So many congratulations

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IMG_2455La domenica di San Siro proponeva un convegno imperniato sulle rivincite delle nostre classiche, un appuntamento da veri appassionati. Purtroppo la folle programmazione italiana (non sarebbe ora di tornare agli enti tecnici?) rende giornate di questo tipo quasi delle fastidiose interruzioni tra convegni di minima. Non è però il momento per approfondire il tema della magagne tecniche italiane, ne parleremo più avanti, non temete.
La prima Listed della giornata era l’Italia sui 2400 metri in pista grande, con cinque contendenti, corsa che rappresenterebbe la rivincita del Derby e oggi dovrebbe avere la funzione di Prix de Paris nostrano. Abbiamo assistito a un’edizione incentrata sugli allievi dei Botti, con Cospirator che, fin Leggi il seguito di questo post »

Royal emotion

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Royal_Ascot_Chauffeur-ServiceAnche l’edizione 2014 del meeting di Royal Ascot è andata in archivio. Un’edizione che ha visto l’ennesima conferma del successo del sistema ippico britannico. Una realtà capace di condensare il meglio dell’ippica internazionale, anzi meglio dire globale vista la presenza di rappresentanti di ogni continente, in cinque giorni. Se un allenatore a stelle e strisce come Ward, sostiene che il Royal Ascot è meglio delle Breeders’ vuol dire che davvero ad Ascot hanno sviluppato la ricetta perfetta. Difficile scegliere la giornata migliore perché ogni convegno ha avuto uno o più vertici e i temi da trattare sono tanti, ne scelgo solo cinque, come il numero delle giornate del Royal Ascot e utilizzerò il fil rouge delle foto per presentarveli, scusandomi in anticipo per le omissioni e anzi vi invito fin da ora a scriverci quali secondo voi siano state le istantanee più belle e le storie più interessanti, così da creare un album completo ed eterogeneo.
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Royal Ascot – Day five.

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Royal-Ascot-Corporate-Hospitality-Ladies-Day-SandringhamQuando si arriva all’ultimo giorno del Royal Ascot ogni volta si prova la stessa sensazione di quando stai per fare le valigie perché devi tornare via da una vacanza indimenticabile. Un velo di tristezza invade il vero ippico perché sa che finirà uno spettacolo unico e che dovrà aspettare 365 giorni per rivivere le stesse emozioni. Un meeting speciale come quello di quest’anno ancora di più, con tanti campioni in copertina e un dominatore tra gli allenatori, quel John Gosden che ha raccolto ben quattro successi in settimana, due dei quali in Gruppo I, le St James’s di Kingman e le Prince of Wales di The Fugue. Leggi il seguito di questo post »

Royal Ascot – Day four.

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day4.1Dopo la buona prova di Final Score ci aspettavamo un’altra prestazione notevole da parte del compagno di colori e training Dylan Mouth, laureato del Derby Italiano, arrivato anch’esso da imbattuto al difficile test delle King Edward VII sul miglio e mezzo in programma nel day four.
Dopo il ritiro in mattinata del Gosden Western Hymn, sesto nel Derby di Epsom di Australia, l’attesa è cresciuta ancora di più ma in pista, purtroppo, l’erede di Dylan Thomas non ha saputo figurare se non fino all’ingresso in retta, dopo una prima parte del percorso passata piuttosto insofferente e in “gas” ai fianchi del leader Odeon. Già poco prima della curva conclusiva Fabio Branca ha dovuto richiedere a fondo Dylan Mouth, svuotato prematuramente di energie e senza voglia di rispondere alle sollecitazioni in retta d’arrivo, lontano dalla bagarre ai 400 finali. Una prestazione incolore che pone ulteriori dubbi sulla latitante forma del Derby romano 2014, dopo l’opaco tentativo del tedesco Oil of England a Monaco, la prova discreta e poco più di Steaming Kitten in un Milano tutt’altro che mostruoso e il terzo posto di Dark Sea in una condizionata a Longchamp.
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Royal Ascot – Day three.

