Gran Premi

Royal Ascot – Day one.

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ascot cavalli e tribunaAnd they’re off! Dopo l’affascinante Royal Procession con l’arrivo della Regina in carrozza ha finalmente preso il via, martedì pomeriggio, il meeting di Royal Ascot, la cinque giorni imperdibile per qualsiasi appassionato di galoppo universale.
Il day one ha confermato la strepitosa crescita del Qatar a livello mondiale, con un uno-due micidiale piazzato da Sheikh Joaan Al Thani, il giovane proprietario che ha inaugurato i suoi colori soltanto nell’ottobre 2012, bagnando l’esordio con il sigillo nel Lagardere del suo Olympic Glory. Dopo aver colto subito vari successi in gruppo 1 Joaan ha realizzato il sogno di vincere l’Arc de Triomphe, dominato lo scorso ottobre con la campionessa Treve e adesso si ritrova proiettato nel Royal winner circle per ben due volte nel giro di mezz’ora. Ha aperto le danze il quattro anni Toronado, toronadol’imponente baio da High Chaparral che Richard Hannon Jr, anche lui al primo sigillo da allenatore ufficiale al Royal Ascot, ha portato al top nelle Queen Anne sul miglio in pista dritta dopo un’assenza agonistica che durava dall’agosto del 2013, quando il Toro aveva fallito nelle Juddmonte International di York dopo aver siglato le Sussex a Goodwood. Dopo i centri del padre, con Paco Boy e Canford Cliffs, ecco Toronado, interpretato con una confidenza rara da Richard Huges, freddo e immobile fino ai 400 finali in sella al pupillo di Hannon. Il baio da High Chaparral ha risposto con un allungo secco che gli è valso l’aggancio ai primi già all’ultimo furlong quando ha continuato in piena spinta nei pressi dello stand side. Tenuto a bada con sicurezza il finale di Verrazano, l’americano di O’Brien che dopo il terzo nelle Lockinge si candida ad un ruolo di protagonista nel prosieguo della carriera europea, con Eclipse e Juddmonte International come prossimi possibili obiettivi. Leggi il seguito di questo post »

Deutsch Star.

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sea_the_moon_mit_andreas_helfenbein_sophie_lafrentz_und_trainer_markus_klug_nach_dem_sieg_im_union-rennen._www.galoppfoto.de_-_sandra_scherning_0Sea the Stars sta vivendo una primavera spumeggiante. Ebbene sì, Devono ammetterlo anche quelli che dopo l’annata dei due anni avevano dei dubbi sulla sua riuscita come stallone, la frase ricorrente per loro era: “con quel book di femmine coperte, sta proprio deludendo”. Non vogliamo fare i saputelli ma forse era bene aspettare almeno l’annata dei primi tre anni per dare un giudizio. Infatti, il campione della famiglia Tsui, dopo aver vinto le Oaks inglesi con la figlia Taghrooda ecco che ci sforna pure un favorito per il Derby, ok non quello inglese, ma quello che si disputa ad Amburgo, corsa non da poco in ogni caso visto che si tratta di un gruppo 1 che ha visto in passato vincere e piazzarsi cavalli che si sono poi dimostrati ottimi nel prosieguo della carriera e anche come stalloni, vedi Novellist, Monsun, Pastorius, Lando e Shirocco tra gli ultimi.
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Royal Ascot è il galoppo.

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grandangolo tribunaRoyal Ascot è il galoppo.
Potremmo finire l’articolo dopo solo cinque parole e saremmo riusciti in maniera perfetta a condensare in così pochi vocaboli l’essenza del nostro sport. Esagerato? No, per niente.
Innanzi tutto a favore del meeting di Ascot, quest’anno in scena dal 17 al 21 giugno, gioca il fatto che si svolge nel paese che ha dato i natali allo sport dei purosangue.
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Il Diane ha un Avenir Certain.

