Horse addicted #6 – Jessica Marcialis

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jessica marcialisSiamo giunti alla sesta puntata di Horse Addicted, la rubrica di DerbyWinner che vi racconta i personaggi del nostro sport, le loro storie, passioni e sogni. Stavolta abbiamo preso un aereo virtuale e siamo atterrati in Francia per incontrare la campionessa del mondo del circuito Fegentri Jessica Marcialis, la giovane milanese che lo scorso anno ha coronato il suo grande sogno conquistando l’ultima tappa alle Mauritius in sella a Keep Walking.
La 24enne Jessica, dopo undici anni di equitazione ed una gioventù passata in mezzo ai cavalli a braccetto con papà Antonio, mamma Giuliana, lo zio Mario, i fratelli Andrea ed Elisabetta, ha conseguito la patente per montare in corsa nel 2008 ed ha esordito ufficialmente l’8 giugno dello stesso anno in sella a Fiorin Fiorello a Merano. Dalla prima vittoria, datata 19 aprile 2009, in sella a Tuxedomoon a Treviso, al titolo di campionessa italiana nel 2011, a quello di campionessa mondiale del 2013 e adesso, da circa un anno, il trasferimento definitivo in Francia a Chantilly dove da pochi mesi ha convertito la patente da amazzone con quella di jockette. L’abbiamo contatta ieri pomeriggio, dopo l’ottimo terzo posto ottenuto a Chantilly in sella a Zashka, a poche ore dal big event parigino dell’Arc de Triomphe. Andiamo a conoscerla meglio.

Buonasera mademoiselle Jessica, in Italia ti conoscono tutti, sei la campionessa del mondo Fegentri e hai vinto un titolo italiano, raccontaci perché hai scelto di emigrare in Francia, come ti trovi, da chi lavori e quanto ti manca l’Italia.
Inizialmente avevo in mente di fare un’esperienza all’estero per poter ampliare le mie conoscenze così dopo un mese e mezzo di meeting estivo a Deauville mi sono trasferita a Chantilly sempre con l’idea dell’esperienza professionale. Ma quella che era nata come semplice avventura prosegue da più di un anno quindi mi considero definitivamente trasferita in terra francese. Inutile dire che professionalmente mi trovo alla grande, dopo un periodo da Alessandro Botti da circa cinque mesi lavoro per Francis-Henri Graffard, un allenatore giovane che mi ha dato la possibilità di cambiare la patente da amazzone a fantina. Mi trovo molto bene con lui, ha più di 80 cavalli e di conseguenzajessica marcialis2 riesco a montare tutti i lavori sull’erba, uno spettacolo! Detto questo è inutile dire quanto mi manca l’Italia, ma appena posso salto su un aereo e torno a Milano.

Dopo aver coronato il sogno di diventare campionessa Fegentri hai cambiato, come ci hai detto, la patente e sei diventata jockette. Quante vittorie hai al momento e quale sarà il tuo ulteriore passo?
Attualmente sono a tre vittorie e sette piazzamenti sulle sedici corse disputate, sono già soddisfatta anche se in verità non lo sono mai. Spero di arrivare a sei vittorie entro la fine dell’anno, purtroppo ho vinto più di 70 corse (in Francia è il numero massimo per essere apprendisti) quindi non sono in possesso di discarico e questo mi penalizza molto. In effetti questo cambio di patente è stata una cosa inaspettata perché la vera motivazione è quella di aprire scuderia qui, adesso che parlo anche la lingua stiamo lavorando seriamente sulla cosa, in maniera tale da poter progettare qualcosa già dal prossimo anno!

