Horse Addicted #3

Postato il Aggiornato il

alessia3Per la terza puntata di Horse Addicted, dopo fantini e allenatori abbiamo deciso di approfondire la realtà di chi è impegnato nel nostro settore per amore dello sport, il proprietario.
Abbiamo quindi raggiunto Alessia Franchini. La conoscerete senz’altro, essendo una delle voci di Radio Snai e Unire Tv che ci tengono compagnia nei pomeriggi ippici presentandoci le corse con competenza e soprattutto passione, che traspare dal suo dolce timbro vocale.
Oggi, però, la incontriamo, in una veste differente, quella di proprietaria di cavalli, una di quei “piccoli” proprietari appassionati che costituiscono l’ossatura del nostro movimento e senza i quali il nostro sport non avrebbe il fascino che ancora oggi ha, ma non perdiamo tempo e lasciamo la parola a lei.

Ciao Alessia, ci puoi raccontare da dove nasce il tuo amore per i cavalli e per i trottatori in particolare?
Ciao a tutti! La passione nasce da piccolina quando mio padre si avvicinò all’ippica come proprietario e di conseguenza io all’età di 3 anni scoprii il cavallo. Inoltre prima di diventare voce Snai ho affrontato l’esperienza da proprietaria sia al trotto sia al galoppo e devo dire che non ho una preferenza per una disciplina in particolare: la verità è che sono innamorata dei cavalli. Averli significa per me viverli in prima persona, discuterne la programmazione, evitare loro lavori ravvicinati o corse inutili, controllarli sempre, rispettare la loro forma e umore e soprattutto averne cura nella loro vita post corse, in spazi adeguati dove possano godere la meritata pensione. Grazie a loro sono migliorata, ho sviluppato di più la pazienza e il senso di gratitudine. Il cavallo ha fatto la storia dell’umanità ed è l’unica creatura capace di riconoscerci carnivori ed esserci comunque amico: sarò sempre in debito con tutti loro per questo. Auguro a chiunque di provare l’emozione di un proprio cavallo in corsa: la trepidazione di quei minuti che durano un eternità e alterano voce, cuore e respiro. L’ippica vitalizza la vita.
A questo punto devi dirci il nome del tuo cavallo, dove lo tieni e chi se ne occupa. Facciamo un po’ di fans club.
Ve lo dico solo a condizione che non si faccia alcun Fans Club! Ho partecipato alla multiproprietà di Gengis Gat (a inizio carriera) e Noraglia per il galoppo, Guayana Bd e adesso Pasqualina Disa al trotto: sia Noraglia che Guayana hanno terminato l’attivita’ agonistica all’eta’ di 5 anni, mi sono adeguata alla condizione del cavallo affidandomi a Jacqueline Freda per il loro recupero, con la galoppatrice adatta a grandi e bambini per il suo carattere docile e Guayana a prato, con 2 figli di Varenne presso una famiglia di Roma. Invece l’ultima, la mia Pasqualina è stata una scommessa con Tutino, comproprietario ed allenatore, l’abbiamo presa da Napoli e scoperta in gamba, allegra nel centro di allenamento e regolarissima e se Dio vorrà sarà mamma oppure vivrà libera tra i cavalli quando non avrà più voglia di correre.
Ok niente fans club promesso, ma d’ora in poi tiferemo per la tua pupilla. Passiamo ad argomenti meno allegri: il momento non è certo sereno per il nostro sport, tu come lo vivi, visto che hai unito passione e lavoro?
Lo vivo con gran preoccupazione e con il dispiacere di vedere un’ippica decisa da una politica protagonista e “ignorante” del settore. Sia chiaro che non giustifico gli errori fatti dall’esterno né quelli dall’interno. Credo che il nostro sport debba essere gestito, programmato e deciso da chi vive l’Ippica e la ama e che si debba intervenire in vari settori: a partire dalla condizione delle piste, dal rispetto delle regole e dalla riforma delle scommesse. La comunicazione dello sport è fondamentale, il rispetto è conseguenza della conoscenza, dovremmo investire in questo sport, sfruttare gli ippodromi con giornate e in stagioni adatte e soprattutto rivolgere attenzione al bene dello sport (cavalli e addetti) e non al potere dei singoli individui. Inoltre fammi aggiungere che alessia2ciò che spetta di diritto deve essere riconosciuto alle migliaia di famiglie che lavorano nel comparto. Si deve prendere coscienza del cavallo da corsa e degli uomini che gli ruotano attorno. Decine di migliaia.
Condividiamo al cento per cento, quindi secondo il tuo parere, quali sono i problemi più gravi da affrontare subito? E con quali rimedi?
L’Ippica non e’ in cima alla scala priorità dello Stato, ma lo è per noi. Ci sono soldi fermi da tempo, scuderie che hanno dovuto chiudere, disperazione tra uomini e il 50 per cento dei cavalli sono stati “persi”. Serve l’unione delle categorie, la privatizzazione degli ippodromi, la collaborazione tra Stato e Ippica, rappresentanti ippici adatti alla verifica e al controllo del settore, regole rispettate, informazione su più canali, rispetto dei ruoli e riforma scommesse, serve tutto. Soprattutto serve il buonsenso di trattare il cavallo come un tesoro e non un gratta e vinci, creare spettacoli degni di questo nome con al centro il nostro amato compagno di avventura. Insomma serve rispetto, ma dobbiamo essere noi i primi a dimostrarlo. Un esempio che mi sta molto a cuore: finché morirà un cavallo in corsa e non tratteremo quella corsa diversamente dalle altre meritiamo ciò che stiamo subendo. So benissimo i costi di un cavallo in corsa, non mi aspetto l’annullamento di quella corsa, ma almeno la posticipazione è il minimo, è una forma di rispetto.
Molti professionisti e anche appassionati proprietari si sono spostati all’estero, Francia in particolare. Cosa ne pensi e magari ti ci vedi anche tu un giorno?
La Francia è la mia seconda casa e in un certo senso lo è anche per la nostra ippica. Da qua è ovvio che sembri un mondo fantastico, un vero paradiso, però la mia scelta è lottare per cercare di contagiare di passione gli italiani e sognare bar, agenzie e Ippodromi dove pubblico grande e piccolo possa sedersi, gioire e partecipare: salvare un cavallo e recuperare un appassionato è la vera vittoria di chi ama questo sport.
Finiamo con la nostra domanda tormentone: inventa uno slogan per l’ippica…
Tocca un cavallo e vinci nel benessere, possiedilo e sarai re, giocalo e imparerai ad essere sportivo.
Grazie Alessia, questo slogan è davvero bello e riassume perfettamente il nostro mondo, a presto.
A voi e un abbraccio ai tanti appassionati ippici.

Antonio Viani@AntonioViani75

 

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