Goffs February, edizione a due facce!

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goffs logoLe February di Goffs Ireland si sono appena concluse e sebbene le dichiarazioni finali dei responsabili della casa d’aste siano state improntate a un certo ottimismo dobbiamo rilevare che il cielo non è così sereno e che in verità abbiamo assistito a una sorta di asta a due facce.

La prima giornata, che riguardava i neo yearling (nati 2019), si è conclusa con risultati, tutto considerato, positivi: una mediana in salita da 7 a 8.000 euro con un +14% che bilanciava un valore aggregato negativo seppur in presenza di una offerta più ampia e una media anch’essa con il segno meno, per 15 punti percentuali, indicativa di una giornata con pochi picchi e valori più uniformi. La percentuale dei venduti cresceva al 65% dal 63 del 2018.
Il secondo giorno, incentrato sui neo 2 anni (nati 2018) e sul materiale da allevamento, pur facendo segnare i top price ha ribaltato gli indicatori con una mediana che crollava del 44%, da 9.000 del 2018 a 5.000, la media perdeva solo un punto percentuale e il valore aggregato invece saliva dell’8% (oltre 40 lotti in più in offerta). Anche la percentuale dei venduti cambiava segno passando dal 75% della edizione scorsa al 66% di quest’anno.

Se analizziamo le February di Goffs in maniera complessiva, possiamo notare che l’allargamento dell’offerta, da 386 a 450, non ha pagato e se il valore aggregato ha superato quello della edizione 2018 sfondando quota 4 milioni, la media vede un arretramento (complessivo) dell’8% e una mediana  a -19%, da 8.000 a 6.500 euro.
Questi risultati in apparenza contraddittori ci dimostrano che la quantità oggi non paga. La fascia bassa trova a fatica un compratore e comunque a prezzi che ben difficilmente possono remunerare l’allevatore e che faticano anche solo a fargli recuperare le spese vive.
Idem possiamo dire delle fattrici o delle out of training che riescono a spuntare ottimi prezzi solo se provviste di una carta molto solida o di una monta che venga apprezzata dal mercato, altrimenti i prezzi sono da saldo spinto.
Per gli allevatori diventa impellente cercare di alzare il livello qualitativo del proprio parco fattrici ovviamente a scapito del numero.
Ovvio che questo discorso sia rivolto principalmente ai breeder irlandesi, perché qui da noi il problema è differente e peggiore, cioè non abbiamo fattrici e non parlo della mancanza di fattrici qualitative, ma proprio della mancanza di un numero minimo di fattrici per alimentare il sistema.

La presenza di alcuni lotti molto interessanti provenienti dalle scuderie Aga Khan (6 lotti venduti per un totale di quasi 400mila euro pongono il team al vertice tra i consignor) hanno calamitato l’attenzione e tra questi rinveniamo Sheranda la top price a quota 220.000 euro.
Figlia di uno stallone sulla breccia come Siyouni e con linea femminile importante, la mamma è Shareen, da cui le vincitrici di Gruppo Shamreen e Shahroze, è stata acquistata da Eamonn Reilly del BBA Ireland (principali acquirenti con 7 lotti e 675.500 euro spesi), che per un medesimo allevatore irlandese ha comprato anche Hazakiyra (da Camelot e Hazarafa), terzo prezzo a 150.
Entrambe sono state prese per essere mandate in razza e venderne successivamente i prodotti.

scudo3Italiani sempre presenti sia in fase di vendita sia in fase di acquisto.
Tra i primi vi segnaliamo le vendite per 30.000 euro sia di Lady Ramon, da Ramonti, la vincitrice 100%ITY del Nogara (Lr) e piazzata di Regina Elena (G3) al Blue Diamond Stud, sia di Crisaff’s Queen, da Zoffany, vincitrice del Perrone e acquistata dal Tinnakill Stud.
Per entrambe il prezzo ottenuto ci pare molto poco remunerativo e forse anche inferiore a quanto si poteva ragionevolmente ottenere vendendole nel Bel Paese, perché dovendo togliere costi di trasporto e presentazione, oltre a provvigioni e iscrizioni, siamo di poco sopra i 20.000 euro netti.
Ovviamente parlare dopo è più facile, ma forse anche l’idea di portare alle aste estere i nostri prodotti non è sempre un plus e non parliamo solo di questa asta.
Altra cessione tricolore è quella della fattrice Spring Eternal che gravida di Belardo ha ottenuto 15mila euro venduta sempre al Blue Diamond Stud.

Tra gli acquisti invece vi annotiamo la Alberto da Giussano con due arrivi yearling, a 8.000 euro uno da Estihdkaar e a 2.000 una femmina da War Command.
Interessante l’arrivo a casa Botti dello yearling fratellastro di Chesnut Honey (No Nay Never) da Holy Roman Emperor per 24mila euro. Stefano Botti invece a 7.000 un 2 anni da Lope De Vega. Pieraccini a 5,5 mila Great Shout. Elio Correnti a 3,5 un neo 2 anni da Coulsty.
Ben 5 lotti per Federico Barberini, vi riportiamo il più costoso, uno yearling da Harzand a 16,5mila euro. La Orlando Furioso a mille una femmina da Slade Power, mentre Ulderico Piergiovanni a 3.500 un colt da Kodi Bear. Giovanni Romeo a 1,5mila Candy Man.
Scatenata la Sant’Uberto con 10 arrivi, da 21.000 la femmina da Dandy Man.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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