December Foal: grandi numeri in un sistema da rivedere!

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Tattersalls_UKUn’asta che fa registrare record sia nel valore aggregato sia nella media, può anche essere fonte di preoccupazione? Sì, se vogliamo che il nostro sport abbia un futuro il più ampio e duraturo possibile.

 

Le precedenti aste europee, che vi avevamo raccontato, avevano tutte, chi più manifesto e chi meno, un fondo comune, cioè la polarizzazione del mercato. Anche la December Foal di Tattersalls non sfugge a questo che pare essere sempre di più il leit-motiv dell’ippica dei giorni nostri (parlo ovviamente di ippica europea e non di quella italiana) e che dovrebbe far riflettere attentamente i dirigenti.

Dicevamo delle December Foal di Tattersalls che hanno presentato un aggregato di tutto rispetto, quasi 35 milioni di ghinee, record storico, e una media a 51,250, anche qui record all-time (più 16% sulla edizione scorsa), chiudendo con una mediana a 25,000 ghinee, pari allo scorso anno. Davanti a simili numeri, per di più in mercato che presentava un’offerta simile al 2017, con 969 lotti passati nel ring, si dovrebbe essere solo felici e stappare champagne.
Eppure così non è o almeno per i più attenti non c’è solo da festeggiare. Ebbene sì, l’unico dato in aperta controtendenza (la mediana tutto sommato tiene bene) è la percentuale di venduti che passa dal 78% del 2017 al 70% del 2018, un meno 8% che è speculare alla stragrande maggioranza delle aste viste in questo secondo semestre 2018. Caratterizzato da un mercato che ha registrato punte ragguardevoli e big buyer pronti a sfidarsi a colpi di bid da centinaia di migliaia di euro/ghinee per i pezzi più pregiati in offerta, ma che ha visto dall’altro lato la forte contrazione numerica del famoso ceto medio, la base che sorregge la punta della piramide.
Questa sensazione si è avvertita ancora di più in questa asta foal dove abbiamo assistito al passaggio di tanti puledri per 800 o 1,000 ghinee, con paternità anche da 10,000 ghinee o più. Una manna per chi era presente con volontà di acquisto, per esempio alcuni italiani come Alduino Botti (sempre attento a scovare opportunità) oppure Devis Grilli, che hanno fatto bottino pieno a prezzi davvero da “black friday”.
Se da un lato non possiamo non rallegrarci per i nostri connazionali, di converso non possiamo non rimarcare che un settore non può reggersi a lungo solo grazie ai top buyer, ma piuttosto la sua salute è testimoniata da una larga base che possa assorbire tutta o quasi la produzione allevatoria.
Pensare che basti ridurre la quantità di nati per risolvere il problema è un ragionamento con poco senso logico, sia perché sappiamo bene che i tempi di aggiustamento dell’allevamento agli stimoli del mercato non sono così immediati, sia perché  i puledri non venduti o venduti a mille ghinee sono la conseguenza e non la causa del problema. Per intenderci non erano foal brutti o senza carta, anzi.
Il vero problema è la minor quantità di proprietari, soprattutto di piccoli e medi proprietari, e quindi gli stimoli più che alla contrazione dell’offerta dovrebbero essere indirizzati ad aumentare la domanda, in soldoni aumentare il numero di persone che desiderano essere parte attiva del nostro sport.
Facile? Assolutamente no, e non abbiamo la ricetta pronta, ma siamo convinti chegalileo tatts dec foal18 bisogna avere il coraggio di rifletterci mettendo in discussione anche molte idee radicate e che oggi, forse, non hanno più ragione di essere.
Noi come al solito cerchiamo di porvi e porci le domande giuste, sta poi a tutti noi cercare le risposte.

Per tornare velocemente ai risultati dell’asta vi raccontiamo che il top price, a 1,7 milioni, lo ha fatto segnare una femmina da Galileo (questo per chi ancora pensa che solo i maschietti possano ambire al top price…) con mamma Pearling (Storm Cat) e sorella piena dello stallone Decorated Knight. La mamma a sua volta è sorella piena di Giant’s Causeway, insomma un pedigree davvero regale (QUI). Presentata dal New England Stud è stata acquistata dalla Blu Diamond Star Farm di Imad Al Sagar che ha risolto a suo favore la comproprietà.
Come detto gli italiani sono stati presenti e attenti a non farsi sfuggire le occasioni. Questa è, se vogliamo, una notizia confortante che testimonia come i nostri professionisti credano alla rinascita del settore (forse più di altri attori…) e infatti oltre ai suddetti Botti e Grilli, possiamo evidenziare acquisti dei sempre attivi agenti Barberini e Bozzi, con più foal al loro attivo, così come la Scuderia dell’Avvocato oppure di Valfredo Valiani, entrambi con un acquisto. Purtroppo a fronte di questi arrivi dobbiamo segnalare che gli italiani sono stati presenti anche in uscita, cioè con foal presentati sul mercato estero. Sappiamo bene che la crisi è dura, ma questo depauperamento del nostro patrimonio ippico, che va avanti da decenni, non aiuta la risalita.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

Photo lot 1010 © www.tattersalls.com 

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