Quali sono le differenze più grandi tra l’ippica francese, ai nostri occhi funzionante in tutto, e quella italiana? Hai delle soluzione per risolvere i nostri problemi?
Come dico sempre a chiunque mi faccia questa domanda qui in Francia esistono delle regole che vengono rispettate da tutti e ci sono persone che lavorano per questo. Sembra banale ma è un punto fondamentale per garantire chiarezza, pulizia e trasparenza, un punto che purtroppo da noi non esiste! Tralasciando tutti gli altri problemi la prima regola da inserire nel sistema ippico italiano è proprio quella di buttar giù delle regole e costruire un team capace di farle rispettare.

jessica marcialis3Il tuo cavallo del cuore, lo sappiamo già che ci dirai Morrocoy! Raccontaci in breve la sua storia.
(Grande risata) Si ovvio che sia lui, proprio Morrocoy! Che cavallo, ogni volta che torno a casa me lo vado a coccolare, lui sì che ha una vera storia da raccontare. Mio papà appena mi trasferii in Francia lo mandò qui a Chantilly per darmi una motivazione e anche per prova, così per valutare meglio le categorie dei nostri cavalli. Spesso nei momenti più difficili ho pensato di tornare in Italia a vivere ma lui mi ha sempre spronata a resistere, a tener duro e a rimanere in Francia perché non potevo tornare a casa e lasciare lui qui, era una mia grande responsabilità, in un certo senso mi ha aiutata a crescere. Dal momento che ha iniziato a correre abbiamo cominciato un vero e proprio percorso insieme: mi sono divertita moltissimo e mi ha regalato immense soddisfazioni, oltre a dei piazzamenti, anche due vittorie, a Deauville e Cagnes Sur Mer. Grazie a lui ho anche conosciuto il mio fidanzato, il jockey francese David Breux, e dunque anche per questo devo ringraziarlo. Purtroppo intorno a marzo è stato reclamato e per un mese ho pianto ogni giorno, soprattutto quando lo vedevo correre. Ma fortunatamente il suo allevatore Parri l’ha ricomperato e Morrocoy è tornato a casa, che emozione vederlo rivincere a San Siro la scorsa settimana, come avete potuto capire lui è stato fondamentale nella mia esperienza francese.

Domenica ci sarà l’Arc de Triomphe, quanti ne hai visti dal vivo? Dacci due validi motivi per non perdere l’evento live e raccontaci l’atmosfera.
L’Arc è qualcosa di special e già te ne rendi conto quando ci vieni occasionalmente, se lavori in Francia percepisci tutto il lavoro che sta dietro all’organizzazione di un evento simile. Questo sarà il quarto che avrò la fortuna di vivere, lo scorso anno è stato emozionante l’allungo di Treve, ma ogni volta l’emozione si ripete, spesso ancor più grande dell’anno precedente. È questa la magia dell’Arc, a Longchamp l’atmosfera è unica, almeno una volta nella vita bisogno provarla.

Il tuo pronostico per l’Arc de Triomphe 2014 e se hai avuto modo d’incontrare in lavoro il terzetto giapponese.
Purtroppo non ho mai visto lavorare i cavalli del Sol Levante ma li ho incontrati in questi giorni in pista mentre facevano il canter, fanno paura, sono macchine da guerra! Il cavallo che preferisco più di tutti resta però Ectot, è stupendo e ha una condizione invidiabile, nel Niel è rientrato alla grande e sarà certamente uno dei protagonista ma è un’edizione molto aperta, farò il tifo ovviamente per Frankie e Atzeni.

Grazie Jessica da parte di tutti i lettori e gli appassionati, siamo giunti al traguardo, per concludere qualche ringraziamento e il nostro tormentone, conia una frase per l’ippica attraversa uno slogan.
Ci tengo molto a ringraziare la mia famiglia che ha sempre creduto in me standomi vicina in ogni momento. Come slogan, non saprei, sono dell’idea che il nostro mondo sia spettacolare di per sè, non ha bisogno di slogan, il cavallo è l’animale più bello in assoluto e basta avvicinarsi o venire all’ippodromo per innamorarsi dell’ippica. Saluti dalla Francia a tutti i lettori di DerbyWinner e buon Arc!”.

Merci Madamoiselle Jessica, bonne chance et à bientot!

Edoardo Borsacchi@Edobor88Edoardo

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