprattutto in queste ultime settimane, dove l’attenzione verso Frozen si è moltiplicata e tanti allevatori mi hanno chiamata per avere informazioni e prenotare una monta. Sicuramente la vittoria di Don Aurelio ha aiutato a mettere in primo piano il nostro stallone, ma credo anche che in Italia non ci sia l’idea di prenotare in anticipo le monte perché tutto sommato il rischio di trovarsi di fronte a un book completo è abbastanza remota, ahimè. Quindi un allevatore magari aspetta che la sua fattrice sgravi e poi chiama per prenotare la monta, comunque devo dire che se il trend continua dovremmo tranquillamente superare le 60 monte per Frozen”.

Numeri importanti per uno stallone al primo anno in Italia e comunque con solo un’annata in pista.

“Sì, certo, abbiamo anche grandi attese perché con circa 300 fattrici coperte tra Irlanda e Inghilterra le chance chesecond crop aggiornata possa presentarsi un puledro molto buono sono concrete. Inoltre non dimentichiamo che finora nella classifica 2016 tra i riproduttori Second Crop (quelli con i primi 3 anni in pista, ndr) Frozen Power è al primo posto e davanti a tanti stalloni molto più famosi e pure in quella generale per tre anni è posizionato bene tra i primi quindici”.

Un aspetto importante da evidenziare e che ci racconta molto dello stallone. 

“Vuol dire che i suoi figli sono abbastanza precoci e da corsa fin da subito. Credo sia la tipologia che in Italia si ricerca, ovvero un cavallo che debutti abbastanza presto e sia subito competitivo. Mi piace pensare a lui come a uno stallone con carta aperta, cioè con ancora tante possibilità per dimostrare il suo valore, perché ritengo che quello che finora si è visto, che non è poco, non sia per nulla definitivo”.

Ma Frozen Power non è l’unica novità all’Arcadia, infatti la vulcanica Giovanna ha preparato una sorpresa per tutti gli allevatori e appassionati di pedigree italiani, ce la vuoi raccontare tu?

“Tutto nasce da un mio viaggio in Irlanda a gennaio per andare a sentire un workshop tenuto da Leo Tsatsaronis, il fondatore di G1 Goldmine (il software di analisi degli incroci), dove si parlava ma soprattutto si pedigree e geneticadiscuteva in maniera interattiva assieme ai presenti di incroci migliori e linee di sangue di maggior successo. Alla fine dell’evento ci siamo presentati e parlando con lui è venuta fuori l’idea di provare a replicarlo anche in Italia perché ritengo possa essere molto utile per gli allevatori nostrani e non solo,  perché è uno strumento indispensabile anche per i nostri professionisti. Permettimi di ringraziare pubblicamente ANAC (Associazione Nazionale Allevatori Cavalli Purosangue) per il supporto fornitoci per realizzare l’evento e devo dire che ho trovato fin da subito grande partecipazione e interesse da parte del suo Presidente Isabella Bezzera, che si è prodigata in ogni modo, anche con il suo staff, per pubblicizzare e trovare degli sponsor al workshop, tra gli sponsor permettimi di citare e ringraziare la NBF Lanes”.

Possiamo quindi parlare di un evento dove le statistiche avranno il loro peso.

“Sì, partiremo dalle linee di sangue principali, quelle di Galileo, Danehill o Oasis Dream e spiegheremo quali meccanismi hanno dato cavalli più veloci o più classici, il tutto grazie ai dati raccolti su una base di corse disputate in 26 paesi nel mondo. Le statistiche hanno il pregio di essere neutrali e spesso, come hai mostrato tu nel caso degli stalloni italiani, rivelano verità nascoste che vanno a ribaltare credenze e idee consolidate”.

La risposta del pubblico a questa proposta?

Ottima, ci eravamo dati un tetto sia per le disponibilità dei locali sia per permettere un alto interscambio di informazioni tra il relatore e i presenti e devo dire che siamo giunti molto velocemente a questo numero. A oggi abbiamo quarantaquattro partecipanti e credo che arriveremo vicini ai cinquanta, che era il numero massimo, quindi una risposta che ci conforta della scelta fatta e soprattutto che ci dice che il settore è ancora vitale e interessato alle novità, forse questa è la risposta più bella che potevamo avere”.

La giornata però non si chiude con il workshop, giusto? 

“No, per chi vuole rimanere abbiamo aggiunto, dopo il rinfresco, un clinic nel pomeriggio che terrò io e che è rivolto agli allevatori che hanno magari più fattrici in allevamento oppure alle scuderie dove vi è una concentrazione di cavalli, ed è legato agli aspetti della biosicurezza, alle principali malattie infettive che si possono presentare, al corretto uso dei disinfettanti, il tutto con un approccio molto pratico perché può succederecentro equino arcadia di usare determinate materie senza conoscerne a fondo le modalità di somministrazione”.

Una giornata intera dedicata al mondo dei cavalli, una vera fortuna della quale ti ringraziamo. Prima di lasciarti al tuo lavoro ti chiedo se vuoi intervenire anche tu, visto che sei parte in causa, nella discussione sulle Aste Yearlings Italiane?

“Credo che l’aspetto più bello e da rimarcare della discussione sia proprio la discussione stessa. Le tante risposte e interventi dimostrano che le Aste sono un bene che sta a cuore agli addetti e dunque si cerca, ognuno con le proprie idee, di dare un contributo per renderle sempre migliori. Già lo scorso anno avevo espresso una serie di concetti, proposte che tutto sommato ricalcavano quanto detto anche qui su DerbyWinner, cioè spostamento della location e della data. Sono convinta che le nostre aste avrebbero maggior risonanza se spostate in prossimità di un nostro gran premio, programmato a Milano ovviamente. Questo per sfruttare l’effetto aggregante che la corsa porterebbe con sè. Lo stesso per la location, più è di alto livello e più è facile che abbia un effetto trascinante anche sui prezzi dell’asta stessa, quante volte abbiamo visto acquirenti che si sono fatti conquistare dal contesto e hanno alzato la mano anche se non era venuti lì per quello. Ripeto però che concordo con quanto detto dal Presidente Bezzera, cioè che le aste sono un patrimonio di tutti gli ippici e dunque vanno aiutate da tutti per vivere e prosperare. Ogni mio intervento deve essere letto in questo senso”.  

Siamo d’accordo con la tua chiusura. Un grande grazie a Giovanna Romano per la disponibilità e appuntamento all’Arcadia presso la Cascina Bruciacuore dalle ore 10.00 di sabato 19 marzo per il workshop Pedigree e Genetica.

“Grazie a te e un saluto a tutti i lettori di DerbyWinner”.  


Antonio Viani@DerbyWWinnerblog  

Un pensiero riguardo “Giovanna Romano, dal workshop sui pedigree a Frozen Power!

    Le aste SGA cambiano location (evviva!) « DerbyWinner ha detto:
    26 giugno 2017 alle 21:35

    […] blog, abbiamo auspicato (assieme ad altre) con forza da oltre un anno (vedi le interviste QUI, QUI e QUI). Permettetemi di aggiungere anche che DerbyWinner è stato l’unico mezzo di informazione a […]

    Mi piace

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