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diane 2014Scusateci, non lo faremo più, ma il gioco di parole era davvero troppo ghiotto per poterlo evitare.
Però fuor di battuta il Diane è davvero una corsa dal roseo futuro, anche in questa edizione si è arrivati a quasi 40mila presenti, pur in una giornata vessata dallo sciopero dei dipendenti delle ferrovie francesi, e bisogna riconoscere che la macchina organizzativa di France Galop raggiunge davvero livelli di eccellenza in queste occasioni riuscendo a creare uno spettacolo all’interno dello spettacolo delle corse.
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La triple crown dei sogni.

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IMG_2346La Triple Crown è una sfida impossibile? Pare proprio di sì, perché anche quest’anno nessun cavallo è riuscito a conquistarla e ne sono passati ormai la bellezza di 36 dall’ultima volta che un soggetto è stato capace di fare l’impresa, Affirmed nel 1978, con Steve Cauthen in sella, insomma un’era ippica fa.
Da allora molti cavalli hanno cercato di raggiungere questo risultato che più passano gli anni e più diviene sinonimo di eccezionalità, ammantandosi di un’aura di leggenda, una sorta di ricerca del Santo Graal ippico.
Quest’anno poi la storia si è presentata in una veste ancora più romantica e struggente. Questa è la storia che vi andiamo a raccontare, con protagonista un cavallo, California Chrome, capace di far sognare un’intera nazione.
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Il contorno del Milano 2014.

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kasperskyDi contorno al Milano 2014 erano inserite due listed, un handicap principale e una bella condizionata per i due anni.
Partiamo dalle prime, nell’Estate, classica listed sul miglio per 3 anni, dove l’allievo e homebred della Nuova Sbarra, Kaspersky, figlio di Footstepsinthesand e della grandissima mamma Croanda (Grand Lodge), è stato condotto in maniera ottima dal nostro Umberto Rispoli, per fortuna ogni tanto torna a trovarci portandoci sempre in regalo qualche pennellata di gran classe in sella, e preparato ottimamente dal duo Endo Botti-Cristiana Brivio, ha potuto piazzare il colpo risolutore uscendo dalla scia di My Little Jeremy e tenendo a bada il sempre ben presentato Mujas, allenato da F. Tuner e connection, della scuderia Shosholoza, che ha ribadito il buon comportamento della listed di Roma il giorno del Derby, dove era arrivato appena dietro in stretta foto a Nayef Dancer, oggi quarto. Terzo un ottimo Pentagono che ha sopravanzato il già citato Nayef Dancer, in lieve calo rispetto alla vittoria romana e che scontava il sovraccarico.
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Benvenue con sorpresa a Milano.

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its-02Il Milano 2014 va in archivio con la sorpresa delle sorprese, l’ultimo cavallo del campo il vero e proprio outsider, Benvenue (addirittura a 100 in lavagna), che non solo sfodera la prestazione migliore della sua carriera ma riesce nell’impresa di battere avversari che sulla carta dovevano essergli nettamente superiori.
Com’è possibile vi domanderete? Vien da rispondere: “Sono le corse, bellezza” (libera citazione da Humphrey Bogart, nello splendido film Deadline – in Italia conosciuto con il nome di “L’ultima minaccia”). A parte le battute, chi sicuramente ci credeva ciecamente era il Team Incolinx e ancora più precisamente il suo allenatore Raffaele Biondi, per il quale il cavallo, figlio di Iffraaj e Guest Harbour (Be My Guest), era ancora un soggetto inespresso nel suo potenziale avendo vinto soltanto in listed, lo Scheibler, a tre anni e non avendo, come conferma Biondi, avuto mai la possibilità di sfruttare un lungo periodo senza acciacchi o cali di forma. Certo, l’iscrizione sia al Milano sia all’Handicap Principale, il Trenno, ci fa credere che anche il team avesse qualche dubbio sulla reale consistenza di Benvenue, o forse, come ha argomentato sempre l’allenatore, è meglio correre a pari peso piuttosto che dare un peso troppo gravoso in un handicap, chissà.
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