Aste Yearling SGA 2022, un’analisi tra novità e conferme

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logo sgaIniziamo con la notizia principale, ovverosia che le prossime aste yearling si terranno il giorno 10 settembre prossimo alla Maura, location che oramai possiamo definire tradizionale.

Il rinnovato impegno a organizzare le aste rappresenta una bella notizia in un quadro generale che rimane sempre molto difficile. Diciamoci la verità, non è cosa scontata organizzare ogni anno un’asta sapendo che i nati su cui poter contare sono un quinto o meno rispetto a Paesi come Irlanda o Inghilterra.
Con un numero di nati che oramai da qualche anno si attesta attorno ai 600, la base da cui partire è davvero ridotta. La conseguenza è abbastanza ovvia, non è possibile lavorare sui grandi numeri e quindi diventa ardua qualsiasi riforma o tentativo di rilancio.
Però, analizzando nello specifico questa edizione troviamo alcune novità e conferme che crediamo sia utile discutere assieme.
Premessa d’obbligo, il vostro autore è parte in causa in questa iniziativa visto che vi partecipa da alcuni anni in veste di venditore. Dunque le valutazioni fatte di seguito nascono da una visione personale maturata sul campo nel corso del tempo. Trovo sia basilare precisarlo, per chiarezza verso chi legge ed evitare possibili fraintendimenti. Chi scrive ha perciò non solo il piacere da appassionato che le Aste in Italia crescano in popolarità e successo, ma ne ha anche un ovvio interesse personale.

Partiamo con la prima scelta che è la conferma della Maura.
Come sapete bene, noi di DerbyWinner da sempre nutriamo sentimenti ambivalenti sulla sede. Sicuramente è comoda per molti operatori che trovano facile arrivare e anche pernottare. D’altro canto la Maura nasce come centro di allenamento e poi ippodromo e quindi non è proprio il meglio che si possamaura-sga17-2 sognare.
Siamo consapevoli che sia difficile trovare soluzioni più adeguate e pure apprezziamo gli sforzi fatti per renderla più gradevole e accogliente, ma per il prossimo anno ci piacerebbe venisse fatto un salto qualitativo. Il ritorno a Settimo? Se ne accenna da anni ma ci sono molti (troppi?) ostacoli burocratici e operativi. Magari una terza opzione, sempre in zona Milano, potrebbe rappresentare la scelta giusta.

Detto delle conferme passiamo alle novità.
In primis la data che viene leggermente anticipata, il 10 settembre, rispetto alla canonica seconda metà di settembre. Scelta dettata, come riporta il comunicato, da una concomitanza con altri eventi in programma all’ippodromo. Questa decisione, seppur forzata, ci vede favorevoli. Arrivare prima di altre aste estere rappresenta sempre un teorico plus in termini di buona riuscita.

Altra novità, la scelta di optare per un format unico e ovviamente un costo di iscrizione identico, invece della divisione tra selezionata e qualificata.
Questa decisione ci trova molto d’accordo e l’avevamo perorata da anni.
In primo luogo perché con i numeri che abbiamo ha davvero poco senso fare distinzioni. Avessimo 200 e passa lotti sarebbe una scelta valutabile, ma quando, se va bene, i puledri presenti superano di poche decine le cento unità (lo scorso anno erano 116 e nel 2020, 129) diventa arduo sostenere la suddivisione.
Inoltre, la selezionata, dal nome stesso, ha un valore se davvero rappresenta una nicchia di qualità, ma negli ultimi anni abbiamo assistito a una selezionata che raccoglieva un quantitativo di yearling ben superiore rispetto alla qualificata – nel 2021 gli iscritti erano 102, contro i 34 della qualificata – un controsenso che finiva soltanto per svalutare i cavalli presentati nella seconda parte senza dare un vantaggio a quelli della selezionata.
Quindi o si fa una seria analisi in fase preventiva e si crea un mini catalogo davvero selezionato, che vista la nostra situazione non può superare i 20/30 puledri, oppure è molto meglio evitare qualsiasi distinzione. Infine, siamo sinceri, la storia recente ci ha confermato che la pretesa marcata differenza di qualità tra le due sessioni non trovava riscontri nella realtà.

