Un calendario imbarazzante! Che abbiamo fatto per meritarci tutto questo?

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inferno danteLunedì senza corse italiane, mercoledì senza campi di galoppo nostrani, il sabato con tre campi di galoppo “secondari” e la domenica invece con l’apertura stagionale di Milano in piena concomitanza con Roma e Pisa, cioè i tre migliori palcoscenici del nostro turf assieme.
A questo bollettino settimanale delle disgrazie aggiungeteci Milano che ha in programma dal 20 al 28 prossimi 4 convegni, uno ogni due giorni e, per non farci mancare nulla, che il Premio Pisa in luogo di essere programmato nel periodo Pasquale, magari lunedì 28, così da sfruttare il volano di questa festa, è invece posizionato domenica prossima, il 20, quando avrà la concorrenza “tradizionale” di Milano e Roma…

Questo sono solo alcune storture – le più eclatanti – presenti nel calendario del galoppo nazionale. Errori talmente marchiani che non si capisce come possano essere stati fatti e soprattutto reiterati nel tempo.
La programmazione senza alcun senso logico è davvero l’ultima delle nefandezze perpetrate ai danni della nostra povera ippica.
Quali enormi colpe abbiamo mai compiuto in passato per essere finiti in questo girone infernale?
Sinceramente non ne ricordiamo di così tremende, ma deve essere stato per forza un delitto dei più gravi per sopportare questo contrappasso.
Neppure si cerca di porvi rimedio ma anzi si peggiora sempre con scelte sbagliate che si sommano ad altre scelte sbagliate, in un rincorrersi a chi trova la mossa peggiore per l’ippica.

Ma davvero è così difficile prendere in mano un foglio di carta bianco, una matita e stilare un programma decoroso in base al numero di cavalli in attività (e a quelli che presumibilmente debutteranno quest’anno) e alle esigenze di proprietari, professionisti e ippodromi?

Non possiamo credere che al Ministero non siano capaci di chiamare tutte le parti in causa – due o tre mesi primaCalendar della fine dell’anno – per decidere, non chiediamo troppo, almeno i primi sei mesi dell’anno successivo.
Capiamo che le esigenze di molti attori sono differenti, gli ippodromi vorrebbero correre sempre (e guarda caso ci riescono…) e soprattutto nei festivi (anche qui pare ci riescano, sempre un caso…), mentre gli altri hanno l’esigenza di gestire il materiale equino e dunque preferirebbero correre di meno o diversamente scaglionati nel tempo, però non pensiamo sia un’opera titanica contemperare le varie richieste e redigere un programma dotato di senso che renda le nostre corse più avvincenti e di conseguenza più giocabili e remunerative per il settore. Sì perché la tragedia di questa situazione è che questo andazzo da terzo mondo nuoce in primis al settore ma subito dopo alle casse dell’erario che vedono i gettiti derivanti dalle scommesse ippiche sempre in coda.
Visto che al Ministero pare non ne siano capaci che lo dicano e le categorie ippiche saranno pronte a fornire questo servizio al loro posto.
L’unica cosa certa è che così non si può andare avanti e sarebbe il caso che non solo noi ma che le categorie tutte si mobilitassero per dire basta!
Vero è che all’inferno non ci si annoia e la compagnia è sicuramente più interessante, però non ci dispiacerebbe dopo tanti anni di supplizi sperimentare finalmente un periodo di calma e beatitudine non diciamo in paradiso, ma almeno in purgatorio…

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

4 pensieri riguardo “Un calendario imbarazzante! Che abbiamo fatto per meritarci tutto questo?

    Benedetto Di Giulio ha detto:
    17 marzo 2016 alle 10:02

    Benedetto Di Giulio Ben.digiulio@tiscali.it

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    Benedetto Di Giulio ha detto:
    17 marzo 2016 alle 10:12

    Non riesco ancora a ben capire qual’è il meccanismo che paralizza la protesta delle categorie professionali. intendo in particolare i piccoli allenatori-proprietari. Essendo questa la categoria più penalizzata, con meno poteri decisionali, quella che riesce ad anticipare soldi al sistema per tempi lunghissimi, quella che ci mette i propri soldi ed il proprio lavoro, non mi riesce di capire dicevo, perchè non si scuotono e non protestano visto che avrebbero il potere contrattuale per ottenere , nella situazione data, ciò che vogliono. Chiedo lumi a tutti quanti ritengano di poter formulare una ipotesi, anche se solo parziale.

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      Antonio Viani ha risposto:
      17 marzo 2016 alle 10:17

      Scusami, stavo rispondendoti mentre scrivevi. Purtroppo penso che in molti prevalga un misto di scoramento e paura. Dovrebbero essere le associazioni di categoria a farsi carico di raccogliere le lamentele e protestare. Noi di DerbyWinner più che fare articoli che evidenziano il problema e proporre soluzioni non possiamo fare.

      Mi piace

    Antonio Viani ha risposto:
    17 marzo 2016 alle 10:14

    Benedetto grazie della mail. Sul programma che dici?

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