La programmazione dei due anni, troppe corse che non accontentano nessuno!

Postato il Aggiornato il

disperazione_2776061Sono passati giusto due mesi. Era l’8 aprile scorso a Capannelle che si disputava la prima corsa per puledri di due anni della stagione italiana, una vendere vinta bene da Elusive Queen (Shaweel).

Perché ricordiamo questo evento tutto sommato di routine nel calendario del galoppo nostrano? Molto semplice, eravamo curiosi di capire l’andamento e l’impostazione di quella che è la programmazione delle nostre speranze per il futuro, cioè i cavalli dei due anni.

Per fare questo siamo andati a spulciare i risultati e il numero di corse per bimbi che da allora fino a ieri, come detto due mesi esatti, si sono disputate nei vari ippodromi italiani. Ovviamente abbiamo preso in esame tutte le tipologie di gare, dalla vendere alla Listed, passando per condizionate e reclamare, insomma proprio tutte.

I risultati sono sconcertanti e ancora una volta confermano come la programmazione nazionale sia totalmente fuori controllo e diretta verso il precipizio. Innanzitutto basti pensare alle prove effettuate finora, giunte all’incredibile numero di 52.

Sì avete letto bene, ben cinquantadue prove per due anni e non abbiamo ovviamente contato la debuttanti di Napoli in programma oggi. Questo numero in sé ci potrebbe dire poco, ma se lo confrontiamo con il periodo in esame, i famosi due mesi, vuol dire che ogni mese si sono disputate 26 corse per due anni (52 diviso 2).

Non solo, significa che ogni settimana si sono disputate più di 6 corse per due anni, (6,5 per l’esattezza), quindi circa una al giorno visto che i lunedì non si corre! Una messe spaventosa e totalmente ingiustificata.

Spaventosa perché sappiamo bene che il percorso dei due anni deve partire con molta calma eWDF_2022037 lentezza, d’altronde parliamo di cavalli ancora acerbi e che non possono essere “messi sotto” in modo intensivo, pena il rischio di perderli presto e non averli più avanti nella stagione. Vi pare dunque una strategia prudenziale programmare in media ogni giorno una corsa per due anni? Pensiamo che questi poveri cavalli possano resistere a lungo a questo tipo di impiego?

Come sovrappiù è una strategia non solo perdente ma totalmente ingiustificata, poiché se avessimo oltre duemila puledri di due anni in allenamento magari si potrebbe, pur criticandola, accettarla seguendo il principio del dare a tutti la possibilità di correre, ma qui siamo proprio dal lato opposto, ovvero abbiamo un numero di puledri molto esiguo.

Se, come è noto, i nati italiani 2014 sono stati ben sotto le 1000 unità e pure aggiungendoci i puledri acquistati da foal o yearling alle aste estere fatichiamo ad avvicinare  la soglia del migliaio di cavalli, possiamo avere una prospettiva aderente alla realtà ipotizzando che non siano più di 7/800 i puledri in allenamento al momento in Italia. Di questi almeno il 70% non ancora pronti per correre, visto che siamo alle primissime battute della loro stagione.

Quindi per non più di 200 cavalli, anzi sicuramente qualcuno in meno, abbiamo messo a disposizione ben 52 corse in soli due mesi, cioè in media neppure quattro cavalli differenti per ogni corsa! 

Che la nostra analisi sia corretta ce lo confermano ancora una volta i dati, in questo caso il numero di partenti per corsa, infatti la media (sempre sulle famigerate 52 prove finora disputate) è stata di appena data6,13 soggetti, se consideriamo che una buona percentuale dei cavalli che hanno debuttato hanno poi nel periodo ricorso almeno una volta vediamo come le considerazioni da noi fatte siano corrette.

Ultimi dati che vi sottoponiamo, in aprile le corse per due anni disputate sono state solo 4, tutte vendere (abbastanza logico) e quasi tutte a Roma, salvo una prova a Chilivani. Diciamo un numero accettabile, la media partenti è stata di 7,25 per corsa, quindi neppure troppo male considerando che si trattava degli albori della stagione dei due anni. Il vero dato perverso ci arriva invece dal mese di maggio, dove si sono programmate ben 41 (quarantuno!!) prove per due anni, cioè molto di più di una corsa al giorno, di queste 20 (la metà!) a Roma, 10 a Milano e il resto tra gli altri ippodromi in attività. Che si tratti di un numero esagerato è testimoniato dal numero medio di partenti caduto, nel mese, a 6,15, con un massimo di nove partenti toccato in quattro occasioni ma con anche dei minimi da 4 partenti. Il trend pare non interrompersi perché nelle 7 corse disputate in questa primissima parte di giugno i numeri medi sono ancora in calo a 5,43 due anni per gara, con un massimo di 10 ma anche un minimo di 3 in una prova…

Tutti questi numeri – ci scusiamo per l’enorme quantità di dati che vi abbiamo fornito, ma era per cercare di farvi vedere la questione da tutte le angolazioni – ci dicono chiaramente che abbiamo un problema enorme di programmazione in relazione al patrimonio equino esistente.