Tale scelta, a detta di SGA, ha portato all’abolizione della visita in allevamento della Commissione. Ecco, qui, siamo dispiaciuti. Nel senso che a nostro parere la visita della Commissione serviva, ma non sga logo2tanto per decidere tra selezionata e qualificata, ma piuttosto per valutare se un cavallo era giusto portarlo all’asta oppure no. Il rischio che si possano iscrivere puledri palesemente non presentabili si alza molto e questo penso sia un fattore negativo per la stessa percezione dell’asta.
Sia chiaro, anche in passato abbiamo avuto qualche sporadico caso di cavalli “non da Asta”, ma almeno esisteva un filtro. Questa scelta lo toglie. Questo risparmio compensa il rischio?
In aggiunta non va dimenticato che la visita era anche un momento di confronto e rappresentava un punto di contatto tra l’Associazione Allevatori, SGA è sua stretta emanazione, e l’Allevatore. Un vero peccato cancellarla.

Ultima novità è la scontistica sui costi di iscrizione. Qui il direttivo di SGA ha forse portato le novità più interessanti e meno preventivabili.
Viene confermato il 10% tradizionale per i soci ANAC al quale si aggiungono altri incentivi cumulabili.
In primis un 10% per chi, socio ANAC, presenterà 5 o più puledri all’asta.
Scelta condivisibile, in ogni campo chi aiuta maggiormente la buona riuscita di una iniziativa viene premiato. Inoltre viene veicolata l’idea che la riuscita economica, per la casa d’aste, è legata alle vendite e non al prezzo di iscrizione, molto bene.
In aggiunta si prevede un 5% per chi presenterà figli di stalloni funzionanti in Italia al momento del concepimento.
Su questo ultimo incentivo in tutta onestà non siamo d’accordo. Lo sappiamo, vi abbiamo sorpresi tutti. DerbyWinner che da sempre è a favore di una maggiore attenzione al cavallo 100% italiano è contro questo aiuto? Ebbene sì, ma lasciateci spiegare le motivazioni di tale valutazione contraria.
I figli di stalloni italiani sono validi tanto quanto i figli degli stalloni esteri che vengono importati qui da noi, anzi molto spesso sono migliori. Sarà un caso, ma la nostra miglior speranza per il Derby di quest’anno è figlia di uno stallone funzionante in Italia, ma non solo, vogliamo ricordare le tante corse di Gruppo vinte dai vari Out Of Time, Thunderman, Fulminix, Full Drago e via discorrendo? Sono tantissime.
Questo incentivo fa passare l’idea che i cavalli cosiddetti 100%ITY siano bisognosi di una spinta perché inferiori.
Voi100%ITY capite che è proprio il contrario di quanto da anni cerchiamo, attraverso DerbyWinner, di far passare come concetto. La battaglia è prima di tutto culturale e questo sconto, per quanto dal forte valore simbolico, va nella direzione opposta. Sono certo che in SGA siano stati animati dalle migliori intenzioni, non ho dubbi, ma stavolta la mossa è controproducente.
Modesta proposta, avrebbe forse avuto più effetto uno sconto per la presentazione di un puledro nato in Italia, quindi recante il suffisso ITY. Sia che fosse stato il frutto dell’incrocio con uno stallone funzionante all’estero o qui da noi. Questo perché avrebbe legato lo sconto al concetto di sviluppo dell’agricoltura nazionale, un bene da tutelare e che nessuno potrebbe disconoscere.

Siamo partiti da una conferma e finiamo con un’altra conferma, cioè la possibilità di presentare in asta puledri importati. Che dire, eravamo contrari in passato e non cambiamo idea oggi.
La motivazione lo ricordiamo a chi magari non ci ha seguito in passato, risiede puramente nel fatto che, come ricordato sopra, SGA è totalmente posseduta da ANAC, l’Associazione Allevatori Italiana, e quindi presentare prodotti esteri vuol dire aggiungere una inutile concorrenza ai nostri allevatori, che ANAC ha il compito statutario di tutelare. La foglia di fico della Proprietà o comproprietà italiana non copre.
Se SGA fosse una società senza alcuna “parentela” con l’Associazione Allevatori avrebbe ogni diritto a cercare di massimizzare il proprio profitto seguendo tutte le possibili strade, inclusa quella di presentare puledri importati, ma visto lo status di SGA crediamo ci siano degli obblighi maggiori da rispettare.

Speriamo che questa disamina, al di là dell’essere d’accordo o meno con le valutazioni di cui sopra, possa essere accolta per quello che è, cioè un contributo alla buona riuscita e al miglioramento della stessa asta, che alla fine è il vero obbiettivo di tutti, sia di chi la organizza sia di chi ne scrive e anche vi partecipa.

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

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