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gold cupIl terzo giorno del Royal meeting, il tradizionale Ladies Day, era importante per noi italiani vista la presenza dell’imbattuta signorina Final Score, portacolori Effevi laureata delle Oaks di San Siro, attesa all’esame di maturità nelle Ribblesdale, gruppo 2 sul miglio e mezzo nel quale era costretta a regalare un chilo alle coetanee, capeggiate dall’Aga Khan Vazira, una Sea The Stars di Duprè reduce dal posto d’onore nel Saint Alary di Longchamp.
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Royal Ascot – Day two.

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fuguetestataLa grande attesa di tutto il meeting del Royal Ascot era la campionessa Treve, la dominatrice dell’Arc de Triomphe, la quattro anni di Sheikh Joaan che doveva rimettersi in marcia nelle Prince of Wales’s dopo l’inattesa sconfitta al rientro nel Ganay patita dall’incredibile Cirrus des Aigles. E invece alla resa dei conti è arrivata una cocente delusione, con la baia da Motivator già poco pulita d’azione nel canter di avvicinamento alle gabbie ed ancora più spenta in corsa, una copia sbiadita della Treve ammirata lo scorso anno quando fu capace d’infilare il trittico Diane-Vermeille-Arc in stile zarkaviano.
Al contrario della campionessa Aga Khan, che andò in razza da imbattuta a tre anni, Treve, vittoria fugueper volere di Criquette Head e del suo proprietario, ha continuato la carriera, con la convinzione che potesse ulteriormente maturare. Con le femmine però è sempre rischioso, alcune vengono avanti con il passaggio d’età altre invece subiscono un’involuzione, proprio quello che è successo a Treve, vittima probabilmente anche di un problema fisico tutto da capire come ha riferito nel dopocorsa la sua allenatrice.
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Royal Ascot – Day one.

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ascot cavalli e tribunaAnd they’re off! Dopo l’affascinante Royal Procession con l’arrivo della Regina in carrozza ha finalmente preso il via, martedì pomeriggio, il meeting di Royal Ascot, la cinque giorni imperdibile per qualsiasi appassionato di galoppo universale.
Il day one ha confermato la strepitosa crescita del Qatar a livello mondiale, con un uno-due micidiale piazzato da Sheikh Joaan Al Thani, il giovane proprietario che ha inaugurato i suoi colori soltanto nell’ottobre 2012, bagnando l’esordio con il sigillo nel Lagardere del suo Olympic Glory. Dopo aver colto subito vari successi in gruppo 1 Joaan ha realizzato il sogno di vincere l’Arc de Triomphe, dominato lo scorso ottobre con la campionessa Treve e adesso si ritrova proiettato nel Royal winner circle per ben due volte nel giro di mezz’ora. Ha aperto le danze il quattro anni Toronado, toronadol’imponente baio da High Chaparral che Richard Hannon Jr, anche lui al primo sigillo da allenatore ufficiale al Royal Ascot, ha portato al top nelle Queen Anne sul miglio in pista dritta dopo un’assenza agonistica che durava dall’agosto del 2013, quando il Toro aveva fallito nelle Juddmonte International di York dopo aver siglato le Sussex a Goodwood. Dopo i centri del padre, con Paco Boy e Canford Cliffs, ecco Toronado, interpretato con una confidenza rara da Richard Huges, freddo e immobile fino ai 400 finali in sella al pupillo di Hannon. Il baio da High Chaparral ha risposto con un allungo secco che gli è valso l’aggancio ai primi già all’ultimo furlong quando ha continuato in piena spinta nei pressi dello stand side. Tenuto a bada con sicurezza il finale di Verrazano, l’americano di O’Brien che dopo il terzo nelle Lockinge si candida ad un ruolo di protagonista nel prosieguo della carriera europea, con Eclipse e Juddmonte International come prossimi possibili obiettivi. Leggi il seguito di questo post »