Da tempo evidenziamo che bisogna rimodulare il calendario in funzione dei soggetti in allenamento, ma nessuno vi ha posto mano, forse pensando che tutto sommato questa valanga di corse facesse sì che tutti avessero lacrazy-lead possibilità di abbeverarsi alla fonte (cioè portare a casa dei soldi), ma è un concetto profondamente sbagliato.

Infatti, così facendo, non solo si incentiva il debutto troppo anticipato dei puledri, con l’evidente risultato di consumare velocemente il già scarno patrimonio di due anni che abbiamo, ma inoltre lo si fa per ottenere premi in denaro che certamente non possono rendere ricco chi li percepisce, visto che quasi il 40% delle prove, 17, sono vendere o reclamare e se vogliamo neppure le altre hanno un montepremi sconfinato.

In conclusione si incentiva il veloce esaurimento dei pochi due anni in allenamento senza almeno consentite un veloce e vero guadagno per proprietari e allenatori.

Sia chiaro non vogliamo affermare che le corse dei due anni non debbano esserci oppure che debbano partire da settembre, ma solo che programmarne 52 nei primi due mesi è una follia tecnica, l’ennesima, di un calendario che siccome ha troppi convegni in agenda deve riempirli. Per farlo, visti i pochi cavalli in allenamento cui attingere, non gli basta ridurre a sei le corse per giornata, come fatto da Milano, Napoli e altri, oppure addirittura al ridicolo numero di 5, come Tagliacozzo, ma deve pure infarcire le corse rimanenti di prove per due anni.

Non si potrebbe per il futuro invece delle attuali 52, programmarne la metà, una trentina massimo, così da renderle non solo più remunerative (dunque capaci di ricompensare i soggetti precoci), ma anche più spettacolari, sia per il numero di partenti che tendenzialmente sarebbe superiore (finora al massimo 10 partenti…) sia per la concorrenza tra più cavalli in grado di lottare la corsa.

Per ultimo, ma forse sarebbe da mettere tra i primi aspetti, la questione della giocabilità delle prove per due anni, se la maggioranza hanno 4 o 5 partenti, magari un paio o tre delle stesso allenatore, come si può pensare che raccolgano un montante di scommessa decente?
Ma davvero è così difficile programmare con un minimo di costrutto, attingendo dal passato e conformandolo alla situazione ippica attuale?
La risposta è no, non è difficile programmare intelligentemente, solo però non lo si vuole fare…

Antonio Viani@DerbyWinnerblog

3 pensieri riguardo “La programmazione dei due anni, troppe corse che non accontentano nessuno!

    […] amici ippici dopo aver approcciato a inizio stagione il tema del calendario giovanile (Leggi QUI) adesso possiamo fornirvi un resoconto completo e analizzarlo assieme a voi, ovviamente aspettiamo […]

    Mi piace

    Giovanni Masala ha detto:
    12 settembre 2018 alle 18:38

    I problemi della programmazione ahimè ci sono anche per questo autunno. Io, nei miei otto anni alla Trenno in segreteria galoppo, non ho mai fatto il libretto; Baraldi e Massimo Rossi, erano gli addetti. Ma lo leggevo, sentivo i commenti,partecipavo alle riunioni con Giovanni Saponaro e Giorgio Herold. Ovvero il top del galoppo italiano. quacosa ho ” rubato”. Ora vedere che a Milano in settembre, le corse sono praticamente tutte per maiden ; solo il premio delle aste ed il riva sono aperti. I cavalli di due anni debbono fare tre corse per qualificarsi agli handicaps. Ai primi di ottobre si comincia con gli handicap. Ma se programmi escludendo i vincitori di una corsa maiden nella riunione estiva, come pensi di poter raggiungere il numero di tre corse ? avrai degli handicap senza vincitori ? e il periziatore come farà ? Ho letto delle proposizioni di corse a vendere dove non sono amessi i vincitori di un premio di 4.250 dal 28.06.18 o una corsa di gruppo dal 28 marzo ( ??) o una listed race sempre dal 28 marzo o UN HANDICAP PRINCIPALE. Ma se i due anni iniziano a correre a maggio e gli handicap si fanno ad ottobre… ma che senso ha ? E poi come si fa a mettere insieme un vincitore di 4 mila euro con un vincitore di gruppo o piazzato di gruppo o listed ?. Questi libretti programmi contengono errori, ma solo chi lavora sbaglia.! E quindi assolvo, in parte i programmatori. In parte… ma queste proposizioni di corsa sono state mandate al ministero e nessuno ha rilevato l’errore. Sprerare che si rendano conto di queste cose, è velleitario. I proprietari e gli allenatori debbono pretendere di leggere le bozze debbono poter rilevare gli errori; tre persone non di più, debbono costituire questa commissione paritetica ed esaminare i libretti programma. Perchè si dovrebbe mai dimenticare che i capitali ed i lavoro li mettono proprietari ed allenatori . E così non si può andare avanti !

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    Giovanni Masala ha detto:
    12 settembre 2018 alle 18:52

    ammessi… due m

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