Tatts Book1: la qualità, arma contro la crisi

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Tattersalls_UKAlla fine della tre giorni di vendite del Book1 delle October Yearling Sale di Tattersalls gli operatori (organizzatori e venditori principalmente) possono tirare un sospiro di sollievo e dirsi molto contenti.
Si temeva un forte crollo come avvenuto alle precedenti Orby Sale e invece l’asta ha tutto sommato tenuto, gli indicatori pur presentando un calo rispetto allo scorso anno sono comunque molto soddisfacenti e soprattutto ancora una volta è stato confermato l’assioma che in tempi di crisi (che sia da Covid o meno) la qualità è la migliore arma da opporre.

Iniziamo, come sempre, facendo parlare i numeri. I lotti presenti erano 466, in leggero calo dai 483 del 2019, mentre i venduti sono stati 369, per una percentuale del 79%, in calo del 3% sulla scorsa edizione. Il fatturato si è attestato a quota 82,385,000 ghinee (moneta di valore pressoché identico alla sterlina) con una contrazione del 20% sul 2019. Il prezzo medio parla di 223,266, meno 13%, medesima contrazione del prezzo mediano che si è fermato a quota 130,000.
Visti i numeri possiamo confermare che il segmento top del mercato è ancora brillante, pur in un periodo dove gli acquirenti sono per forza di cose più guardinghi. Se da un lato questo ci dà fiducia, dall’altro non possiamo non rimarcare che il livello medio e medio-basso è quello che sta subendo in pieno tutto il peso della crisi. I fondamentali sono sani, ma bisogna sperare che questa situazione sia passeggera perché ogni piramide non può reggersi solo sulla cima.

Interessante notare il ritorno di alcuni buyer storici come Godolphin cheShastye-Galileo nelle precedenti aste europee erano stati, diciamo, molto timidi. Pur avendo licitato 6 dei primi 10 acquisti per valore ed essendo in testa alla classifica dei compratori con oltre 16 milioni spesi, non è però il colosso dello Sceicco ad aver fatto segnare il top price.
I primi due acquisti hanno la firma di MV Magnier, il patron Coolmore, che in partnership con un altro pezzo da novanta come Georg Von Opel (sì, l’erede della casa automobilistica) del Westerberg ha, prima, acquistato per 2,8 milioni una puledra da Galileo e Prize Exhibit (Showcasing), quest’ultima sorella piena dello stallone Moohather, e dopo alcune decine di lotti ha replicato facendo segnare il top price a quota 3,4 milioni per un’altra femmina (in foto), sempre da Galileo e come mamma la fantascientifica Shastye. Questa puledra presentata dal Newsells Park Stud è sorella piena di un quartetto formato da Japan, Secret Gesture, Mogul e Sir Isaac Newton, tradotto nasce alla grandissima.

Per concludere, diamo una scorsa agli acquisti italiani e vi segnaliamo due prese per Federico Barberini, con il top price personale a 185mila per un maschio da Almanzor e Holberg Suite (Almanzor) e una da 80.000 per Franca Vittadini, una femmina da Caravaggio e Rio Festival (First Defence).
Prossimo appuntamento dal 12 ottobre per il Book 2 e qui sarà molto interessante osservare come evolverà il mercato. Stay with us!

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

Photo©Tattersalls